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HOME | mercoledì 16 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Il viaggio del destino. Carla Serena da Venezia al Caucaso |
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| Autore |
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Pizzagalli Daniela |
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| Dati |
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309 p., rilegato |
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| Prezzo |
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€ 18,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 15,73 |
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| Editore |
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Rizzoli |
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| EAN |
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9788817012911 |
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Daniela Pizzagalli
Il viaggio del destinoCarla Serena da Venezia al Caucaso
Kutais le piacque immediatamente: “Non so dire perché, è una specie d’attrazione fatale. Kutais ha il fascino delle città decadute: malgrado questo, o forse proprio per questo, avvince e seduce”.
Un destino coinvolgente e affascinante, quello che ci racconta Daniela Pizzagalli, autrice de Il viaggio del destino (edito da Rizzoli e da pochi giorni in libreria) destino che riesce a rideterminare completamente la vita di Caroline Hartog Morgensthein, belga di nascita ma italiana d’adozione, avendo sposato Leone Serena patriota, amico e condivisore dei destini di Daniele Manin, Nicolò Tommaso e Giuseppe Mazzini. Dopo una vita intellettualmente molto ricca, non soltanto nel condividere gli ideali e le aspirazioni politiche del marito, ma anche quale signora del bel mondo londinese, con frequentazioni delle menti più brillanti della cultura nazionale e internazionale del momento, Caroline decide, allo scoccare dai cinquant’anni, di iniziare a registrare e a descrivere le sue impressioni e le riflessioni sulla vita alla quale partecipa . Le pagine scritte, che ben presto si trasformarono in articoli per un giornale di Anversa , successivamente configurano la sua nuova carriera di giornalista, che si consolidò a fronte di una collaborazione fissa come cronista. “Il mio tempo, racconta infatti, era stato diviso tra i doveri della famiglia e le esigenze della società. Non mi era mai venuto il pensiero di impiegarlo in altro modo. La novità di collaborare ad un giornale mi piacque e presto le mie iniziali furono conosciute. Sentii talvolta lodare i miei articoli, cosa che fu di grande incoraggiamento. Mi piaceva osservare, ne trassi insegnamento. Ci presi gusto e sentii svegliarsi sempre più il desiderio di scrivere.” Questo suo nuovo lavoro le impone, di conseguenza, un ritmo di vita molto diverso rispetto ai precedenti impegni familiari , nonostante non le fossero mai mancate le occasioni di frequenti viaggi tra Anversa, Londra, Venezia e Vienna. Ma l’impegno e gli spostamenti che le vengono richiesti dal nuovo impegno sono ovviamente di tutt’altra portata. Caroline, che ormai si firma e si fa chiamare Carla Serena, inizia un viaggio che in teoria non avrà mai fine: da San Pietroburgo a Odessa, da Atene a Costantinopoli, dalla Crimea al Caucaso e poi ancora Teheran, Parigi e poi ancora nel Caucaso... I suoi resoconti di viaggio registrano un coraggio e una capacità di adattamento decisamente rare per una persona abituata a vivere nel lusso e nelle comodità. Niente la spaventa, difficoltà o imprevisti, niente la ferma, viaggi improvvisati su treni di passaggio o a cavallo, nessuna perplessità di fronte agli innumerevoli disguidi, cambiamenti di programma, ritardi ed impedimenti al procedere superando inimmaginabili controversie burocratiche. Durante i suoi spostamenti allaccia e intrattiene rapporti personali sia con importanti personalità quali capi di stato, regnanti, principi, militari di alto rango etc, sia con ceti popolari quali i contadini, artigiani e persone semplici, rapporti che sono sempre improntati alla massima cordialità ed alla disponibilità a condividerne la quotidianità secondo usi, costumi, alimentazione abitazioni etc; mai probabilmente Caroline in precedenza si sarebbe immaginata questo particolare risvolto di vita. A riprova di ciò, ecco come la saluta un vecchio contadino caucasico, prima che Carla riprenda il suo cammino: “Straniera, saluto in te la donna, poiché ogni bene ci viene dalla donna. È a una donna che si deve la felicità del mondo: è alla Vergine Maria che diede alla luce Gesù che noi dobbiamo la civiltà. Mi rivolgo a te, straniera fra noi, come a una donna illuminata il cui spirito brilla come un diamante. Il valore del diamante sta nella sua luce, lo stesso avviene per la donna con il suo spirito. Se il suo spirito non ha scintille, ci lascia al buio, ma se le ha, ci illumina, e io riconosco in te una che illumina”.
Grazie all’intuito dell’autrice, Daniela Pizzagalli, viene riportato alla ribalta il personaggio di Carla Serena e i suoi scritti che testimoniano le capacità della scrittrice e ci permettono di ricordare un periodo storico importante per il nostro paese, inducendoci a percorrere con la mente un prezioso viaggio.
Le prime pagine
Da Venezia a Londra
Uno squadrone di ungheresi in giubbe bianche marciava in piazza San Marco, il 27 agosto 1849, per riprendere possesso di Venezia, l’ultima città italiana a sventolare il tricolore, che si era arresa quattro giorni prima, stremata dalla fame e dal colera. Poco distante, sulla riva che costeggiava i Giardini, si radunavano alla spicciolata i quaranta cittadini in partenza per l’esilio: le condizioni della resa all’Austria avevano imposto la proscrizione; oltre che di tutti i ribelli all’imperatore, anche dei civili che più si erano distinti durante la rivoluzione. Fra loro, i due patrioti il cui arresto, poco più di un anno prima, aveva acceso la miccia dell’insurrezione: Niccolò Tommaseo e Daniele Manin.
Alcune scialuppe attendevano gli esuli per condurli al battello a vapore francese Solon, da cui poi sarebbero stati trasferiti sul bastimento Pluton, ancorato a circa quattro miglia dal Lido.
Nel gruppo sparuto di parenti e amici intimi che assistevano alla partenza c’era una giovane donna bruna visibilmente incinta. Era la moglie di Leone Serra, il quale, pur non avendo mai fatto parte del governo provvisorio, si era messo in luce per il suo impegno attivo fin dai primi giorni della rivoluzione, Il none affiora più volte nella storia esaltante e tormentata della repubblica veneziana del 1848-49. La mattina del 17 marzo 1848, quando si era sparsa la notizia della rivoluzione di Vienna, i veneziani si erano diretti in folla in Piazza San Marco imponendo al governatore di liberare Tommaseo e Manin, incarcerati due nei prima perché avevano chiesto riforme al governo austriaco.
Portato in trionfo insieme al Tommaseo, Manin che durante la prigionia aveva accantonato l’illusione di riuscire a opporsi al dominatore austriaco attraverso una “agitazione legale”, arringò la folla dichiarando: “Ci sono tempi nei quali l’insurrezione non è un diritto ma un dovere!”.
Nel suo diario, Manin annotò di aver incaricato Leone Serena – che forse aveva conosciuto in quanto membro, come lui, della comunità ebraica – di innalzare in piazza San Marco bandiere tricolori, “com’egli eseguì, servendosi dei pompieri e circondando gli stendardi con un drappello di Guardie Civiche”.
Il 22 marzo, quando anche Milano si era liberata, gli austriaci lasciarono la città e all’alba del giorno dopo Daniele Manin fu proclamato presidente della Repubblica veneziana: “Con questo non intendiamo separarci dai nostri fratelli italiani” precisava, sapendo che tutto il paese era in tumulto “ma anzi formeremo uno di quei centri che dovranno servire alla fusione successiva di questa Italia in un sol tutto”.
© Rcs Libri
Pizzagalli Daniela - Il viaggio del destino. Carla Serena da Venezia al Caucaso 309 pag., 18,50 € - Edizioni Rizzoli 2006 ISBN 9788817012911
| 09 ottobre 2006 | | Di Iaia Barzani |
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