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Recensione

Appuntamento con la morte copertina
  • Perry Anne
  • Appuntamento con la morte
  • Hobby & Work Publishing
  • 2009

Appuntamento con la morte di Anne Perry

"Morel non sapeva nulla del Pacificatore e per qualche istante Joseph fu sopraffatto dal desiderio di parlare con Matthew, di cercare di spiegargli perché, osservando quella terra, quella gente, riusciva a capire i sogni e la sofferenza che avevano spinto un uomo a desiderare la pace a ogni costo. Il mondo in cui il giusto e lo sbagliato gli erano parsi tanto ovvii era svanito come una bolla che una mano avesse tentato di stringere, scomparso in un istante."

1917. Terzo anno di guerra sul fronte occidentale. Un maggiore dell’esercito inglese è tra i caduti della giornata. Sarebbe uno dei tanti, troppi morti se non fosse che il foro della pallottola che lo ha colpito dritto in fronte indica che l’arma usata era inglese. Il cappellano Joseph Reavley, che trova il corpo nella terra di nessuno, tacerebbe - il maggiore Northrup era un imbecille presuntuoso che aveva mandato a morire i suoi uomini per incompetenza. Ma la presenza di un giornalista di guerra lo obbliga a denunciare l’accaduto, con la conseguenza che dodici uomini vengono messi agli arresti, accusati di ammutinamento e omicidio. Se giudicati colpevoli, la loro fucilazione avrebbe conseguenze gravissime sul morale delle truppe, già provate dalle difficoltà oltre misura di una guerra che si pensava sarebbe finita in un baleno. Paradossalmente, però, tutto questo sarebbe di vantaggio alle trame del misterioso “Pacificatore”, l’uomo che in Inghilterra continua a lavorare per un accordo e una pace con la Germania…


Appuntamento con la morte, di Anne Perry, è il quarto romanzo della serie dedicata alla prima guerra mondiale dalla scrittrice inglese famosa anche per altre due serie di polizieschi con i personaggi di William Monk e Thomas Pitt. E quando l’ho incontrata, dopo la pubblicazione in italiano di Giustizia in prima linea (secondo libro della serie), lei stessa mi aveva parlato del piano dell’opera, di come ci sarebbero stati cinque romanzi di cui l’ultimo (La veglia delle armi di prossima pubblicazione da Hobby&Work) avrebbe svelato l’identità del Pacificatore. Sono romanzi diversi dagli altri, che svelano due interessi principali di Anne Perry: la Storia e l’Etica. Sempre in occasione del nostro incontro Anne Perry mi ha detto che un popolo senza passato non esiste ed è per questo che nei suoi libri lei cerca di ricreare la storia, mantenendo la traccia del genere poliziesco perché le piace il dilemma morale che questo pone ai lettori, soprattutto quando - come avviene per lo più nei suoi libri e anche in Appuntamento con la morte - la scelta che l’individuo è chiamato a fare non è semplicemente tra il bene e il male, ma quale sia il meno peggiore dei mali. Quanto allo straordinario personaggio del cappellano Joseph Reavley - si chiamava così il nonno della scrittrice, cappellano durante la prima guerra mondiale, e a lei pareva che meglio di chiunque un cappellano potesse rappresentare come si possa sopravvivere alle trincee, come si possa mantenere abbastanza fede da dire che c’è qualcosa per cui vale la pena di combattere.
    

Chi ha già letto i romanzi precedenti sa che cosa aspettarsi in Appuntamento con la morte: di sprofondare nel fango delle Fiandre in un paesaggio che Anne Perry sembra conoscere bene, almeno quanto un paesaggio di incubi ricorrenti. Che poi possa piovere tanto, incessantemente, in un mese estivo, mette il dubbio se certe situazioni climatiche estreme in tempo di guerra (e pensiamo anche al terribilmente gelido inverno 1943-44) siano connesse in maniera arcana a responsabilità umane. Non è un caso che Joseph Reavley abbia un quadro dell’Inferno dantesco nell’alloggio interrato dove dorme: le trincee del fronte di guerra occidentale, lo spettacolo quotidiano di giovani corpi straziati, la fatica immane e assurda di spingersi fuori del parapetto, nella terra di nessuno, per cercare dei feriti con la quasi certezza di lasciarci altri morti - tutto questo è quanto di più vicino all’Inferno riusciamo ad immaginare. Appuntamento con la morte è un thriller bellico: quello che ci appassiona non è tanto la ricerca del colpevole, e non è la sua condanna in cui speriamo. Piuttosto il contrario. Veniamo coinvolti nel tormento interiore di Joseph Reavley, l’uomo di fede che, pur non giustificando l’omicidio, deve trovare una risposta alle domande se si debba sempre obbedire agli ordini e se sia lecito prendere una vita per risparmiarne altre. Così come non possiamo restare indifferenti davanti al dolore del generale che ha perso l’unico figlio, che vorrebbe perseguire l’assassino e che si scontra con la propria responsabilità nell’aver foggiato il carattere del maggiore arrogante che aveva causato morti e feriti in più con ordini sconsiderati.

C’è ancora un altro aspetto che rende singolare il romanzo di Anne Perry: Appuntamento con la morte è un libro di guerra, è un libro di indagine su un delitto, ma è anche il capitolo di una saga famigliare, quella dei quattro fratelli Reavley. Qui, oltre a Joseph, ritroviamo Matthew, il fratello che opera nell’Intelligence a Londra e che continua a non conoscere l’identità del Pacificatore, e Judith, che, in quanto instancabile e coraggiosa autista d’ambulanza al fronte, diventa il simbolo della nuova donna che uscirà da questa guerra del ‘14-‘18. La sorella Hannah appare solo nelle lettere a Joseph - immagine dell’altra donna, quella che tiene accesi i fuochi a casa, per accogliere i reduci.
     


È un libro da leggere, quello di Anne Perry. Perché ci scaraventa in quella terra di nessuno in cui non c’è il nero e il bianco, ma il grigio, e ci pone nella situazione estrema in cui si deve decidere. Perché ci parla di una guerra di 100 anni fa che ha segnato la fine dell’Innocenza per l’Europa.

Anne Perry - Appuntamento con la morte
Titolo originale: At Some Disputed Barricade
Traduzione di Seba Pezzani 
343 pag., € 17,00 - Hobby&Work (Giallo & Nero)
ISBN 978-88-7851-862-9



L'autrice



20 novembre 2009 Di Marilia Piccone

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