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HOME | giovedì 24 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita. Filosofia e strategia di chi ce l'ha fatta |
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| Autore |
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Perotti Simone |
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| Dati |
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190 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 14,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 11,90 |
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| Editore |
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Chiarelettere |
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| Collana |
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Reverse |
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| EAN |
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9788861900851 |
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Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita di Simone Perotti"Finora abbiammo pensato che ci sia un solo modo di guadagnare soldi e lavorare, cioè il nostro. Non è così."
Ci sono molti modi per leggere questo saggio. Ci sono molti stati d'animo con cui leggere questo saggio. Ci sono molti effetti diversi dopo la lettura di questa saggio.
Siete felici della vostra condizione lavorativa, professionale, personale e umana? Leggerlo servirà forse per diminuire un po' il ritmo, per rallentare, per guardavi attorno, ma non vi cambierà la vita. Siete insoddisfatti della vostra condizione lavorativa, ma avete una famiglia che adorate e due, tre, quattro figli da crescere? Leggerlo vi aiuterà a capire che un'altra via è possibile, potrete incominciare a immaginarla, ma probabilmente non la percorrerete per timore di non riuscire a dare alle persone che amate un futuro economicamente certo. Siete decisamente scontenti del lavoro, frustrati dai troppi impegni o dall'insoddisfazione di un impiego noioso e ripetitivo, e vivete da soli o avete una famiglia altrettanto insoddisfatta e un po' triste? Leggerlo vi darà la spinta finale di cui avevate bisogno, un po' come il manuale di successo È facile smettere di fumare se sai come farlo. È facile smettere di vivere in un certo modo se sai come farlo. E Perotti, grazie alla sua esperienza personale, asserisce di sapere come farlo e di poterlo insegnare agli altri. Anche a quelli che si ritrovano in questa situazione involontariamente perché in tempo di crisi hanno perduto lavoro e certezze. Ottimi presupposti, che farebbero rientrare questo libro tra i più interessanti (e utili) del momento, ma che purtroppo svelano un grosso limite: quello di rivolgersi a una élite intellettuale ed economica in grado, sia per preparazione culturale che per i risparmi fatti grazie a stipendi di un certo peso o eredità consistenti, di affrontare il cambiamento e soprattutto di decidere consapevolmente il proprio futuro. Inoltre il lettore ideale è uomo: le donne sono solo quelle che vogliono compagni di successo con Porsche Cayenne e soldi a palate, preferiscono un uomo che lavori venti ore al giorno e le faccia vivere in prestigiosi appartamenti e non guardano all'essenza della persona... ma siamo sicuri? Comunque le donne non sono contemplate in questo manuale come protagoniste.
Disintossicarsi da certi preconcetti, da un'idea dell'esistenza che ci hanno inculcato sin dall'infanzia, di certezze, di regole, di conformismi non è facile, ma possibile lo è certamente. E positivo. Su questo aspetto del discorso nulla da dire.
L'attacco della storia è molto personale e generazionale: l'autore è figlio degli ultimi anni Sessanta, è diventato grande negli Ottanta, appartiene insomma a quella generazione arrivata per un soffio troppo tardi per partecipare e rivoluzioni politiche e libertà hippie, che non ha respirato nell'adolescenza l'aria del "tutto è possibile", anche uscire dalla regole. Per chi ora ha circa quarant'anni (o è anche più giovane) è obiettivamente più difficile decidere di scrollarsi di dosso gli schemi.
E qui veniamo al concetto di libertà - che andrebbe analizzato in tutti i suoi aspetti e insegnato meglio anche a scuola - attorno a cui ruota ogni possibile scelta. "Il vero rivouzionario contemporaneo, quello che può seriamente far tremare l'establishment politico-economico, è oggi un consapevole, cocciuto, equilibrato individualista, che parte da sé, dal suo mondo, ci lavora sopra, fa di tutto per essere libero e consapevole come essere umano singolare. Non necessariamente compra ciò che gli si dice. Non necessariamente fa quel che dovrebbe. Usa gli strumenti come strumenti, non come fini. Costituisce una sua realtà, adatta a sé, efficiente, concreta."
Forse nessuno di noi si sente schiavo, ma quanti lo sono di fatto? Schiavi di orari, traffico, case, automobili, routine, frequentazioni non desiderate... Perotti fa un elenco impressionante che coinvolge ognuno. E il senso di colpa si unisce subdolamente alla schiavitù costringendoci ad avere sempre qualcosa da fare, qualcuno da frequentare, uno scopo "redditizio" per vivere. Tra i primi esercizi consigliati da Perotti per uscire da questo circolo vizioso è imparare a piccoli passi a stare da soli, a godere in solitudine di alcuni momenti di pura libertà, di semplice divertimento, senza sentirci dei reietti: un po' di rilassamento e di dolce far nulla sul divano, un cinema, una buona musica.
Ma se speriamo che l'autore vada oltre, dando indicazioni concrete a tutti i lavoratori in crisi, avremo una delusione.
L'idea di partenza è ottima, ma sviluppata con una visuale particolare, adatta a chi può permettersi una scelta e non a chi vorrebbe farla ma viene trattenuto dalle difficoltà della vita. Se siete dirigenti e manager insoddisfatti, commercianti e industriali in difficoltà troverete qualche suggerimento interessante, ma l'autore non può pensare che la libertà si trovi davvero facendo lo skipper o l'istruttore di golf, o di tennis o ancora spostandosi in paesi come la Colombia o la Malesia, o il Mozambico, "dove sembra ci siano bellissime opportunità" per chi si occupa di vela. In Mozambico ci sono ottime opportunità per chi vuole fare volontariato in una onlus e aiutare chi muore di fame, per i medici senza frontiere che combattono l'Aids, per ingegneri che vogliano insegnare alle popolazioni locali come costruire sistemi idraulici per sopravvivere... l'ha forse dimenticato?
Simone Perotti - Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita. Filosofia e strategia di chi ce l'ha fatta 191 pag., 14,00 € - Edizioni Chiarelettere 2009 (Reverse) ISBN 978-88-6190-085-1
| 17 novembre 2009 | | Di Giulia Mozzato |
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