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Recensione

Miss Little China. Sudano, piangono, sognano. L'Italia dei cinesi. Con DVD copertina

Miss Little China. Sudano, piangono, sognano. l'Italia dei cinesi. Con un dvd di Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco e un libro di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò

"Miss Little China fa vedere per la prima volta i cinesi in una dimensione quotidiana. Un'intimità personale e famigliare completamente inedita. Un'occasione rara per entrare in un mondo di cui non si sa niente, al netto di una quantità industriale di luoghi comuni."




Chi meglio di un popolo di migranti come quello italiano dovrebbe capire e andare incontro a persone costrette a lasciare la loro terra per cercare fortuna nel nostro paese? Eppure non è sempre così.
Il problema immigrazione è attuale e arduo da risolvere. La paura del diverso impera e proietta la realtà su schermi oscurati, attraverso i quali ogni azione sembra avere i più astrusi e sinistri doppi fini o misteri inquietanti, dai quali sarebbe meglio allontanarsi, anzi, sarebbe meglio si allontanassero loro, magari facendosene ritorno al loro paese.

È così che anche quelli chei faticano sedici ore al giorno dietro fornelli, o di fronte ad una macchina da cucire per produrre ricchezza a se stessi e, inevitabilmente, al paese che li ospita, vengono declassati a disonesti evasori, dalla dubbia identità, da tenere a debita distanza e di cui sospettare sempre e comunque.
Sono arrivati i cinesi, una folla di buffi individui dagli occhi a mandorla, difficili da distinguere l’uno dall’altro, pronti a portare via il lavoro, inquinare l’ambiente, vendere merci contraffatte di pessima qualità e topi al posto dei polli.

Ci potrebbe essere un fondo di verità su tematiche come la scarsezza di igiene o la dubbia onestà di alcune imprese cinesi, ma è meglio fare di tutta un’erba un fascio e rifiutare un’intera etnia di miliardi di persone, o approfondire la conoscenza di questo popolo scendendo ad un livello più intimo?

Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò (autori del libro) non si accontentano di varcare la soglia principale che separa ogni essere umano dal resto dei suoi concittadini, ma proseguono fino alle stanze più nascoste, addirittura la camera da letto, nella quale, ad esempio, una madre racconta le difficoltà successive al suo arrivo in Italia, i sacrifici affrontati, l’integrazione della figlia.
Sembrano persone riservate, chiuse e invece, nel documentario, si dimostrano disponibili al dialogo
, felici di avventurarsi nell’iter spinoso di congiunzioni, regole grammaticali e sintassi per comunicare, per lasciarsi conoscere davvero.

Città di punta sono Prato, madrina delle industrie tessili, e Venezia, sede del rinomato casinò, meta d’eccellenza per i risparmiatori del continente asiatico. Proprio qui, ogni anno, viene ospitato il concorso Miss China in Italy. Le partecipanti sorridono, scherzano, si commuovono, si abbracciano, non hanno nulla da invidiare alle nostre conterranee e, grazie alla loro voglia di mettersi in gioco, ci concedono di guardare oltre gli stereotipi, i timori e l’intolleranza alimentati da certe fazioni politiche.

Resta un dubbio: lo stacanovismo dei cinesi deve essere considerato un modello di virtù?
Da un lato sembrerebbe di sì, ma l’intervista alla figlia di immigrati cinesi, proprietari di un’impresa tessile, chiarisce le idee allo spettatore incerto. Con un accento veneto cantilenante, esprime la sua gratitudine nei confronti dei sacrifici dei genitori, ma dichiara di non voler emulare quegli sforzi; la vita non è fatta di solo lavoro, le vacanze sono indispensabili, così come un orario di lavoro che rientri nei limiti imposti dalla legge.


Il tutto raccontato a quattro voci, in un libro e un documentario in dvd.
Contenuti extra: "Lezione di Italia" del prof. Lu Jiehuan. L’Italia e gli italiani visti e raccontati dai cinesi.

Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco - Miss Little China. Sudano, piangono, sognano. l'Italia dei cinesi
Con un libro di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò
19,60 € - Edizioni Chiarelettere 2009
ISBN 978-88-6190-048-6



gli autori









29 luglio 2009 Di Anna Zizola

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