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Titolo Il paese di Obama. Come è cambiata l'America
Autore Molinari Maurizio
Dati XV-195 p., brossura
Prezzo € 15,00
Prezzo IBS € 15,00
Editore Laterza
Collana I Robinson. Letture
EAN 9788842091042
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Il paese di Obama. Come è cambiata l'America

Un saggio di Maurizio Molinaro


Vedi anche: Obama, premio Nobel per la pace


Sarà per invidia, sarà per curiosità, sarà forse anche per desiderio d'imitazione, ma sicuramente l'America di oggi, l'America che ha scelto di farsi governare da un uomo come Obama con le sue utopie, la sua fermezza e il suo colore che ricorda a ogni interlocutore le origini africane è fonte di interesse immenso da parte di tutta Europa.

Che curioso paese è l'America, risce a tenere saldo in sella della presidenza, per ben due mandati, un personaggio come Bush e poi sa fare il miracolo, sa sostituirlo con una figura lontana chilometri dal suo predecessore, facendo dimenticare tanti anni di arroganza e di aggressività.

Un nuovo modello economico basato sulle famiglie, rapporti internazionali che vogliono costruirsi sul dialogo: un laboratorio politico ed economico pragmatico e ideale nello stesso tempo, sicuramente portatore di valori che vogliono diventare prassi fatto che, in particolare a noi italiani, sembra davvero rivoluzionario.
La grave crisi economica che, nata in America, ha sconvolto il mondo, rende tutto molto difficile e la ripresa che si profila con estrema lentezza non risparmierà soprattutto i ceti più deboli.

Ecco allora che dalle difficoltà si può operare un vero cambiamento, trovare strade alternative allo sviluppo, dare di nuovo senso allo Stato e ai suoi interventi, vedere nell'ecologia un percorso che offre lavoro e preserva l'ambiente... insomma nuove possibilità per un mondo che sta precipitando nell'autodistruzione.
Percorrendo la carriera di Obama fin dall'inizio è possibile vedere una coerenza e una continuità che non riusciamo a ritrovare in tanti leader politici. La filosofia del confronto era già sua quando si batteva nei quartieri più poveri di Chicago e la capacità di rialzarsi dalle sconfitte è un elemento di forza di tutto il suo procedere verso la presidenza. 
La scelta dei collaboratori è poi oculata e vuole essere da sempre dimostrazione pratica delle idee su cui si poggia la sua America multietnica, multiculturale, multireligiosa. Ecco così che la "Generation Obama" si può proprio specchiare in questa cultura politica, sicuramente vincente che promette il cambiamento. "Yes, we can": tutti noi insieme possiamo operare il cambiamento. Questa capacità di essere "noi", così coinvolgente e motivante, si unisce però ad una personalità fortissima.
Con una crisi economica terribile e due guerre in corso il compito di Obama non è certo facile, se in più si riflette sulle tante barriere che lobby di ogni genere stanno opponendo alla sua volontà di cambiamento. Ma non va dimenticato che a sostenere il presidente sono stati fin dall'inizio schiere di ventenni, una generazione che è tornata, dopo lunghi anni di lontananza, alla passione politica e che non può e non permetterà di essere disillusa.E Obama sa parlare il linguaggio delle nuove generazioni, usa internet, sa essere controcorrente e irrituale sa davvero dare speranza.

Cambiare, innovare, senza vittimismi, con tenacia: "Dobbiamo cambiare mentalità, non dicendo più a noi stessi che c'è qualcosa che non possiamo fare, ma che c'è qualcosa in cui possiamo riuscire, che abbiamo nelle nostre mani il potere di cambiare le cose".
Realizzato appieno che le ingiustizie economiche sono più attuali della questione razziale, pur senza abbassare la guardia su questa, eccolo quindi affrontare il problema della povertà con nuove difficili scelte. la sanità pubblica prima di tutto, un vero e proprio tabù per l'America


Molto però il primo presidente di colore deve a un bianco: è stato Ted Kennedy che ha lo ha scelto come suo candidato democratico, che lo ha accostato alla figura e al mito di John Kennedy, cosa che viene anche confermata da Caroline. Ma c'è anche un altro pilastro su cui si è basata la vittoria di Obama, la grande comunità ispanica.  
Un nuovo linguaggio, un nuovo approccio al tema religioso, scelte forti, insomma il ritratto di una nuova America, che tutto il mondo spera possa davvero significare un superamento di troppi dolorosi conflitti e ingiustizie. È per questo, per questa speranza, che a Obama è stato dato il Nobel per la pace, perché ha segnato una discontinuità con il suo predecessore, è per questo che anche chi non codivide tutte le sue posizioni, non può non vedere in lui una autentica possibilità di cambiamento.

Maurizio Molinari - Il paese di Obama. Com'è cambiata l'America
XV-195 pag., € 15,00 - Laterza (I Robinson. Letture)
ISBN 978-88-420-9104-2


L'autore



27 ottobre 2009 Di Grazia Casagrande


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