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RECENSIONE

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Titolo La rizzagliata
Autore Camilleri Andrea
Dati 210 p., brossura
Prezzo € 13,00
Prezzo IBS € 11,05
Editore Sellerio Editore Palermo
Collana La memoria
EAN 9788838924361
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La rizzagliata, l'ultimo romanzo di Andrea Camilleri


"Perché la politica questo è. Fumariti 'na sicaretta che non ti piaci pirchì a quello che te l'ha offerta non vuoi, o non te la senti, di diri di no."

Il rizzaglio è una rete a forma di campana da cui è difficile scappare. Tutt'attorno ci sono dei piombini che la portano a fondo, una corda la serra e dentro, impigliati senza via di scampo, restano i pesci. La metafora del titolo è molto esplicita: non è facile sfuggire alla rete che il potere politico, economico e mediatico costruisce attorno a una persona, soprattutto se il pesce non è furbo e abile come chi ha lanciato il rizzaglio.
Camilleri dichiara che per lui questo è un romanzo storico, della storia presente, e che trae spunto da un fatto di cronaca, il delitto di Garlasco, ma che per il resto è pura invenzione: romanzo storico, diremmo noi lettori, perché fotografa la triste situazione dell'Italia di oggi. 


Un romanzo infatti che parla dei nostri tempi sfortunati e del potere dell'informazione tanto che tutta la vicenda ruota attorno alla Rai siciliana. Uscito in Spagna prima che in Italia col titolo La muerte de Amalia Sacerdote, ha vinto il prestigioso Premio Internacional RBA de Novela Negra 2008.

Un avviso di garanzia al figlio di un importante esponente della sinistra siciliana per l'uccisione della fidanzata, il silenzio complice del telegiornale Rai sul fatto (la notizia non è cancellata ma data con ogni cautela nell'orario con minor audience), un direttore pavido, una segretaria pettegola, un cronista piuttosto ingenuo tradito dalla sua donna, amante del direttore: ecco i primi personaggi che ci vengono presentati. Si ventila subito l'ipotesi del complotto costruito dalla destra per danneggiare la parte politica del padre dell'inquisito... Ma c'è molto di più!
Qui non c'è Montalbano, anzi con le autocitazioni a cui Camilleri ci ha abituato, viene chiamato in causa come riferimento letterario, ma l'argomento del romanzo è troppo amaramente attuale che l'autore non vuole distrarre il lettore, lo vuole tenere "sul pezzo", farlo riflettere sul potere che ha la televisione nel creare opinione e nel dare o non dare importanza a qualche evento.  Non c'è neppure la mitica Vigàta, la storia si svolge a Palermo perché i nomi in questione sono troppo importanti per non vivere nel capoluogo e perché ciò che avviene in quella grande città potrebbe essere collocato in ogni altra città italiana: intreccio disgustoso tra informazione, potere politico, potere economico e potere mafioso. Anche nella magistratura c'è del marcio, quando la politica entra direttamente nelle scelte e nelle decisioni di un magistrato che non vuole dispiacere ai potenti.
La sensazione che il lettore trae dalla lettura, pagina dopo pagina, è quella di un cinismo diffuso, del valore pari a zero della vita delle persone e della visione pessimistica e dolorosa che lo scrittore siciliano ha dell'umanità perché ne La rizzagliata non c'è un Montalbano che ristabilisce l'ordine, non c'è chi si indigna o propone una morale diversa da quella dominante: quello che conta per questi personaggi è non crearsi dei nemici tra i potenti, è l'avere l'appoggio di chi conta, è usare l'informazione, la politica, e ogni forma di potere per interessi personali, usando armi come il ricatto e l'omicidio senza nessun rispetto per i cittadini e per la verità.
Nel romanzo c'è anche un ritratto della famiglia contemporanea, della mancanza di correttezza, dei tradimenti, dell'uso interessato dei rapporti umani, addirittura dei rapporti tra padre e figlia, insomma una decadenza anche nel privato dominato, come il pubblico, da denaro e potere

Andrea Camilleri - La rizzagliata
224 pag., € 13,00 - Edizioni Sellerio (La memoria)
ISBN 978-88-389-2436-1




Le prime pagine



L'autore



14 ottobre 2009 Di Grazia Casagrande


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