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RECENSIONE

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Titolo Nel nome del padre
Autore Biondillo Gianni
Dati 193 p., brossura
Prezzo € 14,50
Prezzo IBS € 12,33
Editore Guanda
Collana Narratori della Fenice
EAN 9788860880864
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Nel nome del padre di Gianni Biondillo

"Non so più qual è il mio ruolo, non so più niente di mia figlia. Non so come va a scuola, non ho visto le sue pagelle, non conosco i suoi compagni di classe... tutto quello che so è che devo pagare, pagare, pagare..."

Una storia come tante ma, come quella di ogni uomo che si trovi in una situazione dolorosa, assolutamente unica e irripetibile.
Divorzi e separazioni sono sempre più frequenti e non è questa la sede per cercarne il perché, né per esprimere giudizi: è così e basta. Ma se il fallimento di un'unione è traumatico per i protagonisti, i veri problemi sorgono quando la coppia ha dei figli.


L'ultimo romanzo di Biondillo, così lontano dai suoi precedenti, ha certamente un forte riscontro nella realtà. Quanti uomini infatti si trovano nella situazione del protagonista? quanti riescono a risollevarsi dopo la fine di un legame anche se la responsabilità del fallimento è in gran parte loro? e soprattutto quanti si rassegnano a subire da parte della ex moglie la privazione dei figli? Perché, e le statistiche lo confermano, sono molti i padri che vedono frustrata la propria funzione e il proprio ruolo paterno per puro spirito di vendetta.

Da alcuni anni il violento rifiuto del genitore affidatario (in genere la madre) di condividere con il padre l'educazione di un figlio dopo una separazione si è fatto più frequente. Ancora una volta non cerchiamo il perché, né lo fa Biondillo, ma osserviamo il fatto in sé e lo si può fare con crescente empatia grazie allo sguardo di uno scrittore sensibile e intelligente. Il protagonista del romanzo ha delle responsabilità: troppo assente dalla vita familiare e con un tradimento mai confessato alle spalle.  

Ma si diventa partecipi della sofferenza, della disperazione e della rabbia di quell'uomo a cui è negata la possibilità di svolgere il proprio ruolo di padre, di godere della presenza della figlia e di poterle dimostrarle tutto l'amore che prova. Spesso per un uomo la paternità è una conquista lenta, non istintiva ma, forse proprio per questo, è intollerabile che venga poi calpestata.  

Il trovare un'altra compagna non cancella il dolore del vedere la figlia usata come arma di ricatto. Il turbamento in cui il protagonista vive, lo sconvolgimento psicologico del passare settimane, mesi interi senza godere della vicinanza della bambina, crea insicurezza per tutti gli affetti.
La vita è così, spesso chi non ha responsabilità subisce le ansie che altri hanno provocato: questo aspetto, ben evidenziato nel romanzo, complica tutto e impedisce la riconquista di quel po' di felicità che la vita può tornare a offrire. 

Alcune pagine sono altamente drammatiche e, da buon scrittore di gialli, Biondillo lascia a lungo sospeso l'esito che, nell'alternanza di emozioni dell'oggi e di ricordi del passato, è perfettamente coerente e conseguente.
Una parte del libro parla poi dell'associazione che accoglie e assiste i  padri separati: una realtà realmente esistente e sicuramente meritoria, così come tutto ciò che dà possibilità di confronto e di sostegno a persone sole in difficoltà. Parlare con altri che hanno attraversato lo stesso difficile cammino permette il superamento della disperante solitudine a cui non può bastare una spalla amica su cui piangere ma servono consigli concreti.

In questo quadro così tormentato la figlia, oggetto del contendere, appare piuttosto serena, così equilibrata da non schierarsi mai con l'uno o con l'altro genitore. Di certo alcune esperienze fanno rapidamente maturare i bambini, ma è la consapevolezza dell'amore di entrambi i genitori ciò che fortifica, nel romanzo come nella vita reale, i figli dei separati.

Biondillo che vive una serena vita familiare, è riuscito a creare personaggi credibili e a entrare in forte empatia con loro. Intensa è la costruzione della progressione emotiva del protagonista, calibrato e credibile il recupero di equilibrio complessivo. C'è anche la volontà di non fare apparire un "mostro" la donna, sia spiegando i motivi di tanto rancore della ex moglie, sia delineando in modo positivo il personaggio della nuova fidanzata cilena. Certo: dalla parte dell'uomo, ma non maschilista!
Complicità con i personaggi, ma soprattutto con il lettore: l'autore spesso indica come la conoscenza dei fatti narrati lo coinvolga insieme ai lettori, abile ed efficace stratagemma narrativo che permette una maggiore partecipazione emotiva agli eventi narrati da parte di chi legge, non passivo spettatore, ma consapevole osservatore che può capire, meglio dei protagonisti stessi, il perché del loro agire. 


Gianni Biondillo - Nel nome del padre
193 pag., € 14,50 - Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 978-88-6088-086-4




Le prime pagine


L'autore



02 ottobre 2009 Di Grazia Casagrande


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