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HOME | sabato 20 marzo 2010 |
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| Titolo |
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Stirpe |
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| Autore |
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Fois Marcello |
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| Dati |
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240 p., rilegato |
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| Prezzo |
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€ 19,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 19,00 |
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| Editore |
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Einaudi |
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| Collana |
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Supercoralli |
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| EAN |
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9788806157739 |
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Stirpe di Marcello Fois"Dal giorno dell’interramento dei gemelli Mercede non ha più varcato il cancello del cimitero e ha giurato a se stessa che mai più lo farà, se non quando saranno gli altri a dovercela trasportare. Il punto è che sotto a quelle lapidi i morti sembrano più morti, troppo morti perché lei possa sopportarlo. Così si è fatta l’idea che solo questa morte parziale è sopportabile per lei. Il resto no. Lo sa lei che cosa è costato lasciare che portassero i suoi figli in quella dimora, lo sa lei…"
Un titolo laconico, una sola parola, Stirpe: c’è già, in questo titolo, tutto il riserbo, tutta l’attenzione a ciò che è essenziale per evitare sprechi, che sono parte della natura dei sardi. A lettura ultimata noi potremmo dare un altro titolo più generico al nuovo bel romanzo di Marcello Fois: “Tragedia sarda”. Perché le vicende della stirpe dei Chironi, ad iniziare dal lontano 1889, sono tragiche. E non è che la mannaia della sorte si abbatta una sola volta sulla famiglia - dovrebbe essere una questione di percentuali, perché mai il dolore dovrebbe colpire sempre gli stessi? E invece no, ancora e ancora le disgrazie si accumulano sui Chironi.
Il libro di Fois ha un indice, e peccato che sia in fondo al libro. Se diamo un’occhiata prima di incominciare la lettura, apprezziamo la costruzione del romanzo e sappiamo che cosa dobbiamo aspettarci. I capitoli prendono il titolo dalle tre cantiche dantesche, solo che l’ordine è sovvertito: il primo è il Paradiso - ah, come dura poco il soggiorno in Paradiso. Anno 1889-1900, circa 35 pagine. Poi si precipita nell’Inferno, e include due guerre: dal 1901 al 1942, e sono quasi 200 pagine. Una decina di pagine, infine, per il Purgatorio e si tira un sospiro di sollievo, è un surrogato di felicità, ma ci si deve accontentare: è questa la vita?
Basta uno sguardo perché Michele Angelo Chironi, diciannovenne, si innamori di Mercede Lai. La vede in chiesa. Lui fa il fabbro nella fucina dell’uomo che lo ha tirato fuori dall’orfanotrofio e lo tratta come un figlio. Lei, pure orfana, è a servizio da quando aveva sette anni. Si sposano e inizia la stirpe dei Chironi. Sottrarrei al lettore il piacere della lettura se raccontassi altro. Dirò solo che restano in vita tre giovani Chironi: Gavino, Luigi Ippolito e Marianna. Ma siamo già precipitati nell’Inferno, perciò non aspettatevi che abbiano vita felice. Li seguiremo mentre crescono, Gavino destinato a lavorare con il padre e Luigi Ippolito a studiare, mentre Marianna verrà chiesta in sposa da un uomo con due cognomi che ha bisogno dei soldi dei Chironi. Perché quella del fabbro è un’arte e chi la possiede riesce a guadagnare bene. Un fabbro non ferra solo i cavalli. Un fabbro che ha gusto e capacità può piegare il ferro per fare oggetti, per abbellire le case di Nuoro che si sta ingrandendo con splendidi balconi.
È per questo che la malasorte si è abbattuta sui Chironi? Perché bisogna defilarsi per non suscitare invidia? Michele Angelo lo ha fatto ma, a quanto pare, a nulla è servito. Viene da piangere anche a noi insieme a quella povera madre che perde il senno. Purtroppo lei non avrà la consolazione di passare dal Purgatorio e godersi quel poco di consolazione finale.
Se l’avvio del romanzo di Marcello Fois vi sembra un poco antiquato e tradizionale, pensate che la storia dei Chironi incomincia più di cento anni fa. Un altro mondo, un’altra lingua, altre condizioni di vita, distanze infinitamente più lunghe: che cosa era l’Italia, a trent’anni dall’Unità, per la Sardegna? Era il Continente, un altro continente. E Marcello Fois è capace di ricreare quel tempo, quel mondo, quella società, quel linguaggio, in maniera così perfetta da permetterci di entrare anche noi nella storia che racconta e di identificarci con i suoi personaggi. Senza forzature, con la discrezione e l’eleganza di uno stile che solo marginalmente fa qualche concessione al dialetto. Il vestiario, le usanze, i pregiudizi, la prima guerra mondiale niente affatto sentita, le malattie endemiche della Sardegna, la sua natura aspra, la comparsa delle camicie nere: c’è tutto nel romanzo di Fois che procede a volte con il passo del gambero, tornando indietro per offrirci un’altra visuale degli avvenimenti. Interrompendosi per dei lampi di ricordi (bellissimo quello della scoperta del mare da parte di Mercede, accompagnata dai suoi figli: ricordate Carlino che vede il mare in Ippolito Nievo?), per un breve e fantastico romanzo dentro il romanzo, quello inventato da Luigi Ippolito sulle imprese di un fantomatico De Quiròn che viene adottato come capostipite della stirpe dei Chironi, per le lettere che Luigi Ippolito manda dal fronte e che bisogna essere capaci di leggere interpretando quello che la censura ha cassato.
In chiusura del libro lo scrittore aggiunge: “È una storia inventata, ma anche vera. Appena posso la ricomincio da capo”. Anche il lettore ha voglia di ricominciarla da capo, appena può, per gustarla di nuovo.
Marcello Fois - Stirpe 250 pag., 19,00 € - Edizioni Einaudi 2009 (Supercoralli) ISBN 978-88-06-15773-9
LEGGI LE PRIME PAGINE
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