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Recensione


Papi. Uno scandalo politico di Peter Gomez, Marco Lillo e Marco Travaglio

Noemi e le veline candidate e scandidate dal cavaliere di hardcore. Puttanopoli e voli di stato, scatti e ricatti. Perché il caso Berlusconi non è una faccenda personale

Ciascuno ha il 25 luglio che si merita: il suo somiglia a un film con Alvaro Vitali.

In questi mesi abbiamo sentito, letto, visto una quantità impressionante di intercettazioni, notizie, immagini che riguardano la vita privata e sentimentale del Presidente del Consiglio.
Ecco, il punto centrale è proprio questo: quanto le sue relazioni sono relegate alla sfera privata e quanto invece coinvolgono la vita della nazione intera?
In Italia l'Espresso e la Repubblica hanno sottolineato, con numerosi articoli che sono entrati nel vivo della materia, quanto sia labile il confine tra pubblico e privato per un personaggio politico come Silvio Berlusconi.

Moltissimi autorevoli quotidiani stranieri (Indipendent, Guardian, Times, El Pais, El Mundo, Le Figaro, Le Monde, National Post, Gazeta, Financial Times, Wall Street Journal, Sun, Daily Telegraph, Bild, Die Welt, Spiegel...) si sono occupati di questo tema con l'occhio disincantato di chi osserva dall'esterno, giungendo alla conclusione unanime che le questioni scandalistiche che coinvolgono il Primo Ministro italiano non sono assolutamente un affare personale.
Del resto, è stato lui stesso a sdoganare l'uso delle faccende private (famiglia, genitori, figli, abitazioni) come biglietto da visita pubblico: fotografie, filmati, un libro mandato nelle case di tutti gli italiani...


La moglie di Berlusconi, Veronica Lario, ha scritto alcune lettere aperte e pubbliche in cui sottolinea la preoccupazione e lo sconcerto non solamente per il suo rapporto coniugale andato in pezzi, ma soprattutto per la salute del marito e padre dei suoi figli. E anche questo aspetto della questione non è privato.

Leggendo le pagine di questo libro (un instant book nato dall'urgenza di comunicare), si capisce quanto la sua esistenza ruoti attorno alle tante relazioni femminili, quanto importanti siano per lui le donne che lo compiacciono, a che punto possano essere premiate (e non solo loro) con cariche politiche e istituzionali. E questo non è un fatto personale.

Dalle intercettazioni delle telefonate con il direttore di Raifiction Agostino Saccà al processo Berlusconi-Sanjust, dal grosso capitolo Noemi alle tante veline ed escort (una volta si diceva prostitute) - nonché agli accompagnatori, il più delle volte di dubbia reputazione - che hanno popolato le sue ville e i suoi palazzi, i tre autori ricostruiscono un mondo incredibile.

Indipendentemente dalla questione morale, che pur si porrebbe (gradite che la società prenda esempio e si costruisca su questi presupposti?), subentra il discorso generale della vulnerabilità di un uomo che si circonda di una corte composta da questo tipo di persone. Ed è proprio su questo secondo aspetto che si concentra il volume, che ricostruisce passaggi nascosti delle tante vicende, che ci svela retroscena che nessun quotidiano (e non citiamo neppure i telegiornali) ci ha mai raccontato.

Prendiamo un esempio per tutti, preso dal processo Berlusconi-Sanjust:
"Naturalmente nessun quotidiano e nessuna televisione ha seguito il caso: quando Del Mese è comparso in aula, non c'erano taccuini né telecamere davanti al palazzo di via Triboniano. Infatti la notizia della sua audizione non è mai uscita da nessuna parte. Immaginate per un attimo di essere negli Stati Uniti. Se il numero due della Cia fosse sentito dal procuratore federale sulla denuncia del marito di un agente segreto che sostiene di essere stato mobbizzato dal presidente Obama perché quest'ultimo ha una storia con la moglie dello 007, tutti i network stazionerebbero in pianta stabile per mesi e mesi con i loro pulmini e le loro parabole davanti agli uffici del procuratore. In Italia, invece, proprio in quei giorni, la stampa preferiva appassionarsi alle lontane vicende di Sarah Palin, la governatrice dell'Alaska candidata alla vicepresidenza Usa e accusata di aver fatto trasferire il capo della Polizia del suo Stato perché inviso alla sorella. Evidentemente, per i quodiniani e i tg italiani, i trasferimenti familistici del governatore dell'Alaska contano più di quelli del presidente del Consiglio italiano."


Non mancano le critiche a un'opposizione reputata incapace di prendere contromisure adeguate a una situazione come questa.

Non si parla più di politica, purtroppo. Non si parla dei problemi reali degli italiani, della crisi, delle riforme, del futuro. Non è più un discorso di visioni differenti del mondo, di rivalità politiche. Tutto è obbligatoriamente ricondotto a un piano bassissimo, a un livello inimmaginabile sino a vent'anni fa.

Fanfani, Almirante, Saragat, Spadolini, Pertini, La Malfa, Togliatti, De Gasperi, Moro, Einaudi, Segni... ovunque siano, riavvicinati malgrado le passate differenze (di ideologia e di visione politica e non di levatura morale), guarderanno insieme, senza dubbio sconsolati, la nostra nazione immiserita da una classe politica che forse non si meriterebbe.

Peter Gomez, Marco Lillo, Marco Travaglio – Papi. Uno scandalo politico
15,00 € - Edizioni Chiarelettere 2009 (Farfalle)
ISBN 978-88-6190-063-9




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gli autori


Peter Gomez
Peter Gomez

New York, 1963

Dopo la scuola di giornalismo ha iniziato ha scrivere per l'Arena di Verona. Ha poi collaborato a Il Giornale quando era direttore Indro Montanelli e lo ha seguito nell'esperienza de La Voce. Collaboratore di MicroMega e dell'Espresso. Ha seguito tutti principali scandali italiani su mafia, tangenti e corruzione. Come giornalista dopo essersi occupato di cronaca giudiziaria si è dedicato al giornalismo investigativo.
Tifa per l'Inter e se fosse stato abbastanza bravo avrebbe voluto fare il giocatore di basket.
Ha pubblicato numerosi saggi, tra i quali I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento, scritto con Lirio Abbate, diversi libri con Marco Travaglio, come Regime, Mani Sporche (firmato anche da Gianni Barbacetto), Se li conosci li eviti.
Prima o poi proverà a pubblicare un romanzo.

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Marco Lillo
Marco Lillo

1970

Marco Lillo, redattore de l'Espresso, collabora con MicroMega. Autore con Sabina Guzzanti di "Reperto Raiot".
Romano, ma legato alla Calabria, terra dei suoi genitori. Dopo la laurea in giurisprudenza in diritto tributario diventa consulente e assistente volontario a "La Sapienza". Nel 1994 lascia la professione per iscriversi alla scuola biennale di giornalismo di Urbino. Fino al 2000 lavora a Radio Capital e conduce l'approfondimento informativo della trasmissione mattutina. Dal 2000 è a "L'espresso" per il quale ha scritto tra l'altro le inchieste esclusive "Calciopoli", "Casa Nostra" (le case degli enti affittate e poi svendute ai politici a prezzi di favore) e "Pronto Rai" (il caso Berlusconi-Saccà).

 

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Marco Travaglio
Marco Travaglio

Torino, 1964

Dopo la maturità classica al liceo salesiano Valsalice di Torino, si laurea in Storia contemporanea cominciando l'attività giornalistica con testate di area cattolica. Nel 1988 inizia la sua collaborazione con il Giornale di Indro Montanelli che seguì, con altri 50 redattori, nel 1994 quando fondò La Voce.
In seguito alla chiusura del quotidiano ha collaborato con molte altre importanti testate e ha tenuto una rubrica fissa su l'Unità e su Repubblica, grazie alle quali nel 2007 ha vinto il Premio Satira di Forte dei Marmi. Collabora con numerosi blog ed è autore di saggi di grande successo e di spettacoli teatrali d'argomento politico.
Ha pubblicato molti libri, tra i quali ricordiamo: La Scomparsa dei fatti (il Saggiatore, Milano 2006), Uliwood Party (Garzanti, 2007), Mani sporche, insieme a Gianni Barbacetto e Peter Gomez (Chiarelettere, 2007), Se li conosci li eviti, con Peter Gomez (Chiarelettere, 2008), Bavaglio, con Marco Lillo e Peter Gomez (Chiarelettere, 2008), Per chi suona la banana (Garzanti, 2008), Papi, con Lillo e Gomez (Chiarelettere 2009).

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23 luglio 2009 Di Giulia Mozzato


23 luglio 2009

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