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HOME | giovedì 18 marzo 2010 |
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| Titolo |
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La mia cucina pop. L'arte di caramellare i sogni |
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| Autore |
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Oldani Davide |
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| Dati |
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221 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 16,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 16,00 |
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| Editore |
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Rizzoli |
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| Collana |
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24/7 |
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| EAN |
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9788817029278 |
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La mia cucina Pop. L’arte di caramellare i sogni di Davide Oldani"Mi dicono che sono pop e ho smesso di chiedermi cosa intendano e soprattutto se sia davvero così, però ho cominciato a fare alcune considerazioni. Se rivalutare il territorio, le diverse zone che contraddistinguono il paese dal punto di vista gastronomico, con le sue materie prime più povere e più umili (e umiliate!), ha una valenza pop, allora ci sto. Chiamatemi pure cuoco pop e ne sarò orgoglioso, perché mi sa di popolare nel senso più tradizionale del termine. In fondo sono uno del popolo, a cui piace restare così, senza bussare alla porta dello star system che della parola popolare conosce solo un significato secondo me distorto: “celebre”. Che sono popolare, pardon pop, me lo dicono in molti, ormai. Me l’hanno detto la prima volta quattro anni fa, anzi, qualcuno l’ha anche scritto. Sono arrivati al punto di giocare con questa etichetta, facendomi immortalare con indosso un paio di improbabili occhiali alla Andy Warhol. Ma questo è solo un gioco, appunto, la verità è da tutt’altra parte. La verità del mio essere pop è in quello che probabilmente ha fatto più parlare di me negli ultimi anni: la mia cipolla caramellata. Lì, credo, stia tutto il mio essere pop e anche il sogno della mia vita. Non si tratta di “cucina povera” (perdonate l’azzardato paragone con l’arte povera), quanto piuttosto di cucina umile, perché creata e portata in tavola con una sana dose di umiltà, una virtù che dovrebbe estendersi a tutti gli ambiti della vita."
Non chiamatelo “chef”: nonostante gli anni trascorsi in Francia (che considera determinanti, anzi indispensabili, per la sua formazione, come per chiunque voglia intraprendere questa professione), nonostante il successo raggiunto con il suo ristorante, il D’O di Cornaredo, in provincia di Milano, che può contare su prenotazioni che arrivano fino oltre la primavera del 2010, nonostante le frequenti apparizioni in TV e la considerazione di cui gode nel mondo dell’alta cucina, Davide Oldani si parla di sé ancora e più semplicemente come un “cuoco”. Un cuoco che di sogni ne ha realizzati e tanti ancora ha nel cassetto, un cuoco in continua evoluzione, che ha fatto della tradizione locale e della stagionalità delle materie prime i fondamenti da cui partire per sperimentazioni e rielaborazioni originali, un cuoco che ha raggiunto traguardi che lo rendono orgoglioso e che gli danno la sensazione di aver percorso la strada giusta.
Un cuoco che è anche scrittore affermato. Al suo attivo ci sono infatti due libri: Cuoco andata e ritorno. Viaggi, sogni, ricette di un uomo che voleva cucinare (Touring) e il più recente La mia cucina Pop. L’arte di caramellare i sogni (Rizzoli), che riassume la sua storia, le sue passioni, la sua concezione filosofica, il segreto del suo successo e che propone, infine, alcune delle sue ricette. Sono molto eterogenei i capitoli che compongono La mia cucina pop da Autoritratto di un cuoco. Non di un chef, in cui scopriamo un Davide Oldani perfezionista e capace di dare forma e materia ai suoi sogni, al bambino che giocava a osservare, con i ricordi di chi, fin dall’infanzia, è stato attento osservatore del piccolo mondo costituito dalla merceria della madre. Dall’importanza delle radici e dei primi errori di gioventù, che ci rivelano tutto l’attaccamento alla sua città, Cornaredo, all’inizio di un lungo allenamento, ovvero il passaggio da studente dell’Alberghiera, al lavoro, quello vero, presso Gualtiero Marchesi, ed ai tentativi di mettere a frutto ciò che vede e di imparare dagli errori, suoi e degli altri.
E poi l’allenamento fuori casa, prima a Londra, dove solo chi riesce a sopportare la pressione, il livello di perfezione da offrire agli ospiti e la continua tensione può mettere le basi di un solido futuro, a Montecarlo, dove imparare lezioni fondamentali e, infine, in tutti gli altri luoghi – New York, Tokio, la California, Barcellona... – dove osservare, immagazzinare, metabolizzare e dove poter far leva sul proprio senso di responsabilità e di autostima, indispensabili per gestire il denaro e l’immagine altrui. Alla descrizione dei primi passi in solitaria, con le sperimentazioni solo apparentemente azzardate, come la Cipolla caramellata con parmigiano caldo e freddo, segue il suo misurarsi con la tradizione e con la preparazione del Riso alla zafferano, espressione di un’idea che ha avuto bisogno solo di un po’ audacia per essere realizzata.
Ma la sua creatività e progettualità va ben oltre i fornelli: oggi molte delle sue idee – Passepartout, la posata che è un po’ cucchiaio, un po’ forchetta e un po’ coltello o il piatto Land, con fondo inclinato per le minestre – sono veri e propri oggetti di design, oltre che pratici strumenti sulla tavola. La prima parte si conclude con il Decalogo pop, che, senza avere la pretesa di dettare regole di comportamento, fornisce quelle indicazioni frutto del buon senso e dell’esperienza su cui si fonda tutta la filosofia dell’accoglienza dell’ospite da parte della “squadra” del D’O.
La seconda parte, invece, si concentra su Stagionalità e acquisti, con una serie di consigli pratici per la valutazione e l’acquisto delle materie prime, per la loro cottura e preparazione, cui seguono alcune delle ricette che hanno reso famoso Davide Oldani e che costituiscono l’esempio e l’emblema della sua cucina pop. Non solo una lezione di stile o di gusto, dunque, ma una vera e propria lezione di vita, quella di Davide Oldani, di cui chiunque potrà fare tesoro, nelle piccole e grandi decisioni che dobbiamo prendere ogni giorno, e non solo ai fornelli o nella scelta del ristorante...
Davide Oldani - La mia cucina Pop. L’arte di caramellare i sogni 221 pag., € 16,00 - Rizzoli (24/7) ISBN 978-88-17-02927-8
| 22 luglio 2009 | | Di Lidia Gualdoni |
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