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HOME | giovedì 24 maggio 2012 |
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| Titolo |
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L'irresistibile eredità di Wilberforce |
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| Autore |
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Torday Paul |
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| Dati |
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315 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 17,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 14,88 |
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| Editore |
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Elliot |
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| Collana |
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Scatti |
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| EAN |
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9788861920811 |
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L’irresistibile eredità di Wilberforce di Paul Torday"Ora anch’io ero nella semioscurità a guardare le bottiglie che scintillavano a migliaia come gioielli dalle rastrelliere, perché Francio le lucidava di continuo. I corridoi di casse dai nomi magici parlavano di colline calde in un paese lontano. Latour-Martillac, Rauzan-Ségla, Léoville Las Cases, L’Eglise-Clinet. L’incantesimo mi circondava."
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L’irresistibile eredità di Wilberforce è la storia di un alcolizzato. Sbagliato, ricominciamo. L’irresistibile eredità di Wilberforce è la storia di un uomo che muore giovane perché non sa resistere alla bottiglia. Ancora sbagliato, troppo semplicistico. È la storia di un uomo fragile che diventa un degustatore di vini - ecco, questa è la giusta chiave di lettura. Aggiungendo che, degustando i vini, Wilberforce gusta anche tutto quello che c’è dietro, quello che ha portato all’ineffabile aroma dei vini di grande pregio: il sole sui vigneti, calde estati ronzanti di api, cieli blu, la raccolta, la pigiatura, i tini, i legni delle botti, le bottiglie dal vetro scuro.
La storia che leggeremo ci dirà come Wilberforce - un tipo da acqua o, al massimo, una birra - abbia iniziato ad interessarsi di vini, come sia diventato un intenditore, come abbia ‘ereditato’ una favolosa cantina stracolma di bottiglie di vino da collezione e come questo abbia segnato la sua vita. E non solo la sua.
Paul Torday ci racconta la storia di Wilberforce (attenzione alla citazione da La fiera delle vanità di Thackeray, all’inizio del libro) in quattro capitoli, andando a ritroso nel tempo, dal 2006 al 2002: Un romanzo in quattro vendemmie, recita il sottotitolo. Quando ne facciamo la conoscenza, la prima impressione che abbiamo di Wilberforce è che sia un vecchio stravagante dedito al bere. Invece - ma lo sapremo molte pagine più avanti - Wilberforce ha solo 37 anni, anche se ne dimostra 70. Vero è che è stravagante e dedito al bere: l’unica cosa che gli interessi, in un ristorante, è la lista dei vini, ma non si accontenta certo di vini qualunque. Prima di farsi portare da un taxi al Tripes de Normandie aveva controllato su internet e aveva visto che la lista comprendeva lo Chateau Pétrus 1982. A noi profani ciò non dice nulla, ma Wilberforce sa quale clima in Francia ha portato a quel vino straordinario e difficile da trovare: primavera fresca, estate calda, lunghe ore di sole e pioggia quanto bastava. È chiaro ora perché Wilberforce rifiuta per se stesso la qualifica di alcolista? Perché non è solo un appassionato, non è un dilettante: è un esperto. Ciò non toglie che stia malissimo, che cada in coma dopo aver bevuto due bottiglie di Pétrus 1982 (per un totale di seimila sterline), che il suo medico gli faccia una diagnosi delle peggiori che include non solo tutti i malanni associati all’alcol, ma anche un’encefalopatia di Wernicke che lo porterà a confabulare, ossia a mescolare ricordi veri e inventati, senza saper distinguere gli uni dagli altri (e Wilberforce, peraltro, ha già iniziato a straparlare, ad immaginare di trovarsi a Bogotà, inseguito da qualcuno).
Il nome Wilberforce deriva da Thackeray, ma c’è l’eredità di Dickens insieme a quella del suo contemporaneo Thackeray nella vicenda di Wilberforce, trovatello adottato da una coppia che non poteva avere figli, lui un gelido professore universitario, lei una donna succube del marito. E solo alla fine, nel dettaglio che pare irrilevante del primo nome che Wilberforce non ha mai voluto rivelare, sospettiamo con un buon grado di certezza chi sia il suo vero padre (molto dickensiano pure questo). Come la famosa eroina di Thackeray, anche Wilberforce si fa strada nel mondo dei ricchi, anche se per caso - è un esperto programmatore, ha una sua azienda ben avviata, si offre di riparare il computer del figlio di Lord Hartlepool… Anche lui, come Becky Sharp, sarà snobbato e leggermente disprezzato, ma… finirà per soffiare la fidanzata di Ed, il futuro Lord Hartlepool, e diventerà il beniamino di Francis Black da cui ‘erediterà’ una fantastica antica magione e la cripta piena di vini. Se prima l’ho definita cantina, aspettavo questo momento per chiamarla, come nel romanzo, ‘cripta’, per restituirle quell’aria di magia e di sacralità da cui è caratterizzata: “Bevi questo, in memoria di me”, dice Francis, sollevando il bicchiere. Fino a che punto Wilberforce è libero di sottrarsi ad un’attrazione irresistibile? Fino a che punto l’eredità è stata acquistata, oppure geneticamente tramandata?
Con garbo, con umorismo, con compassione, Paul Torday ha scritto la storia di una dipendenza, drammatica sia per chi è coinvolto in prima persona sia - e forse ancora di più - per chi gli sta vicino.
Paul Torday - L'irresistibile eredità di Wilberforce Titolo originale: The Irresistibile Inheritance of Wilberforce Traduzione di Luca Fusari 315 pag., 17,50 € - Edizioni Elliot 2009 (Scatti) ISBN 978-88-6192-081-1
| 20 luglio 2009 | | Di Marilia Piccone |
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