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HOME | sabato 20 marzo 2010 |
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| Titolo |
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Un inverno italiano. Cronache con rabbia 2008-2009 |
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| Autore |
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Camilleri Andrea; Lodato Saverio |
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| Dati |
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336 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 14,60 |
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| Prezzo IBS |
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€ 14,60 |
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| Editore |
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Chiarelettere |
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| Collana |
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Reverse |
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| EAN |
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9788861900882 |
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Andrea Camilleri e Saverio Lodato, Un inverno italiano. Cronache con rabbia 2008-2009 "Non credo che siamo già al peggiore dei mondi possibili. Ma stiamo facendo il possibile per farlo diventare tale"
Come siamo combinati? Andrea Camilleri re dell'estate
Il 20 novembre del 2008 Andrea Camilleri inaugurava, sulle pagine del quotidiano L'Unità, la rubrica Lo chef consiglia, insieme al giornalista Saverio Lodato. Si trattava di una sorta di ristorante virtuale, in cui Camilleri rivestiva appunto il ruolo di cuoco. Ogni giorno come pietanza sarebbe stata cucinata e servita una notizia commentata. Sugli ingredienti scriveva Camilleri: "Questo non significa che noi andremo a cercare i prodotti componenti il nostro piatto solo da quel mercato che si trova alla destra di casa mia, ma anche in quello che si trova alla sua sinistra. Perché i due mercati, in questo senso, sono fornitissimi: non hai che l’imbarazzo della scelta." Su questo punto dobbiamo però constatare che il libro può apparire agli occhi del lettore sbilanciato in un'unica direzione e che gli ingredienti utilizzati sembrano essere stati acquistati per la maggior parte nello stesso mercato. Sempre nell'articolo inaugurale della rubrica Saverio Lodato chiedeva a Camilleri "Ma questo ristorante si rivolge davvero a tutti, o lei ha in mente un target particolare di clientela?" ricevendo come risposta "No, no. Intendo rivolgermi a tutti, senza nessun target particolare ". È chiaro che la volontà di scrivere a tutti e per tutti è intellettualmente innegabile nello scrittore siciliano. Ma è altrettanto innegabile che la natura dei piatti risulterà indigesta a una parte della clientela, e che non tutti gli avventori sono provvisti di stomaci forti. Qualcuno probabilmente raccoglierà l'invito dello stesso autore "di accomodarsi altrove" nel caso trovasse di suo gradimento le pietanze.
Nel libro...
Un commento appassionato e tagliente della cronaca quotidiana in risposta alle sollecitazioni di Saverio Lodato. La prospettiva spesso rovesciata di Camilleri aiuta a dare una nuova profondità agli eventi che abbiamo letto e ci hanno accompagnato in questi mesi: la Chiesa di Tettamanzi e quella del Papa, l’infinita emergenza umanitaria, la tragedia del terremoto e la passerella elettorale, i chierici traditori e l’assenza degli intellettuali, la censura e la cacciata di Vauro, dal G8 al caso Englaro, la vergogna del biotestamento, la crisi economica e gli stipendi dei banchieri, le furbate del piccolo grande dittatore Berlusconi, le mafie che non finiscono mai...
Alcune pillole...
«Piuttosto poi che prima, la Chiesa i suoi errori sa riconoscerli. Ci mette un po’ di tempo, prendiamo Galileo, ma alla fine ci arriva. Scommettiamo che nel 4018 il preservativo sarà consentito?»
«Montalbano è allibito e nauseato. E vorrebbe rivolgere qualche domanda a chi di ragione. La prima è per il Questore di Genova che ha dichiarato (a proposito del G8) che si tratta di “poche mele marce”.»
«Un aspetto della mediocrità è la supponenza. In una discussione politica fra mediocri la frase più usata comincia con “se fossi io” e prosegue, a seconda dei casi: “il ministro delle finanze”, “il presidente del consiglio”, “il capo dello Stato”, “il Papa”. Il mediocre ha sempre la ricetta in tasca.»
«Questi politici sempre più si considerano intoccabili. Il loro motto è: “Io pozzu fari e disfari e cuntu non aiu da dari”. È poco onorevole che un onorevole prema il pulsante per un collega assente, è come se un impiegato timbrasse il cartellino per un compagno di lavoro rimasto a casa.»
«Morire e tasse, chiù tardu che si pò», antico detto siciliano.
«“Scancellamu e accuminciamu da capu”. Me l’ha fatto tornare in mente tutto il gran scusarsi degli ultimi tempi. Dalle scuse di Tremonti per la bidonata della social card a quelle del Papa al popolo ebreo. Da noi le scuse non significano il proposito di non ripetere l’errore o l’offesa, ma tutt’altro.»
Saverio Lodato, dall'Introduzione...
A metà novembre 2008, andai a trovare Andrea Camilleri, che conosco dai tempi della Linea della palma (Rizzoli 2002), il libro in cui mi aveva raccontato la sua vita. Che cosa potevamo fare ancora una volta insieme? Che cosa potevamo inventarci per offrire a qualche volenteroso lettore una quotidiana «pillola» di sdegno civile? Un piccolo kit di sopravvivenza, in un mare sterminato di luoghi comuni, verità addomesticate, versioni di regime? Gli antichi scrittori di storie del mare raccontano che nelle stive dei vascelli ci fosse sempre una scorta di numerosi barili di olio che, in caso di burrasca, servivano a far placare le onde almeno nello spazio più vicino alla nave, dando così all’equipaggio il tempo di decidere il da farsi. Verità o leggenda che sia, l’esigenza era esattamente quella: evitare di essere giornalmente sommersi dal mare delle chiacchiere, dal mare del grandguignol, tirare su una piccola barriera frangiflutti che durasse almeno per ventiquattr’ore. È nata così la rubrica Lo chef consiglia. Che la direzione de «l’Unità» abbia entusiasticamente accettato di ospitare nella sua piccola stiva questo insolito carico di barili d’olio, è merito che le va riconosciuto.
© 2009, Chiarelettere
Andrea Camilleri – Un inverno italiano 352 pag., 14,60 € - Edizioni Chiarelettere 2009 (Reverse) ISBN 978-88-61-90088-2
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