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HOME | giovedì 18 marzo 2010 |
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| Titolo |
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Qualunque cosa succeda |
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| Autore |
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Ambrosoli Umberto |
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| Dati |
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317 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 18,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 18,00 |
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| Editore |
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Sironi |
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| Collana |
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Indicativo presente |
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| EAN |
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9788851801205 |
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Qualunque cosa succeda di Umberto AmbrosoliPrefazione di Carlo Azelio Ciampi
Il libro che viene ora licenziato è un atto d'amore per il Padre, un attestato di incondizionata ammirazione per il professionista che obbedisce solo alla Legge, un tributo all'Uomo e al Cittadino, esempio altissimo di virtù civili. Il libro è tutto questo. Al di sopra di tutto c'è, a mio parere, la volontà di Umberto Ambrosoli di testimoniare - con la memoria di una vicenda personale, di una ferita insanabile - l'impegno "militante" per l'affermazione dei valori dell'onestà, dell'assunzione di responsabilità, dell'adempimento del dovere; della mecessità di non tradire mai la propria coscienza: «non omnis moriar».
dalla prefazione di Carlo Azeglio Ciampi
La notte tra l'11 e il 12 luglio 1979 l'avvocato Giorgio Ambrosoli venne ucciso da un killer su mandato di Michele Sindona. L'assassino si scusò e gli esplose contro tre colpi di 357 Magnum. Ad ucciderlo fu William J. Aricò, un sicario fatto appositamente venire dall'America e pagato con 25.000 dollari in contanti ed un bonifico di altri 90.000 dollari su un conto bancario svizzero. Nessuna autorità pubblica presenziò ai funerali, a eccezione della sola Banca d'Italia.
Questo è l'atto finale. Tutto ciò che ha portato a quella morte violenta e la figura di Giorgio Ambrosoli sono stati consegnati alla memoria da un bellissimo libro di Corrado Stajano, Un eroe borghese e dal film omonimo di Michele Placido. Quello che lo Stato non ha fatto, insomma, è stato supplito da alcuni intellettuali.
Recentemente è stato pubblicato da Sironi un libro importante, scritto dal figlio minore di Giorgio Ambrosoli, Umberto, avvocato lui stesso e padre di tre bambini con cui dialoga nel libro e a cui affida la memoria del nonno e soprattutto l'esempio di un cittadino che "qualunque cosa succeda" mantiene la sua dirittura morale e conduce fino in fondo il compito che gli è stato affidato.
I ricordi di Umberto non possono essere né numerosi né chiari: aveva solo sette anni quando il padre fu ucciso, ma grande è la ricerca fatta per ricomporre i tanti frammenti che aveva nella memoria e per completarli con i ricordi di chi gli era stato vicino, i documenti, le testimonianze, le carte del processo su cui lavorava... Un libro risultato di lunghe ricerche e consegnato ai figli perché capiscano "quale esperienza eccezionale sia essere uomini, cittadini, genitori e costruire con la propria vita la società in cui si desidera vivere".
Ecco allora venirci tracciate le "radici" culturali e familiari di Giorgio Ambrosoli, la famiglia, gli amici, la professione: i liberali milanesi di una borghesia illuminata e attiva. Anni Settanta, anni cruciali per l'Italia e per Ambrosoli, anni di leggi sui diritti civili, gli anni di piombo del terrorismo... e poi il "ritratto" di Michele Sindona, la P2 e il progetto di Gelli...
24 settembre 1974, Sandro Pertini, Presidente della Camera, aprendo una seduta dice: "È inconcepibile che il Parlamento sia stato tenuto fino a ora all'oscuro di tutto. Non è ammissibile che sull'affare Sindona il governo stenda un velo pietoso". La sera stessa una telefonata da parte della Banca d'italia convoca Ambrosoli e il giorno successivo il governatore Carli gli affida il compito di commissario liquidatore della banca di Sindona: inizia così quel cammino complesso e pieno di intralci che l'avvocato Ambrosoli percorrerà con serietà, coraggio e senza fermarsi davanti a minacce e ostacoli e che lo condurrà fino alla notte dell'11 luglio 1979 e all'appuntamento con il suo assassino.
Le ultime pagine del libro rileggono il dopo 11 luglio 1979: i pochi ricordi di una bambino, il senso di vuoto, gli amici, la forza della madre e i brandelli di conversazione tra adulti raccolti, nascosto dietro a una porta, e lentamente la comprensione dell'accaduto farsi strada finché, dodicenne, ottiene il permesso di partecipare alle riunioni degli adulti. Bello il ricordo della figura e dell'interessamento di Pertini, uno dei pochi politici nei cui confronti c'è stima e riconoscenza da parte dell'autore e il processo a cui, senza averne l'età, Umberto però riesce in parte ad assistere. Sarà però solo Corrado Stajano con il suo Eroe borghese a far sentire alla famiglia di quell'integerrimo avvocato, morto "sul suo posto di lavoro", che esiste un'Italia solidale e positiva che lascia ancora spazio alla speranza.
Umberto Ambrosoli - Qualunque cosa succeda 317 pag., € 18,00 - Sironi (Indicativo presente) ISBN 978-88-5180-120-5
| La lettera alla moglie del 25 febbraio 1975 |
Anna carissima,
è il 25.2.1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo della B.P.I., atto che ovviamente non soddisfarà molti e che è costato una bella fatica. Non ho timori per me perché non vedo possibili altro che pressioni per farmi sostituire, ma è certo che faccende alla Verzotto e il fatto stesso di dover trattare con gente dì ogni colore e risma non tranquillizza affatto. È indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il paese. Ricordi i giorni dell'UMI, le speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarantanni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito. Con l'incarico, ho avuto in mano un potere enorme e discrezionale al massimo e ho sempre operato - ne ho la piena coscienza — solo nell'interesse del paese, creandomi ovviamente solo nemici perché tutti quelli che hanno per mio merito avuto quanto loro spettava non sono certo riconoscenti perché credono di aver avuto solo quello che a loro spettava: e hanno ragione, anche se, non fossi stato io, avrebbero recuperato i loro averi parecchi mesi dopo. I nemici comunque non aiutano, e cercheranno in ogni modo di farmi scivolare su qualche fesseria, e purtroppo, quando devi firmare centinaia di lettere al giorno, puoi anche firmare fesserie. Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto [... ] Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa. Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i ragazzi sono uno meglio dell'altro [... ] Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che costi. Hai degli amici, Franco Marcellino, Giorgio Balzaretti, Ferdinando Tesi, Francesco Rosica, che ti potranno aiutare: sul piano economico non sarà facile, ma - a parte l'assicurazione vita- [...]
Giorgio
© 2009, Sironi
| 02 luglio 2009 | | Di Grazia Casagrande |
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