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Recensione

Dichiarazia copertina

Dichiarazia di Mario Portanova

Viviamo nel continuo inseguimento fra la parola e la sua eco. Questo gioco diventa così rapido che il cittadino, cioè l'elettore, finisce con l'essere così storidto da non capire più il significato delle parole stesse. Lo storimento è tale che si perde una condizione indispensabile perché la parola sia efficace, e cioè la memoria. E senza la memoria diventa impossibile giudicare l'aspetto più importante della parola, e cioè la sua coerenza.
Romano Prodi


Ecco la condizione disastrata della democrazia in Italia e il mondo politico che ci circonda: la libertà di pensiero diventata pensiero in libertà con il rischio di annegare immersi nel vacuo che avanza senza trovare ostacoli. Proprio questa realtà traspare in modo limpido nel saggio di Mario Portanova, Dichiarazia, in cui nulla è inventato (sembra impossibile, ma è così) e le tante dichiarazioni riportate sono tutte assolutamente documentate.

Il saggio si apre con le dichiarazioni di storici alleati del Cavaliere che, nel periodo elettorale e subito dopo aver perso le elezioni del 2006, dicono frasi di fuoco nei confronti del loro leader senza dimenticare le più antiche dichiarazioni di Bossi, davvero incendiarie, sempre nei confronti dell'attuale premier, ora amico e alleato di ferro. Ecco poi "l'emergenza sicurezza" diventare il motivo conduttore di innumerevoli dichiarazioni che cambiano di tenore a seconda della situazione politica.
 


C'è un personaggio che è davvero esemplare dei politici italiani e della loro spregiudicata capacità di "cambiare bandiera": Daniele Capezzone.
Si deve ammettere che dichiarazioni tra loro opposte, fatte dalla stessa persona, sono prerogativa di molti: da Quagliariello a Pera, a Rutelli, ma il vero maestro in questo campo è Berlusconi. Con la frase sono stato frainteso, o nella sua variante, le mie parole sono state travisate, tante dichiarazioni sono state smentite nel giro di pochi giorni o di poche ore.

L'assoluzione di Andreotti è al centro del successivo capitolo: La Corte [...] dichiara non doversi procedere nei confronti dello stesso Andreotti in ordine al reato di associazione per delinquere, [...] commesso fino alla primavera del 1980, per essere lo stesso reato estinto per prescrizione, testo chiarissimo, ma dalle mille dichiarazioni successive non parrebbe proprio! Ecco poi la condanna di Dell'Utri e l'esplosione di commenti accorati...
Un tema di particolare attualità viene messo in evidenza dall'autore: le intercettazione e le tante informazioni che hanno fornito hanno aperto la strada a importanti indagini, senza quelle intercettazioni di certo molte attività criminali sarebbero rimaste impunite. Dai vari furbetti ai fatti del G8 e ai processi conseguenti: scandalo e indignazione, ma per chi e per che cosa? 
Il conflitto d'interessi ha sollevato mille dichiarazioni: eppure è sempre lì, immutato...

Il libro dedica l'ultima parte all'adulazione e all'insulto: entrambi molto praticati in Italia.
Ma concludendo, quello che più colpisce, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, contraddizione dopo contraddizione è che ormai gli italiani sono abituati a digerire tutto, senza scandalizzarsi o indignarsi ed è questo in fondo che preoccupa di più. Forse leggendo nella stessa pagina affermazioni opposte partorite dalla stessa persona anche i più distratti avranno modo di riflettere e di chiedersi: perché scegliamo di avere persone di questa dirittura morale a governarci?  

Mario Portanova - Dichiarazia
312 pag., € 10,00 - BUR (Biblioteca Universale Rizzoli)
ISBN 978-88-17-03272-8




L'autore



23 giugno 2009 Di Grazia Casagrande

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