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Recensione

Settanta copertina

Settanta di Simone Sarasso

"Con l'avvento dei settanta l'Italia era piombata nel casino completo.
Nemmeno il adri ci stavano più con la testa. Tra terrorismo e delinquenza comune, il lavoro dello sbirro aveva cessato d'essere uno stipendio sicuro, e c'era da farsi il segno della corce prima di mettersi la divisa.
Dalla centrale avevano riferito il racconto dei testimoni oculari: due guardie sull'asfalto, svenute o pure peggio."


Anni settanta. L'epica di un decennio che l'autore, nato nel 1978, non ha vissuto. Anni densi di eventi, di tragedie e di complotti, un periodo in cui lo Stato è stato attore, nelle sue parti deviate, di una strategia della tensione e di tentativi di colpi di stato. Anni in cui il terrorismo ha dilagato, ha insanguinato le città, ha costruito un teorema astratto di rivoluzione che è stato sconfitto dalla Storia e dalla stessa separatezza da chi dichiarava di voler riscattare. Anni in cui la delinquenza comune è stata assoldata da certo settori dei Servizi segreti e ha agito per scopi altrui. Anni in cui la mafia ha ucciso e ha preparato il suo piano di stragi. Anni in cui la massoneria si è segretamente organizzata in una loggia, la P2, per impossessarsi capillarmente dello Stato e ridurlo in suo potere... 
E sono gli anni in cui Aldo Moro è stato sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse: ma quanta responsabilità abbiano avuto alcuni uomini di potere non si è mai saputo.

Sono i misteri d'italia, quei misteri che mai sono stati chiariti né risolti. Introdotti dalla Strage di Piazza Fontana nel 1969 e via via accumulati, e tragicamente intrecciati, hanno condizionato tutta l'evoluzione politica e democratica del nostro Paese e di cui ancora oggi viviamo le conseguenze.

Questa è la Storia: ma come può nascere da tante tragedie un romanzo? Sarasso dichiara che i suoi sono personaggi di finzione e averli fatti interagire con figure reali è opera di creazione narrativa. Eppure come non riconoscere, ad uno ad uno, dando un preciso nome e cognome i tanti stragisti, golpisti, uomini delle istituzioni e della finanza che popolano l'ampio romanzi di questo giovane scrittore? 

Anche il personaggio che domina il primo romanzo di Sarasso (precedente cronologico e logico di questo), Confine di Stato, e che, pur con minore presenza, è motore anche di questo, Andrea Sterling, pur essendo sicuramente una creatura della fantasia dell'autore, ha tutta la verosimiglianza di qualche figura di spicco dei servizi segreti deviati, di un personaggio realmente operante in Italia in quegli anni. 

Tutta una prima parte del romanzo vede i preparativi e le prime fasi di un tentativo di colpo di Stato sostenuto dagli americani e fallito proprio per un loro ritrarsi all'ultimo momento. Fantasia di scrittore? In parte la cronaca degli anni passati ha dimostrato che tentativi falliti di questo genere ce n'erano stati (e lo ha verificato anche la cronaca giudiziaria), in parte, chi ha vissuto quegli anni sa bene quanto la tensione sul tema fosse alta e bruciante.  

Ma, per non parlare sempre di storia, torniamo a questo romanzo davvero importante: ottima la capacità di intrecciare storie tra loro diverse, la politica, la criminalità comune, il costume di quegli anni emergono con assoluta vivacità e verità dalle pagine di SettantaOttimo l'uso della lingua, varia e mutevole a seconda degli attori in scena, fino a riprodurre dialetto e gergo senza però mai eccedere nell'uso manieristico del linguaggio. 

Questo secondo volume di una necessaria trilogia (che viene sempre citata come "trilogia sporca d'Italia") soddisfa pienamente il lettore che già dalla lettura di Confine di Stato aveva intuito che questo scrittore era molto più di una promessa. Aspettiamo il libro sugli anni ottanta e novanta, fiduciosi in una uguale serietà di ricerca e competenza sui fatti narrati, non tanto per assoluta precisione nei dati, quanto nella capacità di coglierne i nessi profondi, le atmosfere, le sensibilità del momento. Siamo certi perciò che Simone Sarasso riuscirà a dire una parola importante e ad avere un ruolo originale nel quadro della nuova narrativa italiana.

Simone Sarasso – Settanta
693 pag., 21,50 € - Edizioni Marsilio 2009 (Farfalle)
ISBN 978-88-31-79788-7




Le prime pagine



L'autore



11 giugno 2009 Di Grazia Casagrande

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