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HOME | lunedì 13 febbraio 2012 |
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| Titolo |
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La morte moderna |
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| Autore |
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Wijkmark Carl-Henning |
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| Dati |
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128 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 11,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 9,35 |
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| Editore |
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Iperborea |
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| EAN |
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9788870911657 |
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La morte moderna di Carl-Henning Wijkmark"Consentitemi da ultimo di inserire il Progetto B in una prospettiva più vasta. Non implica in qualche modo la realizzazione di uno dei sogni più antichi dell'umanità: la definitiva integrazione sociale della morte? Dall'altra parte del confine non ci attendono più potenze ignote, ma un ulteriore utile contributo alla comunità in cui siamo vissuti. Al posto del lugubre silenzio dell'obitorio, ci aspetta un posto di lavoro di produzione e di ricerca come tanti altri nella nostra società. Questa morte asettica e inodore nella cella frigorifera della stazione terminale - non è forse la morte moderna nel vero senso della parola?"
Abbiamo voluto parlare nelle pagine di Wuz di uno dei temi più delicati e attuali del dibattito sociale e politico: la questione della fine della nostra vita, intesa sia come morte in sé, che come accompagnamento a questo momento. Per farlo abbiamo segnalato alcuni saggi che dovrebbero essere letti da tutti per conoscere meglio il problema e affrontarlo dopo aver riflettuto seriamente sui vari aspetti della questione. Ma anche la letteratura può aiutarci in questa analisi. In particolare questa breve operetta morale (scritta in forma di testo drammaturgico) dal chiaro titolo, può essere un buon punto di partenza. Di partenza anche perché si tratta di un testo datato 1978 che, come ha scritto Hans Magnus Enzensberger in occasione della sua recente messa in scena tedesca, "precorre di decenni il nostro tempo". Sin dalle prime pagine non possiamo che dargli ragione. Il tema dell'eutanasia è descritto nei termini dell'attuale dibattito, le modalità d'attuazione sono le medesime su cui si discute oggi, così come vengono messi a fuoco alcuni degli elementi di critica, se non di inattuabilità di una legge condivisa, che emergono proprio in questi mesi nel dibattito internazionale e italiano. Siamo in Svezia e assistiamo a un convegno a porte chiuse dove i partecipanti dovranno decidere le sorti dei malati, degli handicappati e degli anziani ormai improduttivi. In realtà il dibattito è incentrato sull'eutanasia, ma in una versione di massa, collettiva e non una questione relegata al singolo, come in passato. A determinare la scelta, la questione demografica (siamo nel "dodicesimo anno di crisi"...) e conseguentemente economica. Un'impressionante fotografia (esasperata, ma neppur troppo) della situazione che potrebbe aspettarci a breve. Un tema non nuovo, certamente, ma innovativo nella forma del dialogo, nelle ragioni espresse, nell'ottica con cui viene affrontato.
"La Morte moderna - scrive nella sua Postfazione Claudio Magris - è particolarmente graffiante quando mostra la contraddizione di questa democrazia totalizzante, come l'igienistica cura del corpo e lo sport o le accurate prevenzioni sanitarie, indiscussi valori sociali che tuttavia generano pensionati in gran forma e dunque più restii a convincersi di voler lasciare la vita [...] La dipartita dell'anziano convinto ad andarsene è programmata come una festa in suo onore e una sconfitta della solitudine della vecchiaia." E ancora: "Nelle dotte, asettiche e beneducate discussioni del simposio vengono passate in rassegna tutte le nobili ragioni che giustificano - impongono - l'eliminazione di chi non corrisponde al modello sociale di qualità di vita: i down, i minorati mentali, i malati gravi e così via. Il Moderatore, voce di una morale al passo coi tempi, teorizza il primato del valore sociale (l'interesse della collettività) sul valore umano ossia sul rispetto assoluto dell'individuo e sul principio per lui obsoleto degli eguali diritti di ogni individuo, a prescindere dal suo ruolo sociale o dalle sue capacità. Già la Bibbia, si dice, afferma che è meglio che un uomo muoia per il popolo piuttosto che il popolo per un uomo. E nella società contemporanea è l'economia a consegnare all'umanità sul Sinai le tavole della Legge."
Un brivido inevitabilmente corre lungo la schiena e la lettura diventa riflessione, approfondimento. E stupore: un romanzo dall'attualità sorprendente. Ma anche - e non marginalmente - una denuncia dell'indispensabilità di un rimescolamento generale di popoli, dell'importanza di trovare spazio ai giovani emigranti nel nostro Paese, se non per altruismo, almeno per egoismo, per non trovarci anche noi, nazione di anziani "sani", ad affrontare un campo di sterminio asettico, funzionale e, questo è l'aspetto più terribile, moderno.
Carl-Henning Wijkmark - La morte moderna Titolo orginale: Den moderna döden Traduzione dallo svedese di Carmen Giorgetti Cima Postfazione di Claudio Magris 128 pag., 11,00 € - Edizioni Iperborea 2008 ISBN 978-88-7091-165-7
LEGGI LE PRIME PAGINE
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| 03 giugno 2009 | | Di Giulia Mozzato |
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