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Recensione

Accoppiamenti copertina

Eros e Intelletto in Accoppiamenti

il libro di Norman Rush edito da Elliot

Nel sesso totale tutto ciò che c'è di tangibile nel partner si trasforma in qualcosa capace di eccitare e risvegliare, diventa insostituibile, l'alito, perfino i difetti fisici, e tutte queste cose che sono in qualche modo necessarie alla sopravvivenza fisica o alla salvezza, eppure sei consapevole che non potrai mai possederle, perfino mentre le accarezzi e cerchi di convincerti che starci a contatto nel fervore del sesso è un po' come reclamarle, farle proprie per sempre, il che in fondo in fondo sai che è una bugia, di qui lo spasmo della disperazione.

L'erotismo intellettuale
Leggi l'intervista a Norman Rush

Afrodite e Apollo, undendosi, generano due creature umane che si distinguono per fascino e intelletto.
Dove proiettare l’incontro fatale tra questi due brillanti personaggi? L’ambientazione esotica è la scenografia ideale dove i due possano conoscersi, avvicinarsi e condividere un desiderio di espressione fisica ed intellettuale capace di compromettere l’usuale concezione del mondo incastrata in due mente ancora troppo occidentali, assetate di ricerca e progresso, ma inermi di fronte alla tirannia dei sensi.


La voce narrante del romanzo è una giovane antropologa americana, trasferitasi da poco in Africa, nel Botswana, in crisi con la tesi di dottorato e decisa a ritrovare se stessa e le sue motivazioni attraverso la riscoperta del sesso. Tra un incontro e l’altro, si imbatte finalmente l’intellettuale Nelson Denoon, ideatore e fondatore di Tsau, villaggio utopico in cui le donne sono in maggioranza e regnano sui pochi uomini. Con lui inizia un rapporto di intensa passione erotica che non coinvolge solamente il corpo, ma anche la mente, a livelli impensabili, al punto di  non capire più se faccia bene o male.


Accoppiamenti è una celebrazione delle utopie universali, riflesse non solo nelle leggi imposte nella città di Tsau che mirano ad una condizione ideale di progresso, uguaglianza ed efficienza, ma anche nel rapporto di coppia tra uomo e donna, nell’affermazione di alcuni principi fondamentali introdotti dal femminismo, del quale Denoon si dichiara sostenitore. Tuttavia, all’ iniziale sentore di successo, si aggiunge un graduale afflusso di ribellione e tradizionalismo. Le coordinate temporali alimentano questa corrente avversa; siamo nell’ultima fase dell’apartheid, in un periodo in cui affermare ideali come quello dell’eguaglianza tra razze e sessi non poteva considerarsi un’operazione a breve termine. Il fallimento della riunione indetta da Deloon sul sincretismo religioso rappresenta il palesarsi di queste difficoltà, dell’inguaribile pregiudizio culturale radicatosi in una società diffidente al cambiamento e incapace di avanzare ad un ritmo costante senza inciampare o voltarsi di scatto per ritrovare la normalità perduta. È un romanzo di grande spessore ideologico, politico e sociale e dalla profondità disarmante, attento ad evocare ogni aspetto sensoriale: rumori, corpi che si sfiorano, musica, colori e vibrazioni della luce  e del colore.


Un approfondimento

La dinamica dell’incontro tra i due innamorati contiene già in sé il senso della loro unione: una sfida intellettuale capace di mettere in discussione tutte le leggi non scritte che regolano l’avvicinamento di due persone affini. Perciò niente serenate o mazzi di fiori con bigliettini sdolcinati o proposte sussurrate con pudore in ginocchio o lacrime di imbarazzo e commozione. La nostra coraggiosa protagonista rischia la salute, anzi, la vita per raggiungere Tsau su un cammello, dove sa che troverà Nelson, del quale si invaghì a prima vista. La colta eroina arriva a destinazione per miracolo, a stenti ed inizia la fase di conquista del suo uomo. La sensualità dei loro primi incontri sta più nell’attesa e nella brama di ciò che succederà. Le passeggiate e le conversazioni che toccano argomenti culturali di ampio spessore quali la politica, l’antropologia, la sociologia, la letteratura e la filosofia, avvolgono le due menti brillanti in un involucro rigido, impermeabile a tutte influenze esterne, tranne quelle coinvolgenti il progetto utopico di Denoon, nel quale anche lei si sente sempre più coinvolta. La condivisione di conoscenze e letture comuni fondamentali alla genesi del pensiero odierno, fungono da calamite virtuali che si inseguono nell’aria ma non riescono ad accostarsi l’una all’altra, almeno non fino a quando una delle due abbandona le difese e si lascia abbracciare con impeto, devozione. Il sesso arriva per gradi, annunciato da una tempesta devastante e dipinto con tratti così lievi da sottolinearne in ogni parola la dolcezza, la delicatezza tipica di quei rapporti mossi da un sentimento verace, sanguigno, immediatamente percepibile.


Norman Rush dice e non dice, intesse un’intrecciarsi di flash back, colpi di scena e descrizioni minuziose sui giochi di sguardi, i colori, le sfumature del corpo, del volto, dei capelli, della luce che va e viene, degli odori. Le superfici riflettenti eludono l’ atmosfera mielata di tanti romanzi d’amore. Le citazioni erudite non anno lo scopo di rivelarsi tali, ma di spiegare a più voci il significato di quell’incontro consacrato dalla passione irrefrenabile per le utopie radicate nel cuore di ogni individuo intellettualmente ipersensibile. William Blake, Kierkegaard, Beckett, Dyer e perfino il nostro Ignazio Silone, ispirano e ricevono omaggi da uno scrittore che eccelle nel combinare il meglio di pensieri lontani e contrastanti per costruire un romanzo ricco e privo di lacune. Le canzoni rock, jazz evocano ricordi capaci di proiettarsi nel presente all’improvviso e poi materializzarsi nella sua voce come valvole di sfogo, rifugi utopici.

Anche il rapporto con il cibo assume una connotazione erotica. La nutrizione plasma il corpo e, di conseguenza, la percezione che la protagonista ha di se stessa. La sua corsa contro l’immagine della madre obesa la conduce ad instaurare un rapporto conflittuale e attentissima con la sua alimentazione. Quando riscopre il vero appagamento sessuale con Nelson, si lascia andare alla crescita dell’appetito seguendo quel percorso già evocato da  Ferreri ne’ La grande abbuffata.

Creare un idioletto comune solo a loro rappresenta una scalata ulteriore verso l’apice dell’appagamento sessuale tra i due corpi e le due menti. Evaginare, ovvero mandare fuori, skreel per dire fischio, di cui sotto in omaggio al di cui sopra e così via. La coniazione di questi termini ha il sapore di una strategia mirata ad alleggerire tematiche spesso complesse e ampiamente trattate e lo spasmodico uso di latinismi e francesismi quali ad esempio: Ressentiment o noli me tangere. Il linguaggio acquista un aspetto più giocoso e dinamico, vincolato ad una personalità insieme spontanea, divertente ed erudita, ben restia al disdegno di qualche termine volgare o a saltuarie ricadute nel malcostume linguistico diffuso.


L'autore



19 maggio 2009 Di Anna Zizola

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