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| Titolo |
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L'estate che perdemmo Dio |
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| Autore |
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Postorino Rosella |
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| Dati |
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344 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 19,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 19,00 |
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| Editore |
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Einaudi |
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| Collana |
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Einaudi. Stile libero big |
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| EAN |
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9788806196257 |
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L'estate che perdemmo Dio, di Rosella Postorino "Il tramonto ferisce il cielo finché non spurga viola. Solo dopo, l'aria sembra cicatrizzare. Ferma, ha quella mitezza astiosa, in procinto di incrinarsi, delle cose violate. Seduti l'ombra dei fichi, davanti a una porzione di cielo così vasta, striature di rosso come graffi, magre strisce bianche come sputi, schiuma dalla bocca: eppure sembra pulita, l'aria, pulita la città, rassegnata e pulita come molte ore dopo una tragedia. Sotto i fichi - l'odore dolciastro, un'infezione - sulle sedie davanti all'uscio, ecco come la sentono, Salvatore e sua madre, quell'aria. Indulgente."
Rosella Postorino aveva ottenuto ottimi riscontri con la sua opera prima La stanza di sopra, pubblicato nel 2007 da Neri Pozza. "Un romanzo d’esordio che incide la carne" lo definì Filippo La Porta. Fulvio Panzeri parlò di lei come di una “scrittrice giovane e di sicuro talento”. “L’estate che perdemmo Dio” esce per Einaudi. L’incipit “Chi focu chi ‘ndi vinni” è una dichiarazione linguistica, è la scintilla che accende la narrazione. Da una parte l’autrice ci mette a conoscenza che un fuoco, un inferno, quindi una disgrazia è accaduta. E che inevitabilmente i fatti che seguiranno ne saranno dipendenti. Dall’altra parte l’uso del dialetto calabrese ci informa che la storia di Caterina, la protagonista, è legata al Sud. Caterina ha dodici anni mentre stanno per terminare gli Ottanta. La sua famiglia a causa di quel “focu” ha dovuto lasciare Nacamarina, il paese natale, per trasferirsi al Nord. Perché niente era diventato più sicuro per loro lì, nemmeno andare a prendere un caffè al bar. Il lettore rimane in attesa della rivelazione. Quale tragedia ha colpito la famiglia di Caterina? Più volte viene usata la parola squarcio. Qualcosa ha separato una terra dai suoi figli. La morte di uno zio costringe il padre di Caterina a tornare nel paese natio. Rosella Postorino conduce il romanzo su due binari. Il binario degli adulti, di papà Salvatore e mamma Laura. E il binario delle bambine, Caterina e la sorellina Margherita. Salvatore e Laura sono i personaggi che più hanno sofferto la partenza dal Sud, che sono al corrente della tragedia. Potrebbero essere, soprattutto Salvatore, personaggi di un romanzo neorealista, eroi nel motivo letterario del nostos. Caterina e Margherita consentono all’autrice di esplorare il mondo infantile. Dove i fatti sono ricordi. E gioco forza sono l’espediente per ricostruire, scavare nella storia, per scoprire dove la storia ha avuto inizio. E sono pagine tenere, protette, che nel romanzo convivono con quelle di morte, di paura.
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| 09 giugno 2009 | | Di Francesco Marchetti |
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