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HOME | sabato 04 febbraio 2012 |
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| Titolo |
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Il settimo sigillo. La fine del petrolio |
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| Autore |
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Rodrigues Dos Santos José |
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| Dati |
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414 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 18,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 15,73 |
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| Editore |
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Cavallo di Ferro |
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| EAN |
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9788879070492 |
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Il settimo sigillo. La fine del petrolio di José Rodrigues dos Santos“Le piattaforme di ghiaccio agiscono come sistema frenante dei ghiacciai. Collocandosi tra l’Antartide e il mare, impediscono che l’aria marittima più calda arrivi al continente,regolando così lo scioglimento dei ghiacciai. La scomparsa delle piattaforme modificherà questo equilibrio. L’aria calda comincerà ad arrivare in Antartide e i ghiacciai si scioglieranno. Sciogliendosi, libereranno acqua in mare e, allora sì, il livello degli oceani salirà – Rivolse le mani verso l’alto, in un gesto di supplica. – Quando questo accadrà… God help us!”
Leggi l'intervista all'autore
Uno scienziato americano viene ucciso in Antartide, dopo aver osservato la distruzione di una piattaforma di ghiaccio, la Larsen B “tutto l’equipaggio del C-130 contemplava lo spettacolo,con gli occhi fissi su quell’immagine, come se gli aghi di ghiaccio fossero un pendolo che avesse ipnotizzato tutti,una potente calamita alla quale non potevano né sapevano resistere.” Un enigma da decifrare “il numero del diavolo” viene posto a Tomas Noronha, personaggio centrale dei precedenti romanzi di Rodrigues “L’Interpol ha bisogno del suo aiuto, professor Noronha – Perché? – Le darò due indizi che, spero, stuzzicheranno la sua curiosità. – Dica. – Due omicidi e il Diavolo.” Così prende avvio questo eco thriller ispirato alla realtà e alle problematiche dei cambiamenti climatici, il riscaldamento globale e la fine del petrolio. Un’investigazione basata su informazioni tecniche e scientifiche attendibili, vere, scomode, che si dipana dall’Antartide al Portogallo, dalla Siberia all’Australia, proprio perché ogni continente presenta destini inevitabilmente comuni nella loro peculiarità. Una corsa contro l’imminente situazione apocalittica, non è scontato infatti il titolo stesso, chiaro riferimento biblico dell’Apocalisse, che si profila se non si investirà in energie rinnovabili, se non si troveranno soluzioni alternative a quelli sino ad oggi adottate “Lo chiamano water cut, percentuale d’acqua. Siccome si deve iniettare acqua nei depositi per aumentare la pressione, a un certo punto quell’acqua comincia a mescolarsi con il petrolio, segno del fatto che il greggio si avvicina all’esaurimento. Durante l’estrazione primaria, il petrolio esce tendenzialmente puro, ma, man mano che si passa all’estrazione secondaria e il deposito si svuota, cominciano ad apparire dosi di acqua mescolate al petrolio. Prima l’uno per cento, poi il due per cento e così via. Quello è il water cut. Un pozzo si esaurisce quando la percentuale d’acqua supera quella di petrolio. Allora si dice che il petrolio è affogato nell’acqua. – Cioè è terminato. – No, non è terminato. Di norma si riesce ad estrarre soltanto metà del petrolio esistente in un deposito. L’altra metà rimane laggiù in angoli isolati, ma la sua estrazione diventa economicamente impraticabile e il pozzo viene chiuso.” Energie rinnovabili che devono essere prese a livello politico, una politica che deve divenire “verde”, responsabile, affidabile. “Nel 1985 l’OPEC ha determinato che, quanto maggiori fossero le riserve di un paese, più petrolio quel paese avrebbe potuto esportare. Ossia, il guadagno sarebbe stato maggiore. Subito dopo, tutti quanti si sono messi ad aumentare, almeno sulla carta, le loro riserve.” Un libro che si fa informazione, introduzione semplice e chiara alle sfide che l’umanità deve affrontare con la massima urgenza e che rivendica il ruolo sociale,politico ed economico dell’ecologia e degli investimenti in tecnologie “verdi”. José Rodrigues Dos Santos - Il settimo sigillo. La fine del petrolio 414 pag., € 18,50 - Edizioni Cavallo di Ferro ISBN 978-88-7907-049-2
Le prime pagine
| 21 aprile 2009 | | Di Claudia Caramaschi |
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