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HOME | domenica 27 maggio 2012 |
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| Titolo |
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La voce del sindaco |
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| Autore |
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Rich Nathaniel |
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| Dati |
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309 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 17,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 14,45 |
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| Editore |
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Neri Pozza |
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| Collana |
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Bloom |
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| EAN |
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9788854502307 |
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La voce del sindaco, di Nathaniel Rich In commercio Guarda la sezione Libri in arrivo di Wuz
“Ogni volta che riveli un segreto a qualcuno” disse Eakins, “una parte di te muore. Uno conosce se stesso in base ai propri segreti. Se riveli tutto, resti vuoto- solo una serie di fatti nella mente di altre persone. Per anni ho rivelato i miei segreti nelle mie opere. A volte direttamente, come nei libri di memorie, e a volte indirettamente, come nelle poesie e nelle opere di narrativa. Rivelo le mie perversioni più oscure, le mie colpe, la mia paura e la mia rabbia, anche se offrono di me un’immagine negativa o irrazionale. Mi stavo lentamente uccidendo…”
Intervista a Nathaniel Rich
Trama numero uno. Il ventitreenne Eugene Brentani dice al padre che va in Florida in cerca di lavoro. Invece rimane a New York, trova impiego in una ditta di traslochi e condivide l’alloggio con Alvaro, originario di Santo Domingo. Più precisamente, Alvaro proviene dalla valle di Cibao, dove si parla un dialetto spagnolo di difficile comprensione. Alvaro chiede a Eugene se è disposto a tradurre in inglese il romanzo che sta scrivendo nella sua lingua ed Eugene che capisce a mala pena lo spagnolo, e per nulla il cibaeño, accetta, per far piacere all’amico. E intanto cambia lavoro quando incontra Mr. Chisholm, che possiede tutto, assolutamente tutto quello che è stato pubblicato di e su Constance Eakins, uno dei più grandi scrittori americani su cui lo stesso Eugene ha scritto la tesi di laurea. Eugene si innamora della figlia di Chisholm, che si chiama Alison, ma anche Sonia, o Alice, e Agata.
Trama numero due. Il dottor Schmitz e il giornalista ‘culinario’ Rutherford sono amici dal tempo lontano della guerra, quando si sono incontrati in Italia. Sono talmente amici, si incontrano con tale fissa regolarità, che la moglie del primo ne è giustamente gelosa. Ad un certo punto a Rutherford viene chiesto di trasferirsi a Milano, per inviare da lì i suoi articoli sui migliori ristoranti, e la separazione è così dolorosa che Schmitz - dopo la morte della moglie- lo raggiungerà.
Se dovessi fare uno schedario che fosse d’aiuto per chiarire i filoni del romanzo, inserirei pure una scheda che raccogliesse tutti gli spezzoni di trame dei romanzi di Eakins che a tratti affiorano, con i personaggi che escono da quelle pagine per entrare nel romanzo di Nathaniel Rich, accompagnandosi a Eugene e agli altri. Il pittore cieco, il giovane Lorenzo che si innamora di una ragazza alla fermata del tram, la ragazza con la voce piena di risa (quando riappare nella trama numero uno e incontra Alison/Sonia, noi la riconosciamo proprio dal tintinnare di risa nella sua voce), l’ubriacone con la gamba di legno, la stessa Alison che prende il nome di Agata dalla donna per cui Eakins scrisse un volume di poesie… Ma chi è questo Eakins su cui tanto si favoleggia? È vivo, come crede Chisholm, o è morto come dice il comunicato della città di Trieste, che ne annuncia ufficialmente la morte trent’anni dopo la sua scomparsa sul Carso? E allora chi è il sindaco dalla voce incantatrice, lassù sul Carso, nella cittadina di Idaville? Attenzione ancora, prego: Eakins aveva scritto un libro sui miti nordici di Idavoll…
Ha un che di esplorativo, questo primo romanzo del giovane scrittore americano Nathaniel Rich. C’è, ne “La voce del sindaco”, come un voler saggiare la propria capacità affabulatoria, sfruttando studi fatti, ricordando opere incantatrici. Ci viene in mente Calvino e il suo “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, e Pirandello con i “Sei personaggi in cerca di autore”. Ci viene in mente Joyce e i suoi giochi linguistici - perché, alla base di tutte queste storie, c’è il problema della lingua e della comunicazione che può portare all’estraniamento. Eugene non riesce a ‘parlare’ con suo padre (il quale, di origine italiana, scambiava a mala pena poche parole con la moglie americana), non riesce neppure a intendersi con Alvaro (non è per caso il romanzo dello stesso Eugene, quello che Eugene dice di star traducendo da una lingua che non sa?); quando Rutherford si trasferisce in Italia, dimentica a poco a poco l’inglese, deve fare dei post-it per tenere a mente le parole…C’è solo il mitico Eakins (lo scrittore?) che riesce a farsi capire e strega gli ascoltatori con le sue parole. Il romanzo - o metaromanzo, o romanzo postmodernista - di Nathaniel Rich ha un suo fascino, pur nella sua incompletezza (non è chiaro ad esempio perché la storia dei due vecchi amici si affianchi e non si incontri mai con quella principale). Ci stuzzica, come un puzzle dalle molte tessere, ci diverte, anche se i personaggi non hanno uno spessore sufficiente per appassionarci.
Era giugno quando Eugene Brentani iniziò a lavorare per l'impresa di traslochi Aaronsen and Son e subaffittò un appartamento a Inwood da uno della sua squadra, un certo Alvaro. Come molti uomini che lavoravano per la stessa ditta, Alvaro era appena arrivato dalla Repubblica Dominicana. A differenza degli altri, però, veniva dalla valle di Cibao, una piccola regione rurale nella zona nord del paese. Separate dal resto dell'isola dalla catena montuosa della Cordillera Septentrional, le isolate comunità agricole della valle di Cibao avevano sviluppato un dialetto tutto loro. Questo dialetto, il cibaeno, era praticamente incomprensibile ai nativi delle altre nazioni ispanofone dei Caraibi. I cubani lo trovavano eccessivamente fricativo, come il catalano; secondo i portoricani era morbido e melodioso come il portoghese. Anche gli altri dominicani della squadra di traslochi restavano stupefatti quando sentivano parlare Alvaro. Secondo Eugene, era come se avesse la bocca piena di semolino. I tentativi di Alvaro di imparare l'inglese furono, nonostante i suoi sforzi titanici, patetici, ma riusciva a farsi comprendere in altri modi. Visto che gli mancavano le parole, comunicava con un'intonazione eloquente, gesti appassionati delle mani ed espressioni facciali dinamiche, realizzate contorcendo la faccia gommosa, i cui muscoli erano flessibili in maniera inquietante. Un labbro arricciato o un orecchio che si agitava equivalevano a vere e proprie disquisizioni e racchiudevano significati molto più articolati, per esempio, di una delle prediche monosillabiche del padre di Eugene. Dopo diverse settimane, non aveva più importanza che Alvaro non sapesse spiccicare una sola parola d'inglese. Eugene era convinto di riuscire a capirlo benissimo lo stesso. La flessibilità di Alvaro non si limitava ai muscoli facciali. Come Eugene, sembrava troppo piccolo per fare il facchino - era snello, quasi ossuto - ma la sua elasticità compensava la carenza di muscoli nella schiena e nelle braccia. Durante un trasloco, il suo corpo si arcuava, si contorceva e si fletteva in maniera incredibile, spingendo ogni muscolo al massimo delle capacità. Riusciva a reggere un divano a s sui tendini tesi del collo, un'ottomana sulla gabbia toracica sporgente e perfino una poltrona sulle dita dei piedi, se camminava sui talloni. Era fortunato: aveva un'anatomia da rompicapo. Spesso Eugene aveva paura che la spina dorsale dell'amico si schiantasse o le dita gli si spezzassero in una serie di fratture multiple, ma Alvaro non si ferì mai in modo grave. Però dopo un lavoro particolarmente faticoso tutto il corpo, e non solo le braccia o la schiena, gli tremava in maniera pazzesca. Ogni vertebra, costala e muscolo addominale, il bacino, i quadricipiti, la clavicola e perfino la mascella si coalizzavano come una banda scalcagnata di assassini storpi e usavano martelli, sgorbie e pinze sulle sue sfilacciate terminazioni nervose. Con una gamma incredibile di gestì, Alvaro spiegò a Eugene che trascorreva notti intere a trascinarsi zoppicando da unti vasca da bagno piena di cubetti di ghiaccio a un letto foderato da un collage attentamente costruito di coperte ( elettriche. Mimo anche le lacrime, per la tristezza che brutta situazione gli provocava. Ma sul lavoro era bravo e aveva bisogno di uno stipendio. Doveva dar da mangiare alla famiglia.
© 2009, Neri Pozza
Nathaniel Rich – La voce del sindaco 309 pag., 17,00 € - Edizioni Neri Pozza 2009 (Bloom) ISBN 978-88-54-50230-7
| 17 marzo 2009 | | Di Marilia Piccone |
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