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HOME | lunedì 13 febbraio 2012 |
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| Titolo |
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Vento scomposto |
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| Autore |
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Agnello Hornby Simonetta |
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| Dati |
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405 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 19,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 16,15 |
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| Editore |
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Feltrinelli |
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| Collana |
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I narratori |
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| EAN |
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9788807017728 |
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Vento scomposto di Simonetta Agnello Hornby"Mi ha detto che Lucy ha il sonno leggero, mentre lei lo ha pesante. E anche che quando ha l’influenza o il raffreddore dorme male, e che ricorda con chiarezza che, in quelle occasioni, ha notato che il padre rimane nella loro camera dopo il bacio della buonanotte e si siede sul letto di Lucy. Amy è sicura che il padre non legge la storia della buonanotte a Lucy: mi ha detto che una volta era rimasto seduto a lungo sul suo letto e poi aveva cercato per terra qualcosa che gli era caduto."
Fiera Internazionale del Libro di Torino 2009 sabato 16 maggio 2009 - ore 11,00 Simonetta Agnello Hornby presenta il suo libro allo Spazio IBS - Padiglione 2 stand J126-K125
Un tempo pensavamo che solo i sacerdoti venissero a conoscenza delle colpe più segrete di uomini e donne. Che solo nel buio di un confessionale, attraverso la grata che cela l’identità del peccatore, si potessero bisbigliare azioni innominabili. E poi, con il pentimento e la promessa di non commettere più il peccato, venire assolti. Leggendo il nuovo romanzo di Simonetta Agnello Hornby, Vento scomposto, ci rendiamo conto di quanto siano cambiati i tempi e fino a che punto lo studio di un avvocato possa trasformarsi in un nuovo tipo di confessionale.
Con Vento scomposto Simonetta Agnello Hornby ha abbandonato la Sicilia - sì, è vero, l’aveva lasciata nel 1972 per trasferirsi a Londra ma era tornata nella sua terra con i primi tre romanzi, La Mennulara, La zia Marchesa e Boccamurata: forse era una necessità per lei, avviarsi nel suo nuovo cammino di scrittrice ricalcando passi su sentieri conosciuti.
In Vento scomposto è l’esperienza di lavoro ‘inglese’ come avvocato e presidente di Tribunale che le fornisce il materiale per un romanzo disturbantemente appassionante. Essersi occupata di difesa dell’infanzia, aver dovuto dare il suo giudizio in cause riguardanti casi di disagio, di bisogni speciali nell’apprendimento. E la premessa al romanzo è in una nota introduttiva sul Children’s Act del 1989 che stabilisce il diritto del minore ad un suo avvocato e ad un suo tutore legale a spese dello stato.
C’è una famiglia dell’alta borghesia al centro del ciclone di Vento scomposto - i Pitt. Lui, Mike Pitt, è un merchant banker; la moglie Jenny è consulente di una catena di negozi; la primogenita Amy, sette anni, frequenta la scuola elementare; Lucy, quattro anni, va all’asilo. Il problema nasce proprio qui, nell’asilo dal nome così luminoso, ‘Sunshine Nursery’. Perché una maestra attribuisce un significato sessuale a dei disegni della bimba, alla direttrice non piace che sia la baby-sitter a presenziare alle riunioni indette per i genitori… e i Pitt vengono tacciati di altezzosità e noncuranza, alla piccola Lucy vengono attribuite parole di denuncia nei confronti del padre che avrebbe abusato di lei.
I servizi sociali intervengono, si arriva al punto che si pensa di togliere le bambine ai genitori, alla decisione della moglie Jenny di istruire la causa contro il marito, in modo che lui esca di casa e almeno lei possa restare con le figlie. E la coppia si rivolge a Steve Booth, avvocato specializzato in diritto di famiglia.
"Disturbante e appassionante" sono gli aggettivi che abbiamo usato per questo romanzo che non è racchiuso solo nella trama principale e nei personaggi descritti. Perché i poli di Vento scomposto sono due: la bella casa dei Pitt a Kensington di cui conosceremo alcune stanze nei dettagli (la Jacuzzi nella camera da letto dei genitori: perché solo Lucy ha fatto il bagno nella vasca con il papà? Dove era Amy mentre papà e bambina erano nella vasca? Importante: aveva o no le mutande il papà? E poi, la cameretta delle bimbe, con i letti a castello: il papà entrava nella loro stanza la sera? Certo. Che cosa faceva? Dava il bacio della buona notte. E poi?) e lo studio di Steve a Brixton, area multietnica di Londra. Nello studio dell’avvocato c’è un via-vai di clienti, innocenti e colpevoli, ognuno con i suoi problemi. E noi sapremo tutto o quasi anche di loro - la donna picchiata dal marito più giovane, la nonna che alleva i figli della figlia, la ragazza che non riesce a stare lontana dalla droga e che, alla fine, affida la sua bambina al proprio padre, la giovane curda abusata dai fratelli… E Steve che si occupa di tutti, sembra avere tempo per tutti, intelligente, esperto, calorosamente umano pur nel pieno controllo di sé. Intorno a loro, psichiatra infantili, psicologi, assistenti sociali, maestre, puericultrici che spesso sembrano interpretare la realtà con occhi paranoici. A volte i cammini di questi personaggi si intersecano, anche se non si conoscono, come avveniva ai protagonisti di Mrs. Dalloway - anzi, a volte proprio nelle stesse vie e negli stessi parchi di Londra del libro della Woolf. E tutte le storie dietro di loro ci inquietano - è disturbante il dubbio se Mike Pitt sia o no un pedofilo, ma sono altrettanto disturbanti le verità che vengono alla luce - in ricordi, incubi, comportamenti di chi ha subito simili abusi, più di frequente di quanto si immagini -, e lo sono pure i pericoli di fraintendimenti che possono originare una distruttiva caccia alle streghe.
Vento scomposto ha, a tratti, qualcosa di cronachistico, tanta è la materia a cui la scrittrice ha accesso di prima mano; molto più spesso ha un passo veloce e il ritmo di un thriller legale che tiene in sospeso fino alla fine, che ci coinvolge nel profondo e ci dà molto da pensare.
Un piccolo appunto che è anche una curiosità: forse si sarebbe dovuto correggere l'uso del verbo abusare seguito dall'accusativo - in inglese "to abuse" è transitivo ma è intransitivo in italiano. L'autrice del resto vive da così tanto tempo a Londra...
1. Il nuovo lavoro di Pat Victoria Station. Lunedì 7 aprile
Le uscite di Victoria Station erano bloccate dal flusso dei pendolari che si riversavano dai treni e spingevano compatti verso l'esterno. Schiacciata contro il muro dell'arco d'ingresso, Pat inalava profondamente per evitare un attacco di panico. Rimpiangeva ancora una volta di aver accettato, d'impulso, il suggerimento dell'agenzia di lavorare in uno studio legale della periferia. Anziché prendere l'autobus 11 che in venti minuti la portava allo Strand, il quartiere degli avvocati, ora avrebbe dovuto contendere con i pendolari della mattina per raggiungere il binario del treno per Brixton. Poi si sovvenne delle sagge parole di Ron. La sera prima le aveva ricordato che il nuovo lavoro era ben pagato e che probabilmente sarebbe stato meno stressante di quello a cui era abituata; l'aveva rassicurata dicendole che le prossime due settimane sarebbero volate e poi lei sarebbe ritornata agli studi legali della City dove, dopo aver conseguito il diploma, aveva lavorato ininterrottamente come segretaria volante. Pat si fece coraggio e prese a farsi strada contro corrente. Il fiume di viaggiatori taciturni si apriva per poi richiudersi alle sue spalle. Non senza fatica, riuscì a raggiungere il suo treno e a saltarvi su prima che partisse. Seduta accanto al finestrino, Pat arricciò il naso, disgustata; lo scompartimento era disseminato di rifiuti e i sedili erano ingombri di bottiglie, lattine, giornali e sacchetti di carta appallottolati. Il treno costeggiava la Battersea Power Station - sbudellata, un'immensa cattedrale di mattoni rossi con quattro minareti bianchi e altissimi, uno a ogni angolo; poi serpeggiava lento sulla strada ferrata sfiorando gli edifici ai lati, silenziosi obelischi del passato industriale di Londra. Per lo più abbandonati, erano in vari stadi di degrado; su tetti e davanzali, erbacce e piante selvatiche; le finestre, con le intelaiature marce e i vetri rotti; le mura annerite e l'intonaco scrostato. Spericolati artisti anonimi avevano scalato le mura più alte per coprirle di graffiti dai colori sgargianti. Il treno attraversava una zona residenziale - una distesa di giardini inselvatichiti e cortili trascurati. Più in alto, la linea dei tetti era irregolare. Quelli delle casette a schiera, bassi, aguzzi, di ardesia, si alternavano a quelli piatti dei tozzi palazzoni delle case popolari. Pat si chiese ancora una volta perché mai avesse accollalo un lavoro a Brixton. Ignaro degli altri, e dagli altri ignorato, LUI uomo pisciava fuori dalla stazione contro un lampione di ghisa. Patdistolse lo sguardo e attraversò svelta il mercato. I macellai halal. lavavano il marciapiede davanti al negozio; sui banconi, mazzi di polli con le zampe legate, appesi a grossi ganci, le creste penzoloni e la pelle ruvida cosparsa di penne rotte come stoppie. A fianco, i macellai giamaicani allestivano un'orgogliosa mostra di zampe di maiale accanto a una montagna di ricciute code rosa. La gente camminava senza fretta. Una donna con un soprabito blu elettrico e tacchi alti si trascinava dietro un valigione che ondeggiava sul selciato irregolare. Incespicava e inciampava, e più di una volta sembrò sul punto di cadere. Anche lei, come Pat, si era fermata al semaforo su Brixton Road. Pat poi l'aveva superata e ora camminava svelta verso lo studio legale Wizens. L'altra la seguiva sbuffando e borbottando. Pat suonò il campanello e rimase ad aspettare davanti alla porta. La donna la raggiunse, anche lei era diretta lì. Nonostante la lunga cicatrice sbiadita che la sfigurava da guancia a collo, rimanevano in lei vestigia di una lontana bellezza. "Sono io, Mrs Ansell! " strillò alla voce che usciva dal citofono, e spinse Pat di lato, bloccando l'ingresso con la valigia. "Fammi entrare, ho bisogno di un'ingiunzione! " Aveva lividi attorno alla bocca e le labbra gonfie. "Deve aspettare l'orario dì apertura, non sono ancora le nove e mezzo," rispose la voce. "Fammi entrare, ho detto! Mi ha quasi ammazzato, ieri notte! " La donna ora urlava. "Fammi entrare, Sharon! Fammi entrare! " E riprese fiato. Pat ne approfittò per bisbigliare il proprio nome nel citofono, e la porta si aprì con uno scatto. Senza lamentarsi, ma in malo modo, Mrs Ansell spostò la valigia per liberarle il passaggio. Prima di varcare la soglia, Pat le diede uno sguardo di sfuggita. Accasciata contro il muro, Mrs Ariseli sembrava essersi arresa e guardava lontano, le mani di nuovo aggrappate al manico della valigia.
© 2009, Feltrinelli
Simonetta Agnello Hornby – Vento scomposto 405 pag., 19,00 € - Edizioni Feltrinelli 2009 (I narratori) ISBN 978-88-07-01772-8
| 04 marzo 2009 | | Di Marilia Piccone |
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