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RECENSIONE

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Titolo Omicidio a Road Hill House ovvero Invenzione e rovina di un detective
Autore Summerscale Kate
Dati XVIII-364 p., ill., rilegato
Prezzo € 19,50
Prezzo IBS € 16,58
Editore Einaudi
EAN 9788806193614
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Omicidio a Road Hill House ovvero Invenzione e rovina di un detective di Kate Summerscale

"Come la protagonista di Quel che sapeva Maisie (1897) di Henry James, la giovane Kent era una ragazzina 'che aveva visto molto di più di ciò che allora poteva capire'. Anche così può nascere il pallino del detective: dal timore e dalla confusione, dalla necessità di afferrare i segreti sfuggenti e a malapena intuiti degli adulti [...] Forse tutti i detective imparano fin dall'infanzia a fare buon uso della loro curiosità, rimanendo poi stranamente interessati a ricostruire il passato."

Jack Whicher, chi era costui? Per noi oggi un nome sconosciuto, ma in realtà il capostipite di un genere.
Road Hill House, cosa ci dice oggi? Nulla, ma all'epoca fu davvero al centro dell'attenzione dell'intero paese. Una casa nella campagna del Wiltshire che divenne simbolo del male e del mistero, ambientazione di un omicidio che causò un attacco di isteria collettiva, di un'indagine che ispirò un genre letterario e scrittori come Charles Dickens e Wilkie Collins.

Leggiamo un saggio e scopriamo un romanzo. Perché la storia che ci viene raccontata è vera e anche l'inchiesta ricostruita si basa sulle concrete testimonianze dell'epoca, minuziosamente rielaborate e riproposte con una scrittura degna di un grande narratore.

Leggiamo una storia e scopriamo al suo interno la nascita di una categoria, quella del detective, che successivamente riempirà le cronache e l'immaginario del mondo.
Seguiamo la ricostruzione di un omicidio e vediamo come si svolgevano le indagini nella metà dell'Ottocento inglese, condotte da un poliziotto cittadino chiamato appositamente nella campagna brumosa lontana da Londra.
Conosciamo i protagonisti della vicenda e vediamo com'era organizzata una famiglia benestante dell'Inghilterra vittoriana, quali le abitudini di vita, i vizi e le virtù.


Insomma, è difficile categorizzare questo libro, straordinario, di Kate Summerscale che meritatamente ha vinto nel 2008 un premio prestigioso come il Samuel Johnson Prize for non-Fiction .

Metropolitan Police: Great Scotland Yard SW1, sede del primo quartier generale

Pochi anni dopo la nascita a Londra del primo corpo di polizia inglese (era il 1829) Jack Whicher entra a farne parte
.
Per farci capire come si presentava questo poliziotto, per permetterci di fotografarlo con la mente, l'autrice fornisce una descrizione illuminante della sua divisa: "pantaloni blu scuro e marsina dello stesso colore, con bottoni di metallo su cui era impressa una corona e la parola POLICE. Al collo doveva portare un colletto rigido chiuso da una fibbia, su cui era inciso a grandi caratteri il numero di matricola, e sotto il colletto una banda di cuoio alta dieci centimetri come protezione contro gli attentati degli 'strangolatori'. La marsina era dotata di tasche profonde in cui trovavano posto un manganello e una raganella di legno per le segnalazioni… un cilindro di pelle di coniglio e cuoio che pesava più di mezzo chilo, un paio di stivali alti che dovevano avere uno spessore di almeno un millimetro e mezzo, e un cinturone alto dieci centimetri, con una gran fibbia di ottone larga quindici centimetri. Gli agenti erano tenuti a indossare l'uniforme anche fuori servizio, perché non potevano mai celare la propria identità. Barba e baffi erano proibiti e per compensare molti si facevano crescere lunghi basettoni".


Poi la carriera fulminante: oltre a lui soltanto sette colleghi entrarono a far parte di un gruppo più ristretto e altamente selezionato incaricato di indagare sui crimini irrisolti o più efferati.
Solo loro - i primi - poterono fregiarsi del titolo di detective (dal latino detector, colui che solleva, scopre) e furono autorizzati ad agire in abiti borghesi: otto uomini, per cominciare.
Sede: un ufficio a Great Scotland Yard.



Road Hill House, la casa di famiglia dei Kent

Il crimine su cui è incaricato di indagare è quello di un bambino, Saville Kent, trovato cadavere nelle latrine della casa di famiglia, Road Hill House, la cui morte sembra legata agli equilibri familiari interni più che alla mano di un assassino sconosciuto.
La capacità di ricostruire le parsonalità dei componenti del nucleo familiare, padre, figli di primo letto, matrigna, figli del secondo matrimonio e personale di servizio, consente al nostro detective di ricostruire i tasselli della vicenda e arrivare a una spiegazione plausibile.

Ma malgrado la sua indagine acuta, la conclusione - intelligente ma troppo difficile da accettare -, fu ritenuta non attendibile anche dall'opinione pubblica: Jack Whicher tornò a Londra inutilmente convinto della colpevolezza di una persona che molti anni dopo confesserà.
La faccenda, non temete, è seguita dall'autrice sino al suo epilogo completo, molti decenni dopo i fatti e dopo l'uscita di secna del nostro detective.

Omicidio a Road Hill House è la storia di un successo, dunque, che a lungo si presentò come un fallimento.
Ora sappiamo chi era Jack Whicher e difficilmente ci dimenticheremo di lui.

Titolo originale: The Suspicions of Mr Whicher or The Murder at Road Hill House
Traduzione di Luigi Civalleri



i fratelli Constance Kent - nel 1858 circa - e William Saville Kent nel 1880-89

le prime pagine


Premessa

   Questa è la storia di un omicidio avvenuto in una casa di campagna inglese nel 1860, il crimine forse più efferato di quegli anni. La caccia all'assassino mise in pericolo la carriera di uno dei primi e più celebri detective, scatenò una vera e propria febbre investigativa in Inghilterra e diede il via a un nuovo genere letterario. Per la famiglia della vittima fu un orrore senza fine, che gettò l'ombra del sospetto su quasi tutti gli abitanti della casa. Per il Paese, il delitto di Road Hill House divenne un evento dai toni leggendari, una cupa parabola sulla famiglia vittoriana e sui pericoli delle indagini poliziesche.
   La figura del detective era all'epoca un'invenzione recente. Il primo investigatore fittizio era apparso nel 1841 nella persona di Auguste Dupin, protagonista di I delitti della rue Morgue di Poe; i primi in carne e ossa furono nominati l'anno seguente dalla polizia londinese. Il funzionario che si occupò dell'omicidio di Road Hill House, l'ispettore Jon-athan Whicher di Scotland Yard, era uno degli otto che facevano parte di questa squadra investigativa embrionale.
   Il delitto appassionò gli Inglesi, trasformandoli in segugi della domenica. In centinaia scrissero ai giornali, al ministro dell'Interno e a Scotland Yard, proponendo le loro soluzioni al mistero. Anche la narrativa ne fu influenzata profondamente: nacque la detective novel, il cui capostipite fu La pietra di luna di Wilkie Collins, romanzo giudicato da T. S. Eliot il migliore del suo genere. Il sibillino protagonista della storia, il sergente Cuff, è chiaramente ispirato a Whicher e ha fatto da modello per quasi tutti gli altri detective romanzeschi. Alcuni elementi del caso di Road Hill House si ritrovano anche nell'ultima opera di Dickens, rimasta incompiuta, II mistero di Edwin Drood. E anche se il pauroso racconto di Henry James Giro di vite non è direttamente ispirato a queste vicende (secondo le dichiarazioni dell'autore lo spunto gli venne da un aneddoto narrategli dall'Arcivescovo di Canterbury), nondimeno brulica di elementi analoghi, degli stessi dubbi inquietanti e delle stesse false piste: una governante che potrebbe stare dalla parte del bene o del male, l'enigmatico bimbo affidato alle sue cure, una casa isolata piena di segreti.
   In età vittoriana il detective rappresentava il corrispondente laico di un prete o di un profeta. In un mondo che aveva perso molte certezze, offriva la voce della scienza, la forza dell'accusa, un intreccio narrativo in grado di dare forma al caos. Le imprese più atroci, vestigia dell'animale ancora presente nell'uomo, venivano così trasformate in esercizi intellettuali. Ma dopo il delitto di Road Hill House la figura dell'investigatore si fece più cupa agli occhi della gente. In molti ebbero l'impressione che Whicher avesse finito per violare il santuario della classe media, la casa, distruggendone la privacy: per risolvere un mistero aveva commesso lui stesso un crimine. Aveva messo a nudo l'atmosfera corrotta della famiglia, fatta di trasgressioni ero-tiche, crudeltà mentale, intrighi della servitù, fanciulli traviati, follia, gelosia, solitudine e disprezzo. L'apertura di quel vaso di Pandora fece pensare a tutti con timore (misto a eccitazione) che dietro le porte chiuse di altre dimore rispettabili si potessero celare analoghi segreti. Le conclusioni delle sue indagini contribuirono a creare un diffuso voyeurismo e un clima di sospetto; il detective divenne una figura dell'oscurità, demone e semidio.



   Tutto ciò che sappiamo su Road Hill House lo dobbiamo agli eventi del 30 giugno 1860. Polizia e magistratura raccolsero e divulgarono centinaia di particolari sull'edificio (maniglie, serrature, impronte, vestaglie, tappeti, stufe e così via) e sulle abitudini dei suoi abitanti. Persino il corpo della vittima fu esposto scarnificato alla curiosità del pubblico, con una franchezza medico-legale che ripugna alla nostra sensibilità moderna.
    Poiché le informazioni che ci sono giunte sul caso provengono tutte dagli interrogatori, portano in sé il marchio del sospetto. Conosciamo i nomi di chi entrò in casa il 29 giugno, perché ognuno di quei visitatori avrebbe potuto essere l'assassino. Sappiamo quando fu riparata una certa lanterna, perché avrebbe potuto illuminare la scena del crimine. Sappiamo quando fu tagliata l'erba in giardino, perché la falce adoperata avrebbe potuto essere l'arma del delitto. Il ritratto di Road Hill House che ne viene fuori è morbosamente dettagliato, ma incompleto. La ricerca del colpevole in questo caso è paragonabile al rapido movimento di una pila, che illumina per un breve istante gli angoli bui. Ogni evento domestico fu colorato di ogni possibile sfumatura. L'ordinaria amministrazione divenne sinistra. I particolari del delitto furono raccolti con minuzia, i testimoni interrogati più volte riguardo a superfici morbide e dure, stoffe e coltelli, serrature aperte e chiuse, ferite e chiavistelli.
    Fino a quando il mistero non fu risolto, gli abitanti di Road Hill House vennero di volta in volta dipinti come sospetti, congiurati e vittime. I segreti che Whicher aveva intuito furono svelati del tutto solo molti anni dopo la morte dei protagonisti.

    Questo libro vuole conformarsi al modello della storia gialla ambientata in una casa isolata, modello che il caso di Road Hill House fece nascere, e ne usa alcuni stilemi narrativi. I contenuti, però, sono realistici. Le fonti principali consultate sono i documenti della polizia e della magistratura, conservati all'Archivio Nazionale di Kew, nel Sudest londinese, oltre a libri, pamphlet e articoli di giornale relativi al caso, scritti a partire dal 1860, tutti reperibili alla British Library. A complemento di queste fonti abbiamo consultato carte, orari ferroviari, manuali di medicina, almanacchi e memorie di membri della polizia. Alcune descrizioni di edifici e paesaggi sono frutto di osservazione diretta. Le condizioni meteorologiche sono state ricavate dai giornali dell'epoca; i dialoghi, dalle testimonianze rese in tribunale.
    Nelle battute finali della storia i personaggi si disperdono, finendo soprattutto a Londra (sede di Scotland Yard) e in Australia (terra d'esilio). A parte questo, l'azione si svolge quasi tutta in un paesino inglese, nell'arco di un mese d'estate del 1860.

© 2008, Giulio Einaudi editore

Kate Summerscale – Omicidio a Road Hill House
XVIII-364 p., ill., 19,50 € - Edizioni Einaudi 2008 (Frontiere)
ISBN 978-88-06-19361-4


l'autrice



23 gennaio 2009 Di Giulia Mozzato


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