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HOME | sabato 20 marzo 2010 |
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| Titolo |
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La regina dei castelli di carta |
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| Autore |
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Larsson Stieg |
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| Dati |
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857 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 21,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 18,28 |
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| Editore |
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Marsilio |
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| Collana |
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Farfalle |
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| EAN |
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9788831796774 |
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La regina dei castelli di carta, il romanzo che chiude la trilogia Millennium di Stieg Larsson"Se il governo era coinvolto, allora la Svezia non era di un solo punto migliore di una qualsiasi dittatura al mondo. Non era possibile. E poi gli avvenimenti del 12 aprile al Sahlgrenska. Zalachenko molto opportunamente ucciso da un malato di mente nell’attimo stesso in cui a casa di Blomkvist veniva compiuto un furto e Annika Giannini subiva un’aggressione. In entrambi i casi era stato rubato il rapporto di Björk del 1991."
Grandioso. Non ci viene in mente nessuna altra parola. Grandioso Stieg Larsson. Grandioso terzo romanzo della trilogia “Millennium”. E il fatto stesso che risulti difficile la lettura de La regina dei castelli di carta senza aver letto i precedenti Uomini che odiano le donne e La ragazza che giocava con il fuoco è una prova ulteriore dell’eccellenza di questo grandioso romanzo: Larsson non scriveva pensando a lettori distratti che acquistano un suo libro perché attirati dalla copertina o incuriositi dalla classifica dei ‘più venduti’. Larsson aveva in mente ben altro: sfruttando un genere come quello del thriller che offre molte possibilità e che può indirizzarsi a un vasto pubblico, ma nello stesso tempo travalicandone i limiti e mischiandovi altri generi (romanzo di spionaggio tradizionale e informatico, giornalismo di inchiesta), lo scrittore dipinge un affresco a tinte forti della società svedese all’inizio del secondo millennio. Fa quello che, in scala minore, si erano proposti di fare, negli anni ‘70, i suoi connazionali Maj Sjöwall e Per Wahlöö nei dieci libri più propriamente di indagine poliziesca con l’ispettore Martin Beck. Fa quello che Dickens intendeva fare per l’Inghilterra dell’800 con i suoi romanzi ‘denuncia’ (e citiamo solo Casa desolata e Nicholas Nickleby tra i tanti), tenendosi ben alla larga, tuttavia, da cadute nel sentimentalismo o nella facile filantropia. O quello che fece Balzac con La commedia umana in Francia.
 | | leggi la recensione | Se Mikael Blomkvist era l’eroe del primo romanzo e Lisbeth Salander la protagonista assoluta del secondo, se le fortune di una grande famiglia e il trafficking erano sotto la lente di ingrandimento rispettivamente nel primo e nel secondo romanzo, in questo terzo Larsson fa un affondo, colpisce al cuore dello Stato con una trama su una cellula di servizi deviati all’interno della Säpo, i servizi segreti svedesi. E il personaggio principale è, sì, ancora, Kalle Dannatissimo Blomkvist (come lo chiama Lisbeth), ma noi lettori tendiamo a dimenticarlo e lo identifichiamo con Stieg Larsson, giornalista guerriero dalle molte risorse che usa la parola come un’arma, efficace quanto la pistola elettrica dell’incomparabile Lisbeth, e il giornale come il più straordinario mezzo di diffusione, più potente di qualunque megafono.
L’avvio della vicenda è lento, ci sono molti personaggi sulla scena e non sono quelli che amiamo. Perché, riprendendo le fila dalle ultime pagine de La ragazza che giocava con il fuoco” Zalachenko (la spia russa che ha disertato e che è il padre di Lisbeth, nonché del gigante Niedermann incapace congenitamente di sentire il dolore) è in ospedale, due stanze più in là di quella in cui è ricoverata Lisbeth: lui è gravissimo per le ferite che Lisbeth gli ha inferto con un’accetta, a lei viene estratta una pallottola dalla testa ed è stata colpita ad una spalla e all’anca. E fuori si intreccia la congiura per togliere di mezzo questi due testimoni scomodi di un passato che non deve venire alla luce: di come ci sia una Sezione segretissima all’interno dei Servizi Segreti; di quali abusi siano stati e siano tuttora responsabili i membri di questa Sezione in nome della sicurezza di Stato; in definitiva, di quanto sia stato fatto - in maniera assolutamente illegittima - per proteggere il criminale Zalachenko a scapito della moglie e della figlia.
 | | leggi la recensione | Quando poi tutti gli attori sono sulla scena e il lettore è consapevole anche dei retroscena, il romanzo prende la rincorsa, la trama accelera e si fa incalzante, la bravura di Lisbeth con i computer non cessa di stupirci, il coraggio di Mikael, paladino della verità, ci lascia ammirati. Ci sono delle scene che accelerano i battiti del nostro cuore e, se non fosse che in un libro di Larsson non è lecito perdere neppure una parola, saremmo tentati di andare a vedere più avanti chi si è salvato e chi no; le pagine del processo a Lisbeth sono un trionfo e rivelano che le capacità dell’avvocato Annika Giannini sono pari a quelle del fratello Mikael. E niente resta in sospeso: riappare anche Niedermann - e ancora una volta tratteniamo il fiato -, ogni tessera trova il suo posto. Nel suo stile svelto e brillante Larsson riesce anche a soddisfare la nostra curiosità per i dettagli: non sono molti gli autori che si preoccupano di far sostare i loro personaggi per comprarsi uno spazzolino da denti e un cambio di biancheria, nel caso non possano rientrare in casa. Larsson lo fa, con la stessa naturalezza con cui descrive come un inserviente inserisca un cellulare in una presa d’aria per permettere a Lisbeth di collegarsi in rete con il palmare dalla reclusione in ospedale.
"Aprì del tutto la porta e lo fece entrare di nuovo nella sua vita": è questa la frase di chiusura de La regina dei castelli di carta, la fine di “Millennium”, e mai come in questo caso la parola ‘fine’ ha avuto un significato così definitivo. Circolano voci che, prima di morire d’infarto nel 2004 senza riuscire a vedere pubblicata la sua opera, Stieg Larsson avesse già scritto un ulteriore seguito della trilogia. Non sappiamo che cosa augurarci perché, se la pubblicazione di un quarto volume dovesse solo essere un’operazione di mercato, preferiremmo non leggere altro di quello che consideriamo un grande autore. E a cui rendiamo tardivo omaggio.
Titolo originale: Luftslottet som sprängdes Traduzione di Carmen Giorgetti Cima
1.
Venerdì 8 aprile
II dottor Anders Jonasson fu svegliato dall'infermiera Manna Nicander. Mancavano pochi minuti all'una e mezza di notte. «Che c'è?» domandò confuso. «Elicottero in arrivo. Due pazienti. Un uomo anziano e una giovane donna. La donna ha ferite d'arma da fuoco.» «Aha» fece Anders Jonasson stancamente. Si era appisolato una mezz'eretta e aveva ancora sonno. Stava facendo il turno di notte al pronto soccorso dell'ospedale Sahlgrenska di Goteborg. Era stata una serata alquanto faticosa. Da quando era entrato in servizio alle sei di sera, l'ospedale aveva accolto quattro persone reduci da uno scontro frontale subito fuori Lindome. Una era in gravi condizioni e di un'altra era stato constatato il decesso subito dopo l'arrivo. Il dottore aveva anche curato una cameriera con un'ustione a una gamba conseguente a un incidente nelle cucine di un ristorante dell'Avenyn, il corso principale di Gòteborg, e salvato la vita a un bambino di quattro anni, che era arrivato con un blocco respiratorio dopo aver ingerito la ruota di una macchinina giocattolo. Inoltre, aveva fatto in tempo a medicare un'adolescente finita in una buca con la bicicletta. La manutenzione stradale aveva scelto opportunamente di piazzare lo scavo all'uscita di una pista ciclabile, e qualcuno aveva buttato i cavalietti di avvertimento dentro lo scavo. La ragazza era stata ricucita con quattordici punti in faccia e avrebbe avuto bisogno di due incisivi nuovi. Jonasson aveva poi riattaccato un pezzo di pollice che un entusiasta falegname della domenica si era mozzato con la pialla. Verso le undici il numero delle urgenze era diminuito. Aveva fatto il giro per controllare lo stato dei pazienti ricoverati e poi si era ritirato nel suo studio per riposarsi un po'. Era di turno fino alle sei e non aveva l'abitudine di dormire, anche se non arrivavano emergenze, ma proprio quella notte si era appisolato quasi subito. Hanna Nicander gli allungò una tazza di tè. Non aveva ricevuto altri dettagli sui due casi in arrivo. Anders Jonasson sbirciò fuori dalla finestra e vide che al largo sul mare era tutto un susseguirsi di lampi. L'elicottero aveva fatto veramente appena in tempo. D'improvviso cominciò a piovere a dirotto. Il temporale era arrivato su Göteborg. Mentre era in piedi accanto alla finestra, sentì il rombo del motore e vide l'elicottero barcollare nella burrasca verso la piattaforma di atterraggio. Trattenne il respiro quando il pilota parve avere qualche difficoltà a mantenere il controllo. Poi il velivolo sparì dal suo campo visivo e si sentì il motore che calava di giri. Bevve un sorso di tè e mise da parte la tazza.
© 2009, Marsilio editore
Stieg Larsson – La regina dei castelli di carta 857 pag., 21,50 € - Edizioni Marsilio 2008 (Farfalle) ISBN 978-88-31-79677-4
| 16 gennaio 2009 | | Di Marilia Piccone |
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