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Recensione

Le tribolazioni di una cassiera copertina
  • Sam Anna
  • Le tribolazioni di una cassiera
  • Corbaccio
  • 2009

Le tribolazioni di una cassiera: lo sguardo ironico della francese Anna Sam sulle esperienze di vita dietro la cassa del supermercato 

"Un lavoro da sogno.
Quasi.
Domani dovete tornarci e anche dopodomani e tutti i giorni a venire. E più il tempo passa meno il mestiere della vostra vita vi farà venire voglia di alzarvi dal letto.
Credetemi."



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Solo chi ha avuto a che fare con il "pubblico", con la massa anonima, diabolica e informe dei clienti, potrà comprendere fino in fondo il tragicomico umorismo di Anna Sam, "hostess di cassa" come veniva definita con una buona dose di ipocrisia sulla busta paga del Leclerc della periferia di Rennes, in Francia, dove a lungo ha lavorato.
Chiunque sia stata dietro il bancone in un negozio o in un locale sa a quali umiliazioni può andare incontro, quali maleducazioni possono emergere, quanti atteggiamenti irritanti possono rovinare la giornata (e non solo).
E soltanto chi ha lavorato nella grande distribuzione potrà comprendere l'alienazione di questo impiego e cosa davvero significhi diventare un numero insignificante e anonimo, con pochi diritti e nessuna dignità. A completare il quadro la divisa non proprio degna di un défilé di haute couture: se non avrete l'ambito aspetto di Nonna Abelarda potrete almeno apparire come un clown o una contadinella... a voi piacerebbe?


Tutti comunque leggendo questo libro, tra un sorriso e l'altro, potranno fare un po' di autocritica e tanto outing.
Quante volte abbiamo trattato, anche involontariamente, la cassiera del supermercato come i clienti che - per gli otto anni in cui ha svolto questa mansione - hanno tormentato la nostra autrice?

Gli esempi sono infiniti. Ha visto cose Anna Sam, che noi umani...
C'è chi tenta di rubare un dvd nascondendolo nella confezione del camembert, o delle pile fra le lattine di Coca-Cola incellofanate; chi sostituisce il codice a barre per pagare poco un prodotto costoso (come se le cassiere fossero tutte cretine: "una pentola a pressione al prezzo di un chilo di sale non è cosa che passi inosservata"); la donna incinta di tre settimane o il "cliente che non sopporta le code" (!!) che pretendono di avere la precedenza alla casa; clienti che estraggono i soldi da calzini bucati o da reggiseni scoloriti; madri che fanno del supermercato un'occasione pedagogica: "vedi amore, se non sei bravo a scuola, lavorerai a una cassa come quella signorina là" (che, detto per inciso lavora alla casa per pagarsi l'università, frequentata con brillanti risultati e tanto di DEA, Diplôme d'Études Approfondies, in letteratura); impiegati che mangiano direttamente nei corridoi e mettono sul nastro trasportatore confezioni vuote appiccicaticce piene di maionese o pacchetti di patatine semiaperti che si rovesciano disastrosamente; presuntuosi che non accettano che la cassa sia chiusa o che non tollerano di dover mostrare un documento pagando con assegno - o presentano quello di un altro, succede anche questo - e lasciano lì il carrello pieno, andandosene. L'elenco di scorrettezze varie, considerato anche il numero impressionante di clienti giornalieri (una media di 350), è lunghissimo e in molti passaggi divertente.


Se pensate che ogni sei ore di lavoro consecutive la cassiera ha diritto a diciotto minuti di pausa ("tre minuti ogni ora lavorata, un ottimo sistema per imparare a gestire il proprio tempo e a ottimizzare i minuti!").... riuscirete a capire anche meglio perché spesso non trovate visi sorridenti ad accogliervi (ma voi sorridete mai alla cassiera?).

Il successo di questo libro in Francia è stato preceduto da quello del blog di Anna Sam, aperto nell'aprile 2007 con una raccolta di curiosità, sfoghi e aneddoti sulla professione di cassiera nella grande distribuzione, che ancora raccoglie migliaia di visitatori ogni giorno.

Titolo originale: Les Tribulations d'une cassière
Traduzione di Luisa Azzolini




le prime pagine


Il mio nome è Anna, ho ventott'anni, una laurea in lettere e un'esperienza della vita particolare e banale al tempo stesso. Ho lavorato otto anni nella grande distribuzione, prima per pagarmi gli studi e guadagnarmi l'indipendenza economica, e poi, non riuscendo a trovare un lavoro nel mio campo, per diventare, come si suoi dire elegantemente, hostess di cassa. Una cassa. Che non mi consente grandi scambi tranne i bip che emette con regolarità quando passo allo scanner i diversi articoli. A forza di sentire questo rumorino sarei potuta diventare io stessa un robot. D'altronde i rapidi incontri con i clienti non è che aiutino proprio a sentirsi vivi. Ma fortunatamente il contatto con i colleghi ci ha sempre aiutato a ricordare che apparteniamo anche noi all'umano consesso.
   E poi, un giorno, ho deciso di raccontare il mio lavoro e di prendere nota di tutti i piccoli incidenti che accadono quotidianamente nella vita di una cassiera qualunque. All'improvviso, ho cominciato a guardare con occhi nuovi la gente che sfila dietro il nastro della cassa e a considerare diversamente l'universo della grande distribuzione: ho scoperto un mondo infinitamente più vario di quanto non pensassi.
   Ci sono clienti facili e altri meno facili, i ricchi e i poveri, i complessati e gli «sboroni», quelli che ti trattano come se fossi trasparente e quelli che ti dicono buongiorno, i fanatici che smaniano in attesa dell'apertura e quelli che sistematicamente aspettano l'ora di chiusura. Ci sono quelli che cercano di rimorchiare e altri che insultano. Chi osa dire che nella vita di una cassiera non succede mai niente?
   A forza di vivere situazioni simili, mi è venuta voglia di condividerle.
   E allora eccovi qualcuna di queste storie, quelle che mi hanno toccato più da vicino.
   Ma è giunto il tempo di prendere il vostro carrello e di entrare nel supermercato. Le porte stanno per aprirsi!
   Buona passeggiata!

© 2009, Corbaccio

Anna Sam – Le tribolazioni di una cassiera
182 pag., 12,60 € - Edizioni Corbaccio 2008 (Dalla parte delle donne)
ISBN 978-88-7992-992-5


l'autrice



15 gennaio 2009 Di Giulia Mozzato

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