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Recensione


  • Vauro
  • Il mago del vento
  • Piemme
  • 2008

Il mago del vento di Vauro Senesi

"Tutto ciò che devi sapere è già dentro di te. Nessuno può insegnartelo perché ti appartiene. Solo che devi scoprire di averlo, accettarlo e imparare a usarlo. Forse in quest'ultima cosa sì, io posso aiutarti, come la vita stessa nel suo accadere ti aiuta segnalandoti un cammino, il tuo cammino. Ma tu devi cogliere i segnali che ti dà, non dolertene o lamentartene perché altrimenti ti perderai per strada e sarai per sempre infelice, ché quando non si conosce ciò che si ha si desidera continuamente altro e il desiderare acceca lo spirito."

Due uomini, incrociano per un attimo lo sguardo. Sono Mendez, un messicano andato in Iraq a combattere per ottenere la cittadinanza americana, e Fahim, un giovane uomo iracheno capace di guidare con la sua lunga canna stormi di piccioni e osservare il mondo attraverso i loro occhi. Baghdad è stata da poco conquistata dall'esercito americano, tutt'intorno solo macerie.

La piuma di un piccione si posa sulla mano di Fahim che torna con la mente a tanti anni prima, alla fionda donatagli dal fratello Ali. Ripensa alle loro allegre sfide fino al giorno in cui  ci fu uno strano incidente: un sibilo sempre più forte era esploso nella testa di Fahim che cade in una specie di trance. Ali vorrebbe scuoterlo, ma lui fugge terrorizzato, infuocato dalla febbre, con una piuma di piccione stretta in mano.

 Giunge la sera Ali torna a casa da solo, racconta l'accaduto e iniziano le ricerche di Fahim. Il ragazzo viene trovato ma non sente più nulla, il silenzio lo circonda. Viene chiamato un medico e viene diagnosticato il morbillo. La malattia è violenta e la prima conseguenza è la perdita dell'udito.

Viene condotto a Baghdad da uno specialista per capire se è possibile fargli recuperare l'udito: tutto inutile, quella sordità non è reversibile. Iniziano giorni difficili, la menomazione lo riempie di rabbia e di diffidenza nei confronti degli altri, solo le saggie parole di Hasan, un vecchio senza una gamba, gli faranno capire che non può vivere in quel modo.
Quella sordità crea fratture e problemi all'interno dell'intera famiglia, soprattutto al padre che inizia a bere in modo incontrollato. Fahim è in grande difficoltà ma Hasan gli insegna ad ascoltare e a dialogare con la natura: un rapporto salvifico per il piccolo sordo.
La situazione in casa intanto precipita, Alì si è fatto grande e ormai disprezza apertamente quel padre perennemente ubriaco, così, per allontanarsi da lui si arruola come volontario.

Hasan mostra a Fahim come i piccioni possano volare guidati dalle sue mani: un potere magico che gli resterà per tutta la vita. Passano gli anni, Ali, disperso in combattimento non è ritornato. Quella guerra finisce, siamo nel 1988, ma dopo poco più di un anno ne ricomincia un'altra. Muore il padre e per tre giorni parenti e amici invadono la casa per assolvere ai riti e alle cene funebri. Madre e sorella si traferiscono dal nonno e Fahim resta da solo nella casa di famiglia non rinunciando ad attendere il ritorno del disperso Ali. La guerra si fa sempre più disastrosa e nella grande casa vuota Fahim accoglie molti profughi. Ma ecco che la guerra finisce all'improvviso senza che nessuno ne capisca il motivo e un giorno davanti a lui si presenta un uomo lacero e in pessime condizioni: è Ali. Un incontro gioioso con madre e sorella e poi di nuovo Ali se ne va, temendo una denuncia come disertore. Anche Fahim va via, alla ricerca del fratello, seguito dal suo stormo di piccioni. Giunge a Baghdad, città che lo ammalia, dove incombe un'altra guerra che puntualmente esplode.
Ed ecco che il romanzo, circolarmente ritorna al punto di partenza: Fahim è sulla terrazza con i suoi piccioni, il carro armato con il soldato americano lo osserva. Ma da una finestra un miliziano spara e colpisce, il soldato cade. il miliziano è Ali. Fahim apre la mano e libera nel vento la piuma che strigeva.

Vauro Senesi - Il mago del vento
343 pag., 17,50 € - Piemme
ISBN 978-88-566-0202-9


L'autore


Vauro Senesi, ai più noto semplicemente come Vauro, è nato a Pistoia nel 1955 e vive a Roma. Giornalista, vignettista satirico, ha effettuato come inviato diversi reportage dall'Afghanistan, dalla Palestina, dalla Sierra Leone, dal Sudan, dall'Iraq. È stato allievo di Pino Zac, con il quale nel 1978 ha fondato Il male. Dal 1986 al 2006 è stato editorialista e vignettista de il manifesto con cui continua, più saltuariamente, a collaborare. Attualmente è vignettista e inviato di PeaceReporter.net e collabora con la ONG Emergency, occupandosi dell'informazione e della comunicazione.
È in uno dei suoi viaggi che ha incontrato il personaggio che ha dato vita a queste pagine. Oggi continua a recarsi nelle zone di conflitto nella convinzione che la messa al bando della guerra sia la priorità assoluta del nostro tempo. 


23 dicembre 2008 Di Grazia Casagrande


23 dicembre 2008

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