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HOME | giovedì 24 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Le parole e i giorni. Nuovo breviario laico |
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| Autore |
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Ravasi Gianfranco |
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| Dati |
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416 p., rilegato |
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| Prezzo |
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€ 19,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 19,00 |
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| Editore |
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Mondadori |
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| Collana |
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Saggi |
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| EAN |
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9788804583073 |
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Le parole e i giorni. Nuovo breviario laico di Gianfranco Ravasi“L’uomo è visibilmente fatto per pensare; è tutta la sua dignità e tutto il suo compito; e tutto il suo dovere è pensare come si deve”. (Blaise Pascal)
Pascal ha ragione, non possiamo fare altro che trovarci d’accordo con lui, ma soprattutto sentiamo di provare un certo disagio nei confronti della nostra incapacità di riuscire a trovare tempo e spazio per poter pensare seriamente e in pace.
Di fatti ce ne sono tanti sui quali riflettere con calma e lucidità, con metodo, senza sovrastrutture o preconcetti, anzi, forse ce ne sono troppi e ciò ci crea un alibi, una scusa per la nostra incapacità di riuscire a “metterci alle strette” e costringerci a trovare spazi e tempi per una seria presa di contatto con le nostre contraddizioni esistenziali.
Riandare al passato, recuperare analisi e riflessioni di altri tempi elaborate in momenti diversi, forse troppo diversi dal nostro, alcune volte può sembrare un paradosso. Personaggi famosi, anche nostri contemporanei, che ci sembra pontifichino su valori, povertà, dolore, solidarietà, santità, altruismo etc, ci mettono spesso nelle condizione di pensare che: “loro però possono permettersi …., loro non hanno….., loro non devono ……, loro vivono una situazione di privilegio e perciò ……” e con questo cerchiamo di difenderci dalle nostre stanchezze, dalle nostre non voglie di affrontare con coraggio quello che abbiamo dentro.
Monsignor Gianfranco Ravasi anche quest’anno non manca di provocarci saggiamente, come per gli anni scorsi, con il suo nuovo libro Le parole e i giorni con sottotitolo Nuovo breviario laico poiché le sue proposte di lettura e di ripensamento sono per tutti, credenti o non credenti.
Ci vengono consegnati, in questa particolare “agenda” giorno dopo giorno, una serie di incontri, racconti, sensazioni ed avvenimenti, che vedono come protagonisti non solo personaggi noti, ma anche uomini comuni che non hanno trovato spazio nella storia ma, non per questo, impossibilitati a dare conto delle loro esperienze.
Per quanto riguarda i personaggi “noti”, siamo sicuri di conoscerli così bene? A partire da un Alberto Moravia che, nella sua raccolta di saggi L’uomo come fine come fine, scrive: ” per ritrovare un’idea dell’uomo, ossia una vera fonte di energia, bisogna che gli uomini ritrovino il gusto della contemplazione” .
Non mancheranno di sorprenderci una serie di riflessioni e considerazioni fulminanti di Eugène Ionesco, Clint Eastwood, Iacopone da Todi, Woody Allen, Plutarco, Oscar Wilde e molti molti altri che fanno parte di un’immensa schiera di voci, di esperienze di vita, di sofferenze e di conquiste attraverso le quali Monsignor Ravasi ci porta a riflettere “su un messaggio, un’intuizione, un pensiero da comunicare, attorno al quale è possibile far fiorire una meditazione breve, un’illuminazione intima, un fremito della coscienza”.
Le prime pagine
“Per ritrovare un’idea dell’uomo, ossia una vera fonte di energia, bisogna che gli uomini ritrovino il gusto della contemplazione. La contemplazione è la diga che fa risalire l’acqua nel bacino. Essa permette agli uomini di accumulare di nuovo l’energia di cui l’azione li ha privati.” Non è un autore spirituale o un filosofo , non è un predicatore e neppure un credente a avere scritto queste righe. E’ stato invece, uno scrittore agnostico e “indifferente” come Alberto Moravia a offrire questa considerazione nella raccolta di saggi “L’uomo come fine”, apparsa nel 1964. Suggestiva è l’immagine della diga: in un mondo come il nostro così obbediente all’idolo della produttività e dell’azione, è necessario far risalire il livello dell’acqua purificatrice, fecondatrice e dissetante nel bacino della coscienza. Nell’era tecnologica, ove impera il fare e il dire, sembra quasi provocatorio proporre una sosta di riflessione, un’osai di silenzio, una dieta del parlare. E’ significativo che Moravia rimandi a un’”energia” da riconquistare: l’anemia morale di molti uomini e donne del nostro tempo nasce proprio da una carenza di vitalità interiore. “Per compiere grandi passi” annotava un altro scrittore, l’ottocentesco Anatole France “non dobbiamo solo agire ma anche pensare e sognare, non solo pianificare ma anche credere.” Ebbene, questo libro intende essere come una piccola guida che aiuti a ritagliare in ognuno dei 366 giorni di un anno (comprese, quindi, il bisestile) un perimetro quotidiano di meditazione e di contemplazione, libero dalle ortiche della banalità e della superficialità. Idealmente vogliamo con queste pagine ripetere l’esperienza fatta nel 2006 quando abbiamo proposto un primo Breviario laico che aveva allora registrato un sorprendente successo editoriale. La parola “breviario” evoca un orizzonte religioso e fin sacrale, secondo un’antica tradizione liturgica cristiana. Certamente le riflessioni che seguiranno recano l’impronta di quel “grande codice” di riferimento della civiltà occidentale che è il cristianesimo con le sue Scritture sacre. Tra l’altro a comporre e a proporre tali spunti di moralità e di interiorità, è pur sempre un ecclesiastico, anzi un vescovo. Eppure l’aggettivo che qualifica questo “breviario” di pensieri quotidiani è, a prima vista, antitetico: “laico”, nell’accezione comune odierna (non in quella tradizionale e storica), è sinonimo areligioso, agnostico, persino di ateo. Vorremmo allora che le pagine de Le parole e i giorni fossero aperte anche a chi non varcherà mai la soglia di una chiesa, ma ha dentro di sé il fiorire delle domande, la vivacità della ricerca, il desiderio dell’introspezione (ha ragione infatti, Puccini quando fa cantare al Principe ignoto della Turandot: “Ma il mio mistero è chiuso in me …”). Forse il programma di questo volume potrebbe essere codificato in una delle Massime e riflessioni del grande Goethe: “La felicità del pensatore è sondare il sondabile e venerare in pace l’insondabile”. E il metodo potrebbe essere formalizzato con uno dei Pensieri di un altro grande, Pascal: “L’uomo è visibilmente fatto per pensare; è tutta la sua dignità e tutto il suo compito; e tutto il suo dovere è pensare come si deve”.
Le parole e i giorni. Nuovo breviario laico di Gianfranco Ravasi 416 pag., 19,00 €- Mondadori ISBN 978-88-04-58307-3
L'autore
Gianfranco Ravasi (1942) nominato arcivescovo da papa Benedetto XVI nel 2007, è divenuto nello stesso tempo presidente del Pontificio Consiglio della cultura, della Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione di Archeologia sacra. Esperto biblista ed ebraista è autore di numerosi libri. Collabora a “Il Sole – 24 Ore”, “L’Avvenire”, “Famiglia Cristiana” e Canale 5, dove conduce il programma “Le frontiere dello Spirito”.
| 04 novembre 2008 | | Di Iaia Barzani |
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