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RECENSIONE

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Titolo L'età del dubbio
Autore Camilleri Andrea
Dati 265 p., brossura
Prezzo € 13,00
Prezzo IBS € 13,00
Editore Sellerio Editore Palermo
Collana La memoria
EAN 9788838923333
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L'età del dubbio, di Andrea Camilleri

"Non era bella, ma bellissima. A Montalbano, per un attimo, gli ammancò il sciato. Avuta un parmi chissà di lui, nìvura, granni occhi sparluccicanti, labbra russe senza bisogno di russetto e, soprattutto, di ‘na gran simpatia.”

Già gli ultimi romanzi di Camilleri che avevano come protagonista il noto commissario presentavano un Montalbano stanco e disilluso, che lanciava ai suoi collaboratori frasi cariche di pessimismo, amareggiato dai cambiamenti e dagli egoismi della società e del mondo che verificava ogni giorno. Questa “stanchezza” naturalmente non intaccava le regole che la sua visione della professione considerava sacre: rispetto per gli altri, nessun interesse privato nel lavoro, senso profondo della giustizia. A queste poi aggiungeva una profonda empatia con chi soffre e con gli ultimi della scala sociale. Negli ultimi anni in particolare la sua pietà e la sua indignazione erano rivolte agli stranieri giunti in Sicilia in fuga dalla disperazione e alle leggi che ne governano l’accoglienza.

Anche in questo romanzo possiamo constatare, fin dalle prime pagine, tutte le caratteristiche sopra accennate. Poi, come sempre, Camilleri inserisce temi di forte attualità, e precisi attacchi a chi non cerca le responsabilità delle morti sul lavoro e le considera tragiche, ineluttabili fatalità.

Ma in L’età del dubbio c’è qualcosa in più e il titolo stesso del romanzo mette il lettore sull’avviso. Prima di tutto il turbamento così distraente davanti alla bellissima collega della Capitaneria Laura (che non è l’unica bella donna del romanzo, ma di sicuro l’unica positiva) di cui Montalbano sembra quasi vergognarsi con se stesso, uomo maturo che non si perdona certe fantasie adolescenziali. Questa volta però è diverso. Montalbano piace alle donne e già in altri romanzi ne avevamo avuto la prova, ma il cedimento del commissario poteva essere forse di un momento, non di più. Il problema in questo caso è che Laura non è una ragazzina facile alle infatuazioni, è davvero turbata e allora… è veramente troppo difficile resistere alla tentazione... Se poi quello sciupafemmine di Mimì accende la gelosia del commissario…


Ma, a parte la vicenda sentimentale che non è mai preponderante, ma solo uno degli ingredienti del personaggio, questa debolezza di Montalbano non può non colpire il lettore.

Ma torniamo all’inchiesta. Il solito morto, l’inevitabile indagine, il mistero (e il delitto) nascosto, come in ogni buon giallo, dietro l’apparente rispettabilità del colpevole. Una vedova bella e ricchissima dagli amori facili, grandi yackt che nascondono molte cose, un cadavere che galleggia in un canotto, un francese che, prima di finire… “nel canotto”, si comporta in modo sospetto e che anche da morto nasconde ulteriori segreti e molto, molto marcio in tutta la vicenda.

All’interno dell’inchiesta Camilleri non tralascia mai di lanciare messaggi di civiltà mettendoli nella testa del suo commissario: davvero forte il quadro dei clandestini sbarcati sulla costa siciliana, con quello strano insopportabile odore, quell’odore che, come cita lo scrittore, Vittorini diceva essere quello dei dolori del mondo offeso .

Ma torniamo all’elemento romanzesco. Al sempre più turbato Montalbano. A un altro cadavere che spunta dall’acqua. A Mimì che “si deve” lasciar sedurre dalla bella proprietaria dello yackt per estorcerle delle confidenze. A un traffico internazionale di cui non parleremo per non togliere il piacere della scoperta al lettore. E infine alla soluzione del caso con arresti finti e  arresti veri. Non manca un'ultima pagina dedicata alle emozioni di Montalbano e all'ansia nei confronti della coraggiosa Laura (il silenzio anche in questo caso è d'obbligo).  

Non si rimane mai delusi da un romanzo di Camilleri e anche quest'ultimo lascia un segno nel lettore. La coincidenza poi con le nuove puntate del Montalbano televisivo rendono assolutamente inevitabile la totale identificazione, durante la lettura, con l'attore che tanto mirabilmente lo interpreta e ciò rende ulteriormente vivo il romanzo e il suo protagonista. Forse non è un caso che proprio la prima puntata de La vampa d'agosto veda in nostro commissario cedere alla bellezza di un'attraente ragazza decisa a sedurlo.  

Le prime pagine


Uno Aviva appena pigliato sonno doppo 'na mattata che pejo d'accussì nella so vita ne aviva avute rare, quan-no Parrisbigliò di colpo un trono che fu come 'na can¬nonata sparata a cinco centilimetri dal so cricchio. Satò susuto a mezzo del letto, santianno. E accapì che il sonno non sarebbi cchiù tornato, inutili ristarisinni corcato.
Si susì, anno alla finestra, taliò fora. Era un timpo-rali con tutte le carti in regola, celo uniformementi pit¬tato di nìvuro, lampi agghiazzanti, cavalloni quattro me¬tri d'altizza, che s'avvintavano scotenno la granni cri¬niera bianca. La mariggiata si era mangiata la pilaja, l'ac¬qua arrivava sutta alla verandina. Taliò il ralogio, era¬no appena le sei del matino.
Anno in cucina, si priparò il cafè e, aspittanno che passasse, s'assittò. A picca a picca gli assumo alla me¬moria il sogno che aviva fatto. Che grannissima ca-murria che gli era pigliata da qualichi anno! Pirchì gli era vinuta questa, d'arricordarisi di tutte le minchia-te che sognava? Per quanto ne sapiva, non tutti, arrisbigliannosi, si portavano appresso la memoria dei sogni. Raprivano l'occhi e tutto quello che gli era capitato in sonno, piacevoli o spiacevoli, scompariva. Lui inveci, no. E il pejo era che si trattava di sogni pro¬blematici, che gli facivano nasciri dintra 'na gran quantità di dimanne alla maggior parti delle quali non sapiva dari risposta. E accussì finiva coll'essiri pi¬gliato dal nirbùso.
La sira avanti si era annate a corcare di umori bo-no. Da 'na simanata in commissariato non capitava nen-ti d'importanti e lui aviva 'n menti di approfittarisin-ni per fari 'na sorpresa a Livia comparennole aU'improviso davanti a Boccadasse. Astuto la luci, si stinnicchiò nella posizione del sonno e s'addrummiscì squasi subi¬to. E immediato accomenzò a sognari.
«Catare, stasera vado a Boccadasse» diciva trasen¬no in commissariato. «Vengo anch'io!». «No, tu no». «Ma perché?». «Perché no!».
A questo punto 'ntirviniva Fazio. «Dottore, mi scusasse, ma taliasse che vossia non può andare a Boccadasse». «Perché?».
Fazio pariva tanticchia restio. «Ma dottore, se lo scordò?». «Che cosa?».
«Che vossia è morto aieri matino alle 7 e un quarto pricise».
E tirava fora dalla sacchetta un pizzino. «Vossia è Montalbano Salvo fu... ».


© 2008, Sellerio

L’età del dubbio – Andrea Camilleri
265 pag., 12,00 €- Sellerio 2008 (La memoria)
ISBN 978-88-38-92333-3



L'autore



04 novembre 2008 Di Grazia Casagrande


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