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RECENSIONE

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Titolo Uomo nel buio
Autore Auster Paul
Dati 152 p., rilegato
Prezzo € 17,00
Prezzo IBS € 17,00
Editore Einaudi
Collana Supercoralli
EAN 9788806194741
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Uomo nel buio, il nuovo romanzo di Paul Auster

E il folle mondo viene avanti rotolando.

Paul Auster è uno scrittore riservato, potremmo dire addirittura modesto: vive piuttosto appartato, non cerca il lusso, non vuole apparire per quello che non è, né boriosamente primeggiare, malgrado si sia anche affacciato più volte sul mondo del cinema.
Non a caso è amico di alcuni dei grandi protagonisti morali della letteratura contemporanea, come David Grossman, a cui dedica questo romanzo.

La sua scrittura riflette questa personalità, perché i romanzieri possono anche non raccontare storie autobiografiche, possono prendere spunto dall'esterno, dalle vite degli altri, dai gusti, dalle idee, delle personalità di altri, creare nuove persone, lontane e diverse da sé, ma se scaviamo tra le parole troviamo sempre le fondamenta, che necessariamente sono edificate sull'esperienza e la vita di chi scrive.


L'uomo nel buio è un uomo più anziano di Auster, ma non di molto: ha settantadue anni, è già vedovo, ha avuto un grave incidente automobilistico che gli ha lasciato una gamba fuori gioco, vive in una casa tranquilla con la figlia divorziata e la nipote che sta cercando di superare il trauma della morte violenta dell'ex fidanzato, ucciso brutalmente in Iraq poche ore dopo il suo rapimento.
Costretto per la maggior parte del tempo in casa e per molte ore a letto, August Brill, critico letterario in pensione, è tormentato dai ricordi, dai drammi della sua esistenza e dalle infelicità delle due donne che più ama al mondo, la figlia Miriam e la nipote Katya. Dorme poco, ma nelle notti buie, sdraiato in attesa di appisolarsi almeno un po', è assalito da cupe immagini.


Cerca così di sfuggire ai fantasmi della mente raccontandosi delle storie, inventando personaggi, luoghi, vicende non necessariamente allegre, ma semplicemente "altre".
Entriamo nella sua testa e seguiamo la surreale storia di Owen Brick, prestigiatore un po' maldestro, che suo malgrado si ritrova "risucchiato" in uno spazio-tempo parallelo a quello della sua abituale esistenza in un'America dove non c'è traccia dell'11 settembre, ma dove si è innescata la spirale della guerra civile che sta disgregando gli USA e provocando migliaia di morti. Incredibile ma vero, solo lui può fermare questa tragedia, uccidendo... sarebbe un delitto dirvi chi.
Il racconto è spezzettato dalle immagini, dai pensieri, dai piccoli fatti della quotidianità come i lunghi pomeriggi passati con la nipote Katya sul divano a vedere i migliori film della storia del cinema per poi commentarli insieme: un altro modo per sfuggire alla realtà. Poi, a un certo punto, la storia nella storia si interrompe, prevale la vita vera, il racconto del passato, del suo rapporto tormentato con la moglie, dei dubbi che stanno macerando la sua vecchiaia, mentre curiosa la nipote ascolta. 
Owen Brick cerca, con le sue donne, di costruire almeno un'idea di futuro. Se ci riuscirà potremo intuirlo alla fine.


Al centro del romanzo il dramma della guerra, quella reale e quella immaginaria, la sofferenza fisica e morale, la tragedia della vecchiaia, della malattia e della morte.
Poche pagine che riescono a offrire uno squarcio così vero, così intenso e doloroso sul "male di vivere" da lasciare senza fiato.

Titolo originale: Man in the Dark
Traduzione di Massimo Bocchiola


Le prime pagine

auster nella sua casa a park slope
   Sono solo nel buio a rigirarmi il mondo nella testa mentre attraverso con fatica un'altra crisi d'insonnia, un'altra notte in bianco nei grandi spazi selvaggi d'America. Di sopra, mia figlia e mia nipote dormono ognuna nella propria stanza, sole anche loro: la mia unica figlia Miriam, di qua-rantasette anni, che dorme sola da cinque, e la sua unica figlia Katya, di ventitré, che dormiva con un ragazzo di nome Titus Small, ma ora Titus è morto e Katya dorme sola col suo cuore spezzato.
   Luce intensa, poi buio. Il sole che entra da ogni angolo di ciclo seguito dal nero della notte, le stelle silenziose, il vento che fa stormire i rami. È la norma. Abito in questa casa da più di un anno - cioè da quando mi hanno dimesso dall'ospedale. Miriam aveva insistito che venissi qui, e all'inizio eravamo noi due soli più un'infermiera diurna che mi accudiva quando Miriam era al lavoro. Poi, tre mesi dopo, la disgrazia si abbattè su Katya e lei lasciò la scuola di cinema di New York per tornare a vivere con sua madre nel Vermont.


paul auster e la figlia sophie
   I genitori lo avevano chiamato come il figlio di Rembrandt, il bambino dei quadri, il piccolo con la chioma d'oro e il cappello rosso, lo scolaretto sognante che si arrovella sulla lezione: il bambino, insomma, che diventò un ragazzo dilaniato dalla malattia e morì nei suoi vent'anni, proprio come il Titus di Katya. È un nome maledetto, un nome che si dovrebbe mettere al bando per sempre. Ripenso spesso alla morte di Titus, all'orrore di quella morte, alle sue immagini, alle sue conseguenze disastrose per la mia disperata nipote, ma ora non voglio andare su quel terreno, non posso andarci, devo tenerlo il più lontano possibile. La notte è ancora giovane, e mentre sto supino con gli occhi che guardano nel buio, un buio così nero che non si vede il soffitto, comincio a ricordarmi il racconto che ho iniziato la notte scorsa. Quando il sonno non vuole venire faccio così. Rimango steso a letto e mi racconto storie. Forse vorranno dire poco, ma fino a quando sono al loro interno mi impediscono di pensare alle cose che preferirei scordare. Restare concentrato, però, può essere dura, e il più delle volte la mia mente finisce per scivolare dalla storia che cerco di raccontare alle cose cui non vorrei pensare. Non posso farci nulla. Fallisco a ripetizione, sono più i fallimenti dei successi, ma questo non significa che non faccia il possibile.

© 2008, Einaudi

Paul Auster - Uomo nel buio
152 pag., 17,00 €- Edizioni Einaudi 2008 (Supercoralli)
ISBN 978-88-06-19474-1


L'autore



30 ottobre 2008 Di Giulia Mozzato


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