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Sulla Razza di Barack Obama L'inchiesta di Wuz La sfida: Barack Obama vs John McCain >>>
“Potremo vincere le sfide del nostro tempo solo se comprenderemo che abbiamo origini diverse ma le stesse speranze.”
In questo libricino è pubblicato, con testo inglese a fronte, il Discorso sulla razza tenuto il 18 marzo 2008 presso il Constitution Center di Philadelphia, discorso che rappresenta un punto fermo nella campagna elettorale di Barack Obama, un nero che scandalosamente si candida alla Casa Bianca. Nella pagine che introducono il discorso si dice che il sito con il filmato dell’intervento ha stabilito un record di contatti ed è uno dei più visitati su YouTube .
Così si presenta il primo candidato di colore alla Casa Bianca, fiero delle sue radici e fiero del suo Paese:
Sono figlio di un uomo di colore nato in Kenya e di una donna bianca del Kansas. Sono cresciuto con l’aiuto di un nonno bianco che sopravvisse alla Depressione durante la Seconda guerra mondiale prestò servizio nell’armata del generale Patton, e di una nonna bianca che mentre lui combatteva oltreocenano costruiva bombardieri alla catena di montaggio a Fort Leavenworth. Ho frequentato alcune delle migliori scuole americane e ho vissuto in una delle nazioni più povere del mondo. Sono sposato con un’americana nera nelle cui vene scorre il sangue di schiavi e proprietari di schiavi, un’eredità che abbiamo trasmesso alle nostre due amate figlie. Ho fratelli, sorelle, nipoti, zii e cugini di ogni razza e colore, sparsi in tre continenti, e finché avrò vita, non dimenticherò mai che in nessun altro Paese della terra sarebbe possibile una storia come la mia.
In Appendice è pubblicato il Proclama di emancipazione: “Il documento che, nel corso della guerra civile americana, pose fine alla schiavitù negli Stati dell’Unione fu letto dal presidente Lincoln in una prima stesura ai membri del suo gabinetto il 22 luglio 1862. Dopo qualche modifica, il 22 settembre fu emanata la versione preliminare in cui si precisava che il testo definitivo sarebbe entrato in vigore il primo gennaio 1863. La libertà degli schiavi che vivevano negli Stati non confederati sarà sancita solo a conflitto finito, quando il Congresso ratificherà il Tredicesimo emendamento della Costituzione americana (1865)”
Barack Obama - Sulla Razza Prefazione di Giancarlo Bosetti Traduzione di Nicolina Pomilio 74 pag., 10,50 € – Rizzoli (Piccoli saggi) ISBN 978-88-17-02788
Sulla razza (pag. 21-23)
Non è la storia di un classico candidato. Ma ha impresso nel mio patrimonio genetico l'idea che questa nazione è più della somma delle sue parti, che siamo molte persone, ma un unico popolo. Nel corso del primo anno di questa campagna, contro ogni previsione, ci siamo resi conto di quanto gli americani desiderino un messaggio di unità. Anche se si tende a considerare la mia candidatura solo dal punto di vista della razza, abbiamo ottenuto vittorie importanti in Stati con percentuali di popolazione bianca tra le più alte del Paese.
Nel South Carolina, dove sventola ancora la bandiera della Confederazione, abbiamo costituito una forte coalizione di afroamericani e americani bianchi. Ciò non significa che il tema della razza non faccia parte della campagna elettorale. In momenti diversi sono stato definito di volta in volta «troppo nero» e «non abbastanza nero». Siamo stati testimoni delle tensioni razziali emerse nella settimana precedente alle primarie nel South Carolina. La stampa ha analizzato ogni exit poli, cercando di leggervi le prove di una forte contrapposizione razziale, non solo in termini di bianchi e neri, ma anche di neri e meticci. Tuttavia solo nelle ultime due settimane la discussione sulla questione razziale ha assunto toni tesi a scatenare il conflitto. Da un lato si sosteneva che la mia candidatura era in qualche modo un esercizio di discriminazione positiva, fondata unicamente sul desiderio di certi progressisti ingenui di cercare la riconciliazione tra le razze a poco prezzo. All'estremo opposto, ho sentito il mio pastore, il reverendo Jeremiah Wright, ricorrere a un linguaggio infuocato per esprimere idee che non solo rischiano di accrescere la divisione tra le razze, ma denigrano la grandezza e la bontà della nostra nazione, offendendo sia i bianchi sia i neri.
© 2008, RCS Libri
In Appendice è pubblicato il Proclama di emancipazione: “Il documento che, nel corso della guerra civile americana, pose fine alla schiavitù negli Stati dell’Unione fu letto dal presidente Lincoln in una prima stesura ai membri del suo gabinetto il 22 luglio 1862. Dopo qualche modifica, il 22 settembre fu emanata la versione preliminare in cui si precisava che il testo definitivo sarebbe entrato in vigore il primo gennaio 1863. La libertà degli schiavi che vivevano negli Stati non confederati sarà sancita solo a conflitto finito, quando il Congresso ratificherà il Tredicesimo emendamento della Costituzione americana (1865)”
La biografia di Barack Obama
| 27 ottobre 2008 | | Di Grazia Casagrande |
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