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HOME | lunedì 13 febbraio 2012 |
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McCain Obama. Manifesti per la nuova AmericaUn libro che forse fa meglio capire il perché della vittoria di Barack Obama sul suo avversario, il repubblicano McCain.
"Obama e McCain sono due outsider, non i rappresentanti di un potere consolidato: due corpi estranei conficcati nei rispettivi partiti [...] La miglior dimostrazione che, pur con tutti i suoi problemi, quella americana rimane una democrazia viva e vitale"
L'inchiesta di Wuz: - La vittoria di Barack Obama >>>
Parole, parole, parole... quante parole si stanno spendendo per raccontare le figure dei due candidati alla presidenza degli Stati Uniti! Forse mai come questa volta le elezioni americane sono al centro dell'attenzione del mondo intero. Siamo a una svolta epocale? Le idee dei due protagonisti sono così differenti? La vittoria dell'uno significherà la sconfitta totale del programma dell'altro? Quanto invece le due linee politiche rappresentano le convergenze parallele che noi abbiamo ben conosciuto in passato? McCain è un pirata? Obama un nostalgico dell'URSS?
Per giudicare bisogna conoscere e per conoscere non bastano le analisi ma è meglio andare alla fonte. Ecco dunque, in questo piccolo volume, le voci originali dei due candidati espresse nei loro programmi pubblicati sulla rivista di politica internazionale Foreign Affairs. "Se dalle storie dei pretendenti alla Casa Bianca, dalle considerazioni sul loro temperamento, passiamo ai programmi, le differenze appaiono molto meno radicali, soprattutto agli occhi di un europeo - scrive Massimo Gaggi nella Prefazione - Alla fine tutti e due lamentano il declino, sotto l'amministrazione Bush, di una nazione che continuano a consiedare eletta e di cui vogliamo ripristinare la leadership planetaria."
 | McCain un pirata senz'anima?
 | Interessanti i confronti in politica internazionale (centrale la questione della guerra in Iraq) ma è soprattutto in ambito interno che le idee dei due candidati divergono:
McCain rimane un fautore della ricetta liberista e dello "stato minimo", secondo una linea simile a quella di Bush sia sulle tasse che sul "free trade", oltre che sulla sanità e sul sistema pensionistico (Social Security) ed ha un programma di rilancio economico basato dulle agevolazioni alle imprese.
Obama vuole riportare il prelievo fiscale per chi guadagna più di 250.000 dollari l'anno al livello precedente agli sgravi Bush, promette uno sgravio fiscale invece per le famiglie a basso reddito, è contrario alla privatizzazione dei conti del Social Security, e sulla sanità pur non mettendo in discussione il seistema assicurativo, promette di creare più competizione tra le compagnie, mentre, parlando di mercato internazionale, "è difficile immaginare Obama protagonista di una svolta protezionista".
 | Obama un pericoloso comunista?
 | Insomma "una presidenza McCain non somiglierebbe certo a un governo Obama, ma sarebbe anche radicalmente diversa dalla gestione Bush" sotto diversi profili: ambiente, ruolo dello stato, ruolo delle grandi corporation e sanità.
È sul piano interno che si gioca prevalentemente la partita. E in quest'ambito i due protagonisti hanno indubbiamente impostazioni ideologiche diverse, ma "non è detto che gli effetti pratici delle due terapie sino diametralmente opposti". Leggere per credere.
Traduzione di Adele Oliveri
Le prime pagine
Prefazione di Massimo Gaggi
Il bianco e il nero, il vecchio e il giovane (mai tra i due contendenti per la Casa Bianca c'erano stati venticinque anni di differenza), il senatore repubblicano a digiuno di internet che da qualche mese ha imparato a entrare nei siti di informazione politica ma non ha mai inviato una e-mail in vita sua e il democratico che ha dimostrato di saper meglio padroneggiare il web, comprese le sue realtà più avanzate: le reti sociali. E, ancora, l'eroe del Vietnam, il pilota abbattuto col suo jet sul ciclo di Hanoi, il discendente di una dinastia di ammiragli, contro il ragazzo che, dopo una gioventù studiosa e scanzonata come tante - buon cur-riculum universitario, niente servizio militare, discreto uso di droga e qualche abuso di alcol da lui stesso confessati nell'autobiografia - si dedica all'assistenza sociale e poi alla politica locale a Chicago.
 | New York Observer - "Be Logical, Captain"
 | A un primo sguardo John McCain e Barack Obama non potrebbero essere più diversi. Una diversità che riflette soprattutto campagne elettorali ampiamente concentrate sulla straordinaria avventura umana dei due personaggi. Differenti i percorsi, ma diversissime anche le psicologie. Obama, l'oratore ispirato che fa sognare le folle è, in realtà, un politico che calcola tutto, che non si fa mai sorprendere, che tiene la sua emotività sempre sotto stretto controllo. Suscita emozione negli altri, ma lui non si emoziona mai. E non si indigna nemmeno davanti agli attacchi più duri alla sua persona o alla sua famiglia. Li considera un fatto politico al quale dare una risposta politica. Il vecchio, navigatissimo McCain è, invece, uno che ha ancora lo spirito giovanile del pilota dei caccia della us Navy, uno che ama rischiare, stupire, sorprendere con mosse controcorrente. Lo ha ampiamente dimostrato scegliendosi la Palin come vice. Uno che promette di essere un "commander in chief" affidabile, esperto, responsabile, ma poi si rivela allergico a tutti gli schemi studiati a tavolino che spesso liquida con un vecchio motto dei militari: "Nessun piano resiste al primo scontro col nemico".
© 2008, Feltrinelli
Manifesti per la nuova America – John McCain, Barack Obama 115 pag., 8,00 € – Edizioni Feltrinelli 2008 (Nuova serie Feltrinelli) ISBN 978-88-07-71033-9
| 27 ottobre 2008 | | Di Giulia Mozzato |
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