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Recensione

Il pornografo di Vienna copertina

Il pornografo di Vienna di Lewis Crofts

"Come si è detto, sfortunatamente non ci sono prove di maltrattamento nei confronti di nessuno dei bambini. Perciò io la condanno, Egon Leo Adolf Schiele, di anni ventuno, celibe, residente in Buchberggasse 29, proprietà della famiglia Gierlinger, per il reato di diffusione di opere immorali, alla pena massima prevista dalla legge imperiale: quattro settimane. In aggiunta a questo, proclamo una pubblica censura nei confronti della sua opera. Inoltre i centoventiquattro lavori incriminati confiscati nel suo alloggio verranno distrutti."

Enfant prodige, enfant maudit: si adattano bene entrambe le definizioni al pittore austriaco Egon Schiele, protagonista della biografia romanzata Il pornografo di Vienna scritta dal giovane inglese Lewis Crofts. Perché Egon, nato nel 1890 in una cittadina vicino a Vienna, era ancora bambino quando disegnava treni su ogni possibile foglio. 
Suo padre era un direttore delle ferrovie regie e quella sarebbe stata anche la carriera a lui destinata, ma Egon aveva altro in mente: l’ingresso all’accademia, prima di tutto, e poi, soprattutto, dipingere, dipingere forsennatamente corpi nudi che parevano completamente privi di pudore, oscenamente ammiccanti, con il sesso in vista. Diventare, neppure ventenne, l’enfant maudit della pittura, tra colori, donne e gozzoviglie.

Ci viene in mente un altro famoso trasgressore, leggendo il romanzo di Lewis Crofts- Oscar Wilde. Ad un certo punto del romanzo Crofts fa dire ad uno dei suoi personaggi una variante pittorica dell’ aforismo di Wilde, ‘Non esiste un libro morale o immorale. I libri sono ben scritti o mal scritti’ - anche i quadri, o sono ben dipinti o mal dipinti. E, sempre citando Wilde, ‘Vizio e virtù sono per l’artista materiali per l’arte’. 
Anche Schiele conoscerà la prigione come Oscar Wilde. Per motivi diversi, pur se sottilmente simili in termine di vizi: aver molestato delle bambine (verrà provato che era falso) e aver lasciato in vista dei quadri ‘troppo’ rivelatori. Questo era vero, ma era la base dell’accusa che andava discussa.


l'amante Wally

Che cosa rappresentavano quei quadri se non la vita stessa? Quella che pulsava nei vicoli di Vienna, che si offriva su letti dalle lenzuola sporche, di nascosto da mogli a cui non si possono fare le stesse richieste. 

Vienna ha due facce; tutta la società ha due facce, come Egon Schiele allo specchio nei numerosi autoritratti. 
Una perbenista che indossa come una maschera quando grida allo scandalo, e una che mette su quando acquista i quadri in cui si riconosce- per nasconderli. 
Lui, il giovane Egon dai capelli sempre arruffati, con le ambizioni di eleganza che si rivelano nei colletti che si ritaglia nella carta, è incurante di tutto

Fatta eccezione per un breve periodo in cui sente l’influenza di Gustav Klimt, il grande maestro di parecchio più anziano, Egon continuerà a dipingere donne con i capelli color mogano, che si assomigliano tra di loro e che sono simili alla sorella Gertrude (Crofts ci lascia indovinare quello che i quadri suggeriscono, una relazione incestuosa) e alla giovanissima modella Wally, che Egon ha ricevuto in regalo da Klimt e che - pure lei - assomiglia a Gertrude. 


la moglie

Se Klimt allunga le figure dei corpi, le ricopre d’oro sublimando l’eros, Egon Schiele sembra a volte spezzare gli arti delle modelle - o di se stesso negli ossessivi autoritratti -, o comunque spoglia le donne, le lascia con le calze, accentua il rosso dei capelli, dei capezzoli, del sesso. È un ‘piacevole disgusto’ quello suscitato dai suoi quadri - come scrive Crofts in un colorito ossimoro. 
Fa parte della bravura di Lewis Crofts, l’essere riuscito a scrivere un romanzo che trasporta vividamente in parole le immagini e i colori dei quadri di Schiele. Non solo. Perché ne Il pornografo di Vienna, seguendo i passi della vita di Schiele, rivive tutta un’epoca sulla soglia del disfacimento, rappresentata metaforicamente dalla sifilide che distrugge i corpi e la mente dei genitori dello stesso Schiele. 
In attesa della morte che brandisce una duplice falce - una che uccide con le armi della prima guerra mondiale (una carneficina, a cui Schiele riesce a sfuggire) e una che colpisce con la pandemia della cosiddetta ‘spagnola’: una seconda carneficina in cui restano vittime sia il pittore sia la moglie - la signora così per bene che aveva apportato un cambiamento quasi radicale nella vita di Schiele. 
È il 1918: si apre un’altra era. Forse Schiele non era un pittore maledetto. Forse era un precursore.

Titolo originale: The Pornographer of Vienna
Traduzione di Pietro Formenton


Le prime pagine

                                                                             1

                                                                      Inizi e fini


   Durante la luna di miele a Trieste, Adolf attaccò alla moglie la sifilide. Nella loro prima notte, fianco a fianco tra le logore lenzuola di una stanza d'albergo, lui si allungò per spegnere la lampada a gas, lasciando Marie nel buio più assoluto. Il suo ansimare si fece più vicino, mentre pollice e indice artigliavano il petto ricamato della camicia da notte di lei, che inarcò la schiena per allontanarsi dal marito, ispettore delle ferrovie. Marie si liberò dalle coperte, scappando fuori dalla stanza e lungo il corridoio fino al bagno comune, dove si sedette sul bordo di una vasca da bagno di rame, le gambe incrociate e la camicia da notte abbottonata fino al collo. Quella prima sera, Adolf seguì la sua sposa e bussò alla porta del bagno, sussurrando preghiere attraverso la fessura nel telaio. La seconda sera supplicava Marie di ragionare e di tornare a letto. Arrivati alla terza sera si mise a sbraitare contro la porta, ordinando a Marie di adempiere ai suoi doveri coniugali, coprendo con le urla i lamenti di lei e le proteste degli ospiti dell'albergo. Adolf non raggiunse mai a letto la moglie dallo sguardo stanco la quarta sera. Dopo cena, senza una parola, la lasciò seduta al tavolo e scese a passeggiare sul lungomare. Nel giro di mezz'ora si era procurato una prostituta e una stanza a un prezzo ragionevole tre portoni più in là dell'albergo dove la novella sposa fingeva di dormire.

Egon Schiele e la sua famiglia



   La mattina seguente, Marie era ancora seduta al tavolo della colazione quando l'esile sagoma di Adolf entrò dall'ingresso principale. Lui la salutò con ironia, portandosi un indice alla visiera del cappello, e proseguì attraverso la hall e su per le scale. Le loro strade non si incrociarono più fino all'ora di cena, quando Adolf riemerse dalla stanza da letto, rinfrancato dalla dormita diurna, e attraversò a grandi passi il ristorante affollato fino al tavolo di lei. Marie aveva aspettato al bar dell'albergo per rutto il giorno, facendo solo occasionali escursioni al bagno del quarto piano, salendo le scale e oltrepassando guardinga la loro stanza nuziale, poggiando l'orecchio sulla serratura per sentire il respiro del marito che dormiva. A cena conversarono. Per la prima volta in quattro giorni si scambiarono sorrisi, parlarono del fascino delle case cotte dal sole sul lungomare, del forte accento del cameriere e degli innumerevoli miglioramenti che avrebbero apportato alla vita borghese che li attendeva al loro ritorno sulle rive del Danubio. Dopo cena, Marie si alzò da tavola e mise la mano in quella di Adolf. Lui sorrise, conducendola attraverso la sala e di nuovo su per le quattro rampe di scale a consumare il loro matrimonio, piantando il seme dell'infezione nel loro amplesso fradicio di sudore.

© 2008, Marco Tropea

Lewis Crofts – Il pornografo di Vienna
318 pag., 16,90 € – Edizioni Tropea 2008 (I narratori)
ISBN 978-88-55-80046-4


L'autore

Lewis Crofts è nato nel 1977 nel Somerset (Regno Unito) e ha studiato Lingue e letterature medievali e moderne al St Catherine’s College di Oxford. 
Dopo aver vissuto in Germania e a Praga, nel 2003 si è trasferito a Bruxelles, dove attualmente lavora come giornalista e scrittore. 
L’interesse per la vita di Egon Schiele è nato nel periodo in cui viveva nella Repubblica Ceca, durante una gita nella cittadina boema che ha dato i natali alla madre del famigerato pittore. 
Sito ufficiale: www.lewiscrofts.com

Leggi l'intervista esclusiva di Wuz >>>



07 ottobre 2008 Di Marilia Piccone

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