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Recensione

Baciami ancora, forestiero copertina

Baciami ancora, forestiero di Pedro Lemebel

"Angelo:
attraverso le gocce di luce su cui scivola il tuo sonno, in caduta libera verso l'abisso che ti sostiene, insinuo la mia pupilla di naufrago per soffiare nella tua anima volatile. Chissà che questo grido nella notte non agiti le piume dei tuoi occhi, e tu ti svegli e non ti trovi più. Chissà che le tue mani non siano fuggite da te per commettere il delitto perfetto. Le tue mani esasperate dalla stretta quotidiana, dal saluto obbligato, dal sudore ipocrita, dal gesto compiacente."


Racconti brevi, rapidi, dissacranti, come saette di libertà e di denuncia.
Un viaggio rock-melodico dal Nord al Sud del Cile, sino a Cuba, in compagnia dello stesso Lemebel, per scoprire mondi sommersi, crudeli, piumati.

Davanti al mare di Pisagua è sdraiato Gaston sul suo tappeto volante, con aria vacanziera in un carcere a cielo aperto, per sfuggire alla feroce realtà  “A volte le minoranze elaborano forme alternative di contestazione, usando come arma l’apparente superficialità.”

Una canzone melodrammatica, banale “Perché la città senza te …è solitaria” come unico ricordo e legame a un ragazzo dal candore rivoluzionario della Gioventù Comunista; una canzone che risuona anche dopo la brutalità della dittatura in una Santiago piccola come un fazzoletto, “in cui si viene a sapere ogni cosa e nulla ho più saputo di te.”

Una dama di ghiaccio “con guanti di seta e cucchiaino d’argento” accompagna  notti eccentriche. Una dea senza etica “il suo itinerario è demarcato dall’andirivieni del potere”, una dea senza cuore “il suo bacio è uno sfregamento nasale su labbra di marmo. Giusto l’impulso di un secondo in cui la polvere ti dà l’amaro in bocca e tutto ricomincia…” che seduce i poveri ragazzi sognatori per i quali la mano della legge arriverà senza guanti, anche in una democrazia che tanto democratica non appare.

Un uomo scrive ad un altro uomo lettere d’amore, senza pudori, senza rimorsi, ma solo a voler fissare il momento di passione vissuto, nell’assenza, su un foglio bianco perché  “la verità è scintilla…e questo istante le consentirà per il resto della vita di dire che qualcuno l’amò un solo istante”, come a voler renderlo senza tempo “non tutto si cancella con un dopo, non tutto soccombe nel teatro formale di un addio” .
Le fate ballano Grace Jones, sfoggiano in pista il Jeans Calvin Klein delle bancarelle americane, e  non spengono le luci anche quando le mattonelle del Divine esplodono in lingue di fuoco.
L’arroganza e la superbia di una magistrata, avanzo di un sistema dittatoriale, si impone e si scontra con la globalizzazione, con l’omosessualità, con la tolleranza, come se il passato fosse improvvisamente tornato “mai, dopo la dittatura, mi ero sentito tanto privo di protezione come in quell’occasione. Non ero più tornato a provare il terrore aspro che si sperimentava quando loro erano al potere, quando poteva succederti il peggio e nessuno lo avrebbe saputo, o a nessuno sarebbe importato…”

Una grossa meringa nelle vesti di un aereo giunge sino ai Carabi, sino a Cuba, per inseguire un sogno. Una rivoluzione che si scorge già nell’aria e in aria, ad alta quota, tra il personale di volo ed il rum offerto.Una città, l’Avana, “che si apre come una scatola musicale, come una conchiglia antica che condivide generosa i pizzi neri del suo suono sentimentale”, un’utopia che resiste sui muri, sulle strade, sui volti di chi beffardo risponde ai turisti “sono cubano non posso essere diverso, abbiamo la dignità di guardare liberi”.

Le prime pagine

                                       TAPPETO VOLANTE SUL CAMPO DELL'ORRORE

                                                        PISAGUA SULLE PUNTE

E proprio oggi, quando il Paese è saltato nel futuro con uno zaino pieno di cadaveri che sgocciola la traccia del suo riconciliato progresso. Quando i giorni di spavento sembrerebbero svaporati e rimane indietro nell'ieri l'aureola mestruata di quel tempo. Notti di irruzioni, mattine con camion verde oliva alla porta, in attesa di passeggeri destinati al confino. Verso il Sud, fino a un'isola sperduta sulla carta geografica. Verso il Nord, fino a qualche sezione delle miniere di sai-nitro trasformata in campo di concentramento. E lì, nel momento di abbandonare il passato, la vita familiare e la casa, con la soldataglia che obbligava a partire, con i militi, mitragliette in mano, che spintonavano gli arrestati, i quali, isterici, non sapevano cosa buttare nella valigia dell'esilio. Afferrando il soprabito, la sciarpa e il parka nel caso facesse freddo. Dai, José, vedi di non dimenticarti le medicine. Uhé, Carmen, le siringhe dell'insulina per il diabete. Così pure mutandine, gambaletti e assorbenti per la ragazzuola arrestata al liceo. E nella fretta, senza la minima idea di destinazione o futuro, era difficile capire cosa portare con sé nel bagaglio della prigionia. Soprattutto se uno disponeva solo di una manciata di minuti, pressato dalle grida e dagli spintoni dei soldati intenti ad ammassare militanti di sinistra sotto il telone verde-non-speranza del camion blindato.
La mattina che vennero a cercare Gastón, la sua casa era un ambaradàn di biancheria e pacchetti che le mani biancocarnose del ballerino e coreografo confezionavano e disfacevano. Fotografie, cosmetici, tutine e scarpette da ballo striavano il pavimento, mentre lui, una stella della danza che aveva messo il proprio cuore sulle punte per sostenere il sogno di Allende, pigliava una coperta, buttava un pigiama di seta, sceglieva un gilet, veniva preso dai dubbi di fronte a una camicia sportiva, metteva via scarpe col tacco, gli cadeva uno spazzolino, mentre due militi impazienti lo prendevano di mira col dito sul grilletto. Ma lei ha idea di dove ci porteranno?, domandò Gastón aggrottando le sopracciglia depilate. È un segreto militare che mica le posso dire. E si dia una mossa che abbiamo poco tempo, borbottò il coscritto quasi latrando. Ma io ho bisogno di sapere se si tratta del Nord o del Sud, se fa freddo o caldo, per decidere che vestiti portarmi. Penso che a lei gli tocca il Nord, gli disse seccamente il soldato. Ma in che zona del Nord? Spiaggia o cordigliera? A Pisagua, pare. Allora è spiaggia, sabbia, mare e sole, pensò Gaston afferrando al volo il costume da bagno e un asciugamano.
© 2008, Marcosymarcos

Baciami ancora, forestiero - Pedro Lemebel
149 pag., 13,50 € – Edizioni Marcosymarcos 2008 (Gli alianti)
ISBN 978-88-74-96756-8


L'autore



10 settembre 2008 Di Claudia Caramaschi

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