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HOME | giovedì 24 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Tutto sulla Finlandia |
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| Autore |
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Loe Erlend |
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| Dati |
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233 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 14,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 14,00 |
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| Editore |
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Iperborea |
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| EAN |
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9788870911435 |
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Tutto sulla Finlandia di Erlend Loe"Sono carente di informazioni. È paradossale che io, un creatore di informazione, sia carente di informazioni, ma è così che stanno le cose, concludo, dopo giorni di infruttuoso annotare e meditare e cancellare. Quello di cui ho bisogno sono dati nudi e crudi intorno a cui poter speculare, e questi dati non li posso fabbricare io, non li posso creare nella mia testa, li devo attingere altrove, devo uscire, in altre parole, a procurarmi informazioni."
Siete stati mai in Finlandia? Conoscete quelle terre, quelle città, quei colori, quelle luci? No? Non ha alcuna importanza perché anche il protagonista di questo originalissimo romanzo la Finlandia non l'ha vista mai. Eppure in pochi giorni dovrà scrivere una brochure commissionata dall'ambasciata finlandese su quei luoghi, sui quei paesaggi, su quella gente. Ecco, oltre a non aver mai visitato la Finlandia il protagonista è anche imbevuto di stereotipi sui suoi abitanti, "un popolo di pazzi" che "quando non si tuffano in acque gelide bevono fino a morire", ma queste idee distruttive e negative non possono risultare in un opuscolo turistico rappresentativo delle bellezze di un paese, che invogli i norvegesi a visitarlo!
E dunque il nostro amico (perché ormai a questo punto è di certo diventato tale) deve arrabattarsi a cercare, oltretutto in brevissimo tempo, informazioni positive sui finlandesi, sulle loro abitudini, sulle piacevolezze del loro paese, insomma validi e testimoniati motivi per cui i suoi connazionali dovrebbero recarsi in Finlandia in vacanza.
È l'idea, molto divertente, attorno alla quale si attorciglia un romanzo in realtà più complesso. Un romanzo psicologico in cui seguiamo i contorcimenti mentali del protagonista, entriamo nelle anse del suo cervello e nelle ansie del suo animo. Un romanzo tipicamente "nordico" (non in senso classico, sto pensando al finlandese Paasilinna, per esempio, o allo svedese Mikael Niemi ), ma che assume tutta l'originalità che può dargli un autore quarantenne con i piedi ben piantati nella contemporaneità.
Scrive Nicola Lecca nella sua bella Postfazione a proposito del protagonista: "Noi viviamo con lui: ci lasciamo letteralmente prendere dai suoi ragionamenti e, a mano a mano che lo vediamo allontanarsi dalla normalità della nostra vita, continuiamo comunque a sentirlo vicino: perché, ormai, siamo entrati in confidenza con il suo modo di pensare e di ragionare."
Entriamo in confidenza con le sue paure e con le sue passioni (persino con un amore), con le manie e con le sorprese, con le inquetudini, le intolleranze e il bisogno di certezze, di solidità contro un universo acquoso, liquido, in continua trasformazione che alla fine lo ingloberà nel suo mare, tutto sommato piacevole, di imprevedibilità.
Titolo originale: Fakta om Finland Traduzione di Giovanna Paterniti
Le prime pagine
Sogno acqua, di nuovo. Sogno che l’acqua è sopra di me e dentro di me e intorno a me, che scorre e scroscia e gocciola, e ho sentito dire che sognare acqua significa cambiamento, e ogni volta che sogno acqua penso: maledizione, ancora cambiamento. Non finirà mai? E per il terzo anno di fila mi portano via la macchina durante le grandi pulizie primaverili della capitale. Per il terzo anno di fila la mia Citroën rossa di fine anni Ottanta si trova in fondo alla Seilduksgata proprio quando gli addetti del Comune arrivano per lavare e spazzare le strade in modo che gli abitanti della città ed eventuali visitatori possano godersi la festa nazionale del 17 maggio, nonché i giorni successivi. Sono sicuro di aver parcheggiato la macchina a regola d’arte. Quest’anno come l’anno scorso. E l’anno prima ancora. Ma soprattutto quest’anno. Se ne sta lì, fiduciosamente parcheggiata senza dare fastidio a nessuno. Anzi, sono convinto che è un parcheggio esemplare, quasi perfetto. L’ultima volta che ho usato la macchina, più o meno una settimana fa, ho guidato tranquillamente fino in fondo alla via, ho trovato un posto e l’ho accuratamente infilata in retromarcia. Poi sono rimasto lì ancora un po’ per finire di ascoltare un programma della radio inglese, generosamente ritrasmesso da NRK Notizie, su un ricercatore che era stato condannato per non aver trattato i suoi topi con il dovuto riguardo e, privato dei topi che gli avevano sequestrato, era rimasto indietro di anni nelle sue ricerche sulla ricostruzione di tessuto cerebrale danneggiato. Solo dopo che il ricercatore, i topi e il sistema giudiziario britannico si erano presi una bella strigliata e il programma era finito, e io mi ero assicurato che le ruote dell’auto fossero ben accostate al marciapiede, avevo spento il motore ed ero sceso. Ricordo che ero incredibilmente soddisfatto di aver trovato posto proprio lì. L’asilo di fronte era giusto quel tantino troppo lontano perché i bambini riuscissero a tirare sassi contro l’auto, e l’incrocio sbarrato, dove vengono lasciati i carrelli per la consegna dei giornali, che la rende una via senza uscita, era anche quello a una distanza sufficiente da farmi sentire sicuro che ai distributori di quotidiani non sarebbe mai venuto in mente di graffiarmi la carrozzeria con le loro varie chiavi quando passano canticchiando all’alba, mentre i proprietari dormono senza alcuna possibilità di vegliare sulla sorte delle loro macchine che se ne stanno lì sole solette nella penombra del mattino. Quando torno a riprendere l’auto, non c’è più. Orribile visione. Nel posto dove avevo lasciato la mia ce n’è un’altra, e per il terzo anno di fila il mio primo pensiero è che me l’hanno rubata, qualcuno se l’è presa, ha forzato la serratura, collegato i cavi e se l’è filata alla grande. Un semplice furto di pronto uso, suppongo. Qualche drogato che si sarà messo in testa di spostarsi in un’altra zona della città, senza dubbio alla ricerca di qualcuno cui sia avanzata una dose, e così è passato davanti alla mia auto e con quel suo cervello irrazionale ha pensato che guidare è più comodo che camminare, si va così veloci in macchina e così piano a piedi, di per sé anche un buon punto, a dire il vero, e così ha rotto un finestrino e il resto ognuno se lo può immaginare come gli pare e piace. Comunque sia, il fatto è che la macchina non c’è più. Sarà da qualche altra parte, disicuro parcheggiata male e con la batteria scarica, perché quel farabutto, o farabutti, l’avrà lasciata lì con i fari accesi, con tutta probabilità nella parte ovest della città, o magari anche in quella est. Di questi tempi ormai si fa uso di quegli stimolanti del sistema nervoso un po’ ovunque. Non è facile indovinare dove sarà andata a finire.
© 2008 Iperborea
Erlend Loe - Tutto sulla Finlandia 234 pag., 14,00 € - Edizioni Iperborea ISBN 978-88-7091-143-5
| 31 luglio 2008 | | Di Giulia Mozzato |
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