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RECENSIONE

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Titolo Cina. Viaggio nell'impero del futuro
Autore Gifford Rob
Dati 377 p., ill., brossura
Prezzo € 20,00
Prezzo IBS € 17,00
Editore Neri Pozza
Collana Il cammello battriano
EAN 9788854502499
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Cina. Viaggio nell'impero del futuro di Rob Gifford

"Così i cinesi cominciarono a staccarsi dalla propria cultura e dal proprio modo di definirsi culturalmente, per cominciare a pensarsi più in termini di stato-nazione, all'europea. I classici confuciani e migliaia d'anni di storia cinese sostenevano che la Cina era il centro del mondo e i cinesi una razza superiore. Le sconfitte militari e gli umilianti trattati imposti al paese nel diciannovesimo secolo smentirono e smantellarono queste certezze."

È una strada lunga quattromilacinquecento chilometri quella attraverso la quale, con l'autore,  attraversiamo la Cina, un paese che sta subendo trasformazioni così rapide e dalle conseguenze internazionali così rilevanti, che spiazza e colpisce sia i cinesi stessi che il resto del mondo.
È la Strada Madre della Cina che va da Shanghai al confine col Kazakistan. Lungo questa strada, che un tempo era attraversata da carovane di cammelli,  ora si possono vedere migliaia di cinesi in cammino, anzi milioni. Si è calcolato che  centocinquanta-duecento milioni di persone  in questi ultimi anni si siano spostate dai villaggi natali nelle città per cercarvi lavoro: la più grande migrazione nella storia dell'umanità.
"La storia incombe sulla Cina", dice l'autore eppure "sembra che la storia ingeneri una certa tensione nella testa della gente".
Terra di grandi invenzioni che hanno rivoluzionato la storia mondiale (la carta, la stampa, la polvere da sparo, la bussola), e di molte altre tecniche che tutto l'Occidente ha sfruttato, precipitata in quello che gli storici hanno definito il "secolo di umiliazione", il Novecento, oggi la Cina è il polo economico più importante del mondo.

Ed ecco che rapidamente ripercorriamo, strada facendo, anche le vicende che hanno  fatto sì che la Cina venisse da alcuni vissuta come un pericolo e da altri come un modello: la Rivoluzione di Mao.
I tanti anni attraversati dalla rivoluzione ormai sono alle spalle: oggi il nuovo dio, il nuovo mito è il progresso scientifico e tecnologico che la laicità ereditata dalla rivoluzione maoista svincola anche da remore morali o religiose.

Ma c'è un tarlo in questa perfetta organizzazione del lavoro, un male minaccioso che in Occidente non pensiamo mai riguardare anche la Cina: l'Aids. Certamente l'epidemia non sta mietendo vittime come in Africa, ma le Nazioni Unite stanno mettendo in guardia perché, vista la densità di abitanti, i prossimi anni possono essere determinanti per contenere o far espandere in modo preoccupante il virus. Una delle città visitate lungo il percorso ha una densità di malati spaventosa. La causa? gli abitanti erano stati sollecitati a donare il loro sangue in cambio di una buona somma di denaro: l'Aids ha trovato così un veicolo facile e diffuso per espandersi.

Ma oltre alla malattia, alcune aree del Paese sono ancora vittime di un altro flagello: la povertà. Alla povertà si aggiungano altri problemi, la carenza d'acqua nel Nord (inoltre molta di quella disponibile è inquinata), e la mancanza di donne per i ragazzi con cui sposarsi.  Tante ragazze negli anni passati  abortivano o  sopprimevano le figlie femmine e oggi  mancano le giovani donne con cui potersi costruire una famiglia. Per questo molti dalle campagne del Nord emigrano in città.
Ma il libro è così ricco di notizie e di informazioni in particolare sui prodigiosi cambiamenti degli ultimi anni che è arduo cercare di citarne solo alcuni: tutti creano complessivamente il quadro di un universo in espansione e in evoluzione rapidissima. Ed è proprio la rapidità sconcertante che colpisce il viaggiatore. Tutto si fa in fretta, le case, le strade, le ricerche, tutto sembra cambiare sotto i nostri occhi e forse qui in Occidente non riusciamo neppure a capire del tutto la portata di  questa trasformazione , di questa nuova rivoluzione. Forse per la prima volta possiamo davvero dire: la Cina è "troppo" vicina.

Le prime pagine

                                                                     Introduzione
                                                                    Strada madre


La strada nera e logora si scaglia nel deserto come una freccia, che finisce poi per incagliarsi in una modesta scarpata rocciosa che emerge dal paesaggio lunare della gialla boscaglia del Gobi. Gli spuntoni di roccia formano una gola che delimita la strada alla sua prima curva dopo circa centosessanta chilometri di rettilineo. A questo punto il viaggiatore si ritrova in un paesino che dall'autostrada non si vedeva nemmeno. La gola da il nome alla cittadina: Xingxingxia, che in italiano suona appunto più o meno come Gola Stellata.
Gola Stellata è un buco di posto con solo qualche centinaio di abitanti. Rifocilla camionisti, autobus a lunga percorrenza e l'eventuale folle viaggiatore che decida di attraversare via terra il deserto del Gobi. La cittadina deve la propria esistenza a un piccolo pozzo d'acqua potabile, l'unico nel raggio di chilometri, che per secoli ha dissetato gli uomini e le bestie che percorrevano questo ingrato tratto dell'antica Via della Seta. Xingxingxia (pronuncia Scin-scin-scia) segna l'ingresso del viaggiatore in quello che una volta era chiamato Turkestan, ma che adesso è la regione cinese dello Xinjiang. La gola e un grande casello autostradale sono gli estremi, rispettivamente a est e a ovest, entro i quali è compreso questo malconcio ammasso di parcheggi per camion, case, e un'imponente stazione di servizio. Il tutto stagliato contro il blu del ciclo dell'Asia Centrale e sbucato dal nulla sullo sfondo della riarsa terra desertica. Il sole picchia così forte che quasi scioglie l'asfalto, e io sono qui, sul ciglio della strada, in cerca di un passaggio.
Non si tratta solo di una vecchia strada. È la Strada Madre della Cina, si chiama Route 312. L'ho percorsa in autobus, camion e taxi, partendo da Shanghai, dove ha inizio, fino a più di tremila chilometri a est di qui. Vicino all'antica città di Xi'an, la strada si raccorda con quella della vecchia Via della Seta, che in tempi remoti attraversava il deserto del Gobi, passando per Gola Stellata, fino all'Asia Centrale, continuando poi verso ovest fino a giungere in Persia e in Europa. Sono più o meno a due terzi del mio viaggio di quattromilacinquecento chilometri; ne ho ancora millecinquecento per arrivare al termine, il confine cinese col Kazakistan.


L'autore



Rob Gifford
ha visitato la Cina per la prima volta nel 1987, quando era uno studente ventiduenne di lingue.
Negli ultimi venti anni vi ha trascorso la maggior parte del suo tempo studiando e lavorando come reporter.
Dal 1999 al 2005 è stato corrispondente da Pechino per la National Public Radio e ha attraversato la Cina e il resto dell’Asia come reporter per Morning Edition e All Things Considered.
Dirige ora la National Public Radio a Londra.



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28 luglio 2008 Di Grazia Casagrande


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