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RECENSIONE

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Titolo Senza via di scampo
Autore Simenon Georges
Dati 173 p., brossura
Prezzo € 18,00
Prezzo IBS € 18,00
Editore Adelphi
Collana Biblioteca Adelphi
EAN 9788845922916
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Senza via di scampo di Georges Simenon

"Vladimir aveva sempre l'impressione che se si fosse voltato avrebbe scorto il largo sorriso di Blinis, i suoi occhi da fanciulla..."

Nei romanzi di Simenon non c'è mai il "buono", il personaggio per cui parteggiare, la figura che si possa contrapporre degnamente al mondo "cattivo": tutti, ma proprio tutti hanno qualche cosa da espiare, qualche peccato inconfessabile, qualche bassezza compiuta, qualche  volgarità gratuita.

In Senza via di scampo, questo approccio letterario è quasi esaperato perché i personaggi principali, Vladimir, Jeanne, gli ospiti della "vecchia", sono veramente individui spregevoli.
Forse si salvano il giovane e sfortunato Blinis, il ragazzo amico di Vladimir che lavora sulla lussuosa barca di Jeanne, che viene incastrato con l'accusa di furto e licenziato, e la figlia della stessa padrona di casa, Hélène che, pur apparendo raramente e quasi mai in dialogo con altri, in realtà è il vero motore della storia.

Vladimir è una specie di tuttofare: e la parola va presa alla lettera. Si ubriaca con Jeanne, va a letto con lei, ma si occupa anche della barca e della casa, una grande villa sulla Costa Azzurra.
Amareggiato, avido, opportunista, falso e spregiudicato: un individuo da cui guardarsi.  In effetti provocherà grandi guai, una vera e propria tragedia, proprio quando è toccato da un sentimento positivo, cosa del tutto inedita per lui, cioè dalla silenziosa passione per la giovane Hélène.


Jeanne, la "vecchia", la padrona di casa, nevrotica e alcolista, non sembra salvarsi proprio mai. Usa in ogni modo il suo potere economico, tratta ospiti e servitù con pari disprezzo, ignora praticamente la figlia che in cambio sceglie di starle lontana il più possibile, isolandosi sulla barca ormeggiata vicino alla grande villa. La sua complicità con Valdimir è basata sul bere e sul sesso, ed è comprata come qualsiasi altra compagnia di cui sente un bisogno nevrotico. Ospiti che disprezza e da cui è circondata solo perché ne traggono un evidente vantaggio, ma che non nutrono per lei nessun affetto (e come sarebbe possibile?).


E poi c'è Blinis, il ragazzo russo amico di Vladimir che lavora (e lo fa con sincero entusiasmo) nella grande barca di proprietà della "vecchia". Il suo viso da ragazzino, il sorriso sempre pronto lo rendono simpatico e lo sarà ancor di più quando lo vedremo vittima di un complotto ai suoi danni.
Personaggio interessante, sempre in ombra, è la figlia di Jeanne, Hélène. La ragazza, come si saprà nel corso del romanzo, è andata a vivere dalla madre alla morte del padre, un uomo onesto e non certo abbiente. Proprio il suo atteggiamento schivo le impedisce di frequentare l'entourage della madre e di condividere il suo stile di vita. Unico interlocutore, unico a strapparle un sorriso è il giovane Blinis che sarà anche causa indiretta della deriva tragica del romanzo.


Non raccontiamo l'episodio centrale della storia per non togliere al lettore il piacere di una trama intrigante, si vuole solo sottilineare come entri nell'immaginario di Simenon un'ipotesi mai prima percorsa: quella dell'espiazione. Sarà questo il bisogno incontenibile, l'esigenza pressante che farà compiere gesti clamorosi a Vladimir, sarà anche la sua rovina, la strada verso l'inferno.

Le prime pagine


Solo a giochi fatti, è ovvio, le ore assumono tutta la loro importanza. Quell'ora, sul momento, aveva il colore del ciclo, un ciclo uniformemente grigio: in basso, dove correvano nubi spinte dal vento dell'Est, in alto, dove si intravedevano riserve di pioggia per giorni e giorni.
Ormai la gente non aveva neanche più la forza di lamentarsi e di notare che quella era la domenica prima di Pasqua. A che cosa sarebbe servito? Andava avanti così da mesi! E da mesi i giornali parlavano di inondazioni, smottamenti e frane!


Meglio alzare le spalle e starsene zitti, come Pastore, il vicesindaco, che - piazzatesi davanti alla porta con le mani in tasca e la schiena curva - guardava dritto davanti a sé.
Erano soltanto le dieci del mattino. A quell'ora, il vicesindaco non si era ancora vestito di tutto punto. Era sceso così come stava, infilandosi sopra la camicia da notte un vecchio paio di pantaloni e una giacca, e con i piedi nudi nelle pantofole gialle di capretto.


Dietro il banco, Lili lavava i bicchieri e li riponeva sulla mensola, mentre Tony, il pescatore, semisdraiato sulla panca in similpelle, ne seguiva i gesti con lo sguardo senza nemmeno rendersene conto.
A ogni raffica di vento l'insegna ritagliata nel metallo dondolava con un cigolio e l'acqua inondava la zuppa di pesce dipinta a colori vivaci che sovrastava la scritta « Da Polyte ».


Polyte, naturalmente, era arrabbiatissimo! Neanche lui si era ancora vestito, e neppure lavato. Con gesti bruschi ricaricò la grossa stufa che avrebbe dovuto essere spenta già da due mesi. Quindi andò in cucina, un gradino più in basso, e si mise a spostare secchi e tegami.
«Non è oggi che benedicono i ramoscelli d'ulivo?» chiese il vicesindaco quando presero a suonare le campane della chiesa di Golfe-Juan.
Stava giustappunto passando una vecchia vestita di nero da capo a piedi, china sotto l'ombrello, con un messale in mano.
« Non è il giorno dei ceri, piuttosto?» sospirò Tony senza muoversi.
«Quali ceri?».
«Quand'ero chierichetto...».
«Non mi dirai che sei stato chierichetto, tu! ».
« Cosa c'è di strano? Ora che ci penso, mi viene in mente un grosso cero in cui il parroco piantava dei chiodi... ».
«Te lo sarai sognato! » borbottò il vicesindaco, che nella sua memoria non trovava niente del genere.


Davanti a lui, nel porto di Golfe-Juan, le barchette danzavano, tutte ormeggiate a pochi metri dal molo, con la prua al vento. Soltanto molto più in là, dove non era più riparato da Gap d'Antibes, il mare era così agitato che sembrava emanare fumo.
« Io invece il cero me lo ricordo... » intervenne Lili, a cui nessuno pensava più.


© 2008, Adelphi

Georges Simenon – Senza via di scampo
Titolo originale: Chemin sans issue
Traduzione di Eliana Vicari
173 pag., 18 € – Edizioni Adelphi 2008 (Biblioteca Adelphi)
ISBN 978-88-45-92291-6


L'autore



24 luglio 2008 Di Grazia Casagrande


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