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HOME | domenica 27 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Il podio celeste. Storia dell'educazione fisica e dello sport in Cina |
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| Autore |
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Angelini Pietro; Mamone Germana |
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| Dati |
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208 p., ill., brossura |
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| Prezzo |
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€ 14,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 6,30 |
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| Editore |
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Nuovi Equilibri |
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| EAN |
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9788862220293 |
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Il podio celeste. Storia dell'educazione fisica e dello sport in Cina di Pietro Angelini e Germana MamoneUno dei grandi maestri di arte marziale, Chen Weiming, dice "Nell'uso delle mani non si deve usare la forza". Parare, tirare, spingere e appoggiare, sono i quattro movimenti base delle mani e nessuno prevede l'uso della forza. La loro efficacia dipende dall'equilibrio e dalla distribuzione del peso corporeo, dal movimento del corpo e dalla coscienza che si ha nel "cercare l'energia dell'avversario".
Forse è troppo ambiziosa la pretesa di racchiudere in un volume cinquemila anni dello sport in Cina, ma si deve dare il merito ai due autori di aver saputo tracciare in modo chiaro delle linee precise che, sicuramente, permetteranno ai lettori di seguire un tracciato storico in cui l'elemento sport funge, in un certo senso, da cartina di tornasole. La pagina di Prefazione firmata da Wang Guo Shun, docente di Medicina Tradizionale cinese all'Università di Pechino, è molto interessante, prima di tutto perché in poche parole indica il passaggio fondamentale dalla Cina arcaica, in cui alle donne venivano fasciati i piedi perché restassero minuscoli e quindi si rendeva impossibile la loro partecipazione a qualsivoglia sport, a quella moderna attraverso la rivoluzione di Mao. Quindi perché viene sottolineato l'impegno colossale messo in atto per preparare al meglio le prossime Olimpiadi di Pechino.
Se la mattina presto si fa una passeggiata nel grande parco di Pechino, si potranno vedere migliaia di cinesi, fare strani esercizi ginnici: li vedremo camminare all'indietro, starsene appesi agli alberi, battersi gambe e braccia con un mestolino...
E poi c'è chi gioca a badminton, coppie improvvisate che ballano un tango, un walzer, un mambo: ricordiamoci che sono solo le sette di mattina e che in ogni luogo della Cina, ufficio, fabbrica, cortile, scuola, si sta svolgendo l'identico rituale, proprio per sconfiggere quella che anticamente era la definizione data alla Cina, "il malato dell'Asia".
L'influenza di Confucio sulla società cinese ha scoraggiato l'idea della competizione fra gli uomini, "ponendo l'accento sul concetto di armonia e non di conflitto". In più gli sport antichi erano appannaggio dei soli nobili, dovendo il popolo trovare ogni mezzo per sopravvivere (l'aspettativa di vita era di poche decine di anni). Così, a metà dell'Ottocento, l'arrivo degli sport occidentali vide la fine di quasi tutti quelli tradizionali. "Solo con Mao Zedong che il discorso sul corpo in Cina entra definitivamente nella sua fase moderna" e così queste Olimpiadi, vetrina mondiale della Cina più moderna, sono oggi il risultato di una diversa e controversa nuova "rivoluzione culturale".
La prima partecipazione della Repubblica Popolare Cinese a una Olimpiade è quella a Lake Placid, giochi invernali del 1980, ma le prime medaglie d'oro arrivarono a Los Angeles nel 1984. La più recente conquista è la medaglia d'oro di Liu Xiang nella finale dei 110 metri a ostacoli nell'ultima Olimpiade di Atene. L'atleta è anche il migliore risultato del sistema sportivo denominato "del Drago", così come lo è il giocatore di basket, il gigante buono, Yao Ming.
Soffermiamoci però un momento sugli sport tradizionali cinesi, le arti marziali. La loro origine è antichissima, sono collegate a movimenti filosofici quali il Taoismo e il Confucianesimo, e non furono mai patrimonio solo dei nobili. Queste arti implicavano anche una conoscenza approfondita del corpo umano, si sapevano i 22 punti vitali del corpo da cui può dipendere la vita o la morte dell'uomo e alcuni di questi anche nelle arti marziali vengono indicati con i nomi dell'agopuntura.
Gli autori raccontandoci la storia dello sport, in realtà tracciano un quadro storico della Cina molto interessante perché chiaro e perché permette, a noi dominati da uno studio della storia eurocentrico, di allargare un po' le nostre conoscenze.
Si viene poi a scoprire che il gioco del calcio è nato proprio in Cina (così afferma la FIFA), e la cosa è documentata nel testo di uno storico cinese vissuto tra il 145 e il 190 a.C.
Il polo divenne in epoca Tang (618-907 d.C.) lo sport più polare, e sotto i Ming non vanno dimenticati i "monaci guerrieri".
Intorno all'anno Mille dell'era cristiana la Cina procedeva verso la modernità e nella riorganizzazione dello Stato chi sceglieva "di percorrere la carriera di funzionario statale doveva prepararsi a una vita di atleta della mente". Leggere, studiare, pensare, ma diventando fisicamente sempre più debole. Proprio nel X secolo possiamo porre la data d'inizio della barbara abitudine della fasciatura del piede delle donne, perché la lunghezza ideale, "il loto d'oro dei tre pollici" non doveva superare i dieci centimetri. Questa violenza sul corpo femminile tolse da ogni sport per mille anni tutte le donne.
Bisogna arrivare al 1915 perché esplodesse lo scandalo: un gruppo di giovani donne si esibì a piedi nudi normalmente sviluppati in danze ed esercizi. La liberazione delle donne iniziò dai piedi e proseguì con la testa: nel 1920 le donne furono ammesse per la prima volta all'università...
Il libro poi prosegue raccontando le varie partecipazioni cinesi alle Olimpiadi, il peso che ebbe il maoismo in questo ambito, e l'importanza dell'influenza sovietica nello sport, la Rivoluzione Culturale...
Uno spazio a sé è data a quella nota come "la diplomazia del ping-pong" che riaprì le relazioni tra Usa e Cina.
Oggi è l'economia a fare da collante e sono gli interessi a collegare Cina a Occidente e così questa Olimpiade che si svolgerà a Pechino rappresenta l'apoteosi dello sviluppo tecnologico e del successo di un ciclo politico che ha inglobato tanti elementi (in genere quelli più aggressivi) del capitalismo senza mai trascurare gli elementi repressivi del proprio sistema.
Le prime pagine
Prefazione
Questo libro raccoglie con accurata sapienza le vicende storiche che hanno costituito la storia dello sport in Cina dall'antichità fino a oggi. Esso ci mostra le vicende che hanno permesso l'evoluzione del corpo dei cinesi, un tempo definiti il "malato dell'Asia", fino ad arrivare all'odierna immagine dell'eroe sportivo nazionale.
Nel periodo delle prime dinastie cinesi, durante i Qin e gli Han, in Cina esisteva una cultura fisica già raccontata da Confucio nei documenti storici: il Wushu, i Cento Giochi e le pratiche di allenamento interno del Daoyin. Sin dall'antichità venivano applicati a queste pratiche i princìpi del Classico dei Mutamenti e del Nutrimento della Vita della scuola taoista. Durante il periodo Tang e Song, il principio buddista del vuoto ampliava il cerchio delle dottrine di lunga vita e mentre nascevano il gioco del calcio, del polo e si sviluppava il tiro con l'arco, anche a livello popolare si diffondevano tecniche interne quali il Baduanjin o le tecniche del famoso maestro Zhang Sanfeng sulle montagne del Wudang. Durante le dinastie Yuan e Ming, gli sport cinesi vennero conosciuti e forse presi in prestito e diffusi in Europa grazie alla trasmissione fattane da Marco Polo, l'italiano ancora oggi più noto in Cina, e in seguito alla sua permanenza la Cina fu conosciuta in Italia e in Europa. Quest'opera ci porta poi attraverso l'epoca moderna, fino a presentarci il tempo della prima diffusione degli sport occidentali in Cina, e alle Olimpiadi degli anni Trenta, che corrispondono rispettivamente alla prima e alla seconda volta in cui i cinesi parteciparono ai Giochi Olimpici. Gli autori avvicinano intelligentemente la visione dell'uomo occidentale a quella dell'uomo orientale, evidenziando anche l'aspetto elitario della cultura fisica in Cina, che voleva le donne di ogni livello sociale costrette a fasciarsi i piedi, secondo il canone estetico cosiddetto "del loto d'oro di tre pollici". Successivamente alla rivoluzione condotta da Mao Zedong nel 1949, vi fu la liberazione delle donne, che cominciarono a partecipare alla vita sportiva, rafforzandosi in massa e permettendo quindi una evoluzione salutare delle nuove generazioni. Le imprese del presidente Mao, come la storica nuotata nel gelido Lungo Fiume, stimolarono nei cinesi l'abitudine a rafforzare il corpo, e progressivamente a rompere la visione dell'uomo cinese come il malato dell'Asia.
È un'opera che nasce in prossimità delle Olimpiadi, il più significativo evento sportivo internazionale, che per la prima volta si svolge sul territorio cinese. Un altro merito di questo lavoro è quello di presentare in Italia e in Europa la storia sportiva e il significato di quello che sarà l'evento sportivo più importante dell'anno, i Giochi Olimpici di Beijing, per i quali l'intera nazione cinese si sta impegnando al massimo delle sue forze. Questo libro è un approfondito documento sulla storia dello sport in Cina e gioca un ruolo importante nei rapporti di amicizia fra Italia e Cina: auguro che possa essere di aiuto ai lettori italiani per la comprensione della cultura cinese e che possa altresì essere uno strumento per rafforzare la pace e la salute di questi due popoli, lo sviluppo delle attività sportive e la qualità della vita.
Wang Guo Shun
Università di Medicina Tradizionale Cinese di Beijing
© 2008, Stampa Alternativa
Pietro Angelini e Germana Mamone – Il podio celeste
208 pag., ill., 14 € – Edizioni Stampa Alternativa 2008
ISBN 9788862220293
Gli autori
Pietro Angelini - Orientalista, documentarista, scrittore, ha pubblicato con Stampa Alternativa la raccolta Fiabe tibetane in tre voli., La Cerimonia del Tè, e nel 2007 il romanzo Nuova California.
Germana Mamene - Sinologa, specializzata in lingua cinese a Beijing, si occupa di medicina tradizionale cinese. Diplomata nel 2000 in Agopuntura, Tuinà e Auricoloterapia. è autrice dell'e-book: La Carezza che cura. Manuale di Tuinà pediatrico, Yang-sheng 2007. Attualmente è candidata al master in Medicina Cinese presso l'Università di Beijing.
Il rovescio delle medaglie. La Cina e le Olimpiadi
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| 28 luglio 2008 | | Di Grazia Casagrande |
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