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HOME | domenica 27 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Il rovescio delle medaglie. La Cina e le Olimpiadi |
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| Autore |
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Cervellera Bernardo |
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| Dati |
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240 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 14,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 11,90 |
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| Editore |
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Ancora |
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| Collana |
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Frontiere |
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| EAN |
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9788851405694 |
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Il rovescio delle medaglie. La Cina e le Olimpiadi di Bernardo Cervellera "Per avere un'idea chiara di quanto la Cina stia cambiando con le Olimpiadi, bisogna mettere in luce che non solo Pechino sta subendo trasformazioni urbanistiche e trasferimenti forzati di popolazione, ma tutte le città dove si svolgeranno i Giochi - Shanghai, Xian, Canton, Qindao - sono in preda alle stesse frenesie architettoniche e alle stesse violenze." "Pechino è pronta - We are ready": questo spot appare da qualche mese in televisione e sui cartelloni che tappezzano i muri delle principali città cinesi. La spettacolarità è poi ciò che sappiamo essere l'obiettivo degli organizzatori. Le modalità con cui la celebre fiaccola verrà accesa saranno assolutamente fuori da ogni aspettativa e solo un numero ristrettissimo di persone ne è a conoscenza, così come di tutti i particolari della cerimonia unaugurale.
La regia dell'8 agosto (l'8 è il numero fortunato per i cinesi tanto che la cerimonia dovrebbe iniziare alle 8, 8 minuti e 8 secondi), data d'inizio delle Olimpiadi 2008, è stata affidata a uno dei più famosi registi cinesi, molto noto e amato anche in Occidente, Zhang Yimou (Lanterne rosse, La storia di Qiu Ju, Vivere, Non uno di meno) e sappiamo che durerà tre, quattro ore: 90 mila gli spettatori dal vivo e qualche miliardo quelli che vedranno la cerimonia in televisione. Fuochi d'artificio spettacolari saranno poi uno degli ingredienti della grande rappresentazione. Ma, chiedamoci veramente, così come fa l'autore, Pechino è davvero pronta?
Grandi aree della capitale sono nella miseria, baraccopoli sono nascoste da un muro che il governo della città ha fatto appositamente costruire proprio per nascondere agli occhi dei visitatori il "lato oscuro" del miracolo cinese.
Ciò che atleti, giornalisti e visitatori devono vedere è spesso frutto di espropri forzati, di demolizioni di case considerate "disdicevoli e di una violenta trasformazione urbanistica. Si pensava (almeno alcuni pensavano) che l'assegnazione a Pechino delle Olimpiadi avrebbe favorito l'apertura e i diritti umani. In realtà è successo esattamente l'opposto perché si è messa violentemente a tacere ogni forma di dissenso, inoltre c'è stato un incremento di forme di corruzione sempre più diffuse. Sono state acuite le forme repressive nei confronti delle minoranze etniche, controllata la libertà religiosa, aumentate le esecuzioni, perseguitati molti attivisti per i diritti umani, incrementata la collaborazione con governi violenti, boicottati dall'intero mondo democratico (Sudan, Myanmar)... Un passaggio dell'Introduzione di questo volume interessantissimo mi sembra da segnalare: "La mia impressione è che l'ìOccidente cerca di criticare la Cina in tanti aspetti secondari, senza avere il coraggio di acucsarla per i suoi affari interni. Si accusano ad esempio gli sponsor internazionali dei Giochi e non si dice nulla delle ditte occidentali che quotidianamente sfruttano la manodopera cinese a basso costo, senza diritti e spesso perfino senza salario: si cerca di nascondere il fatto che lo sviluppo economico della Cina è in realtà funzionale al nostro sviluppo economico". Si è fatta molta retorica quando i Giochi sono stati assegnati a Pechino, ma dietro di questa c'è invece molto pragmatismo: grandi imprese occidentali sono state interessate agli appalti per la costruzione delle opere pubbliche costruite per questa storica occasione e altre hanno ottenuto commesse da capogiro. Citiamo come esempio il contratto con numeri da capogiro stipulato dall'americano Mc'Donalds per aprire i suoi negozi alle pompe di benzina Sinopec, ma si può parlare anche della Coca-Cola, della Kodak, dell'Adidas, della Volkswagen, della Johnson&Johnson, ecc., ecc.
Da un punto di vista prettamente sportivo questa scadenza vede il celebre motto del barone De Coubertin, "l'importante è partecipare" contraddetto: per i cinesi l'importante è invece vincere e hanno già annunciato che vogliono superare nel medagliere gli Stati Uniti e 23 mila atleti sono stati selezionati e addestrati a tale scopo, dopo una durissima selezione. Palazzi, alberghi, nuove grandiose costruzioni, sono davvero belle e imponenti e lasceranno tutti i visitatori, sono previsti quasi due milioni, davvero a bocca aperta. Tanta bellezza, tanta eleganza spettacolare, come si è accennato, però ha il neo di nascere su espropri forzati (si parla di 206 mila famiglie) spesso senza neppure preavviso per gli abitanti. Ed ecco la grande contraddizione. "Il milione e mezzo di sfollati, i morti, i suicidi, le suore e i preti picchiati sono altre vittime che si aggiungono alla tassa pesante, pagata con il sangue perché la Cina diventi più libera" e stiamo assistendo alla "trasformazione della leadership, da gruppo ideologico a gruppo di potere economico privato". Nelle pagine di chiusura del libro c'è un invito dell'autore che riportiamo perché è davvero l'invito che tutti noi facciamo accoratamente: "sarebbe bello ad esempio che tutte le ditte sponsor - si parla di spendere 3 miliardi di dollari solo in pubblicità -, dopo l'ubriacatura olimpica, finanziassero qualche opera e chiedessero giustizia per qualcuno del miliardo e passa di cinesi che non ha potuto finora godere né delle ricchezze, né del sogno delle Olimpiadi."
Le prime pagine
Introduzione
Noi e le Olimpiadi di Pechino
«Spettacolare» è l'aggettivo che corre sulla bocca di tutti per indicare le Olimpiadi 2008 che si terranno a Pechino a partire dall'8 agosto. Anche dopo le rivolte dei monaci tibetani, la repressione e l'isolamento del Tibet, le contestazioni lungo il percorso della fiaccola olimpica, l'impressione nel mondo è che, comunque, queste Olimpiadi saranno «spettacolari».
«Spettacolari» rimangono gli impianti - avveniristici ed eleganti - dello stadio olimpico e delle piscine; «spettacolari» le vittorie a cui si preparano gli atleti cinesi che mieteranno medaglie e allori; «spettacolari» le sequenze della cerimonia inaugurale, i cui dettagli sono tenuti segreti. Sarà «spettacolare» perfino il metodo per accendere il braciere olimpico, la cui dinamica è conosciuta finora solo da 10 persone al mondo. «Pechino non ha intenzione di produrre la più bella e la più grande cerimonia inaugurale mai vista alle Olimpiadi: vogliamo soltanto che sia spettacolare», ha dichiarato Jiang Xiaoyu, del Bo-cog, il Comitato organizzatore (Beijing Organizing Committee for the Games of the XXIX Olympiad). Intanto però la cerimonia di apertura sarà così sfarzosa da impiegare decine di migliaia di comparse. Ad essa sta lavorando da oltre un anno il famoso regista Zhang Yimou, che ha al suo attivo una serie di film che hanno conquistato il palato dell'Occidente. Il regista di Hero ha già deciso di suddividere in tre parti la cerimonia, che durerà almeno 3-4 ore e ha già tutti i posti prenotati. Davanti a 90 mila spettatori dal vivo e a miliardi nel mondo attaccati ai televisori, sfileranno scenari e situazioni della Cina antica, con comparse avvolte in colorati costumi dell'opera cinese. Un altro sicuro ingrediente saranno i fuochi d'artificio: inventati in origine dai cinesi, non potranno mancare in questa occasione che - a detta del regista - «celebrerà 5 mila anni di storia della Cina». Un'altra parte del programma riguarderà la Cina contemporanea e il movimento olimpico, per culminare con la cerimonia per ora segretissima dell'accensione della fiamma olimpica. Insomma, «vogliamo creare un'atmosfera di pomposa solennità con caratteristiche cinesi», ha precisato ancora Jiang Xiaoyu, mescolando umiltà confuciana e orgoglio nazionalista.
Per chi è abituato a visitare la Cina passando da un hotel a 5 o più stelle all'altro, rimanendo a bocca aperta per la «spettacolarità» dei servizi e delle dimensioni, le Olimpiadi saranno un surplus di meraviglia per lo splendore barocco e ciclopico a cui assisteranno stupefatti. Ciò li porterà ancor più a lodare e applaudire le nuove conquiste cinesi, la nuova superpotenza, il nuovo eldorado, il miracolo che ha trasformato la cenerentola maoista in regina, anzi imperatrice dell'economia mondiale. Si può immaginare che essi saranno perfino annoiati da tanta sovrabbondante ricchezza che verrà ostentata a pioggia.
© 2008, Àncora
Bernardo Cervellera – Il rovescio delle medaglie
168 pag., 14 € – Edizioni Àncora 2008 (Frontiere)
ISBN 978-88-51-40569-4
L'autore
Bernardo Cervellera, missionario del PIME e giornalista, attualmente è responsabile dell’agenzia giornalistica “Asia News”. È stato direttore (1997-2002) di “Fides”, l’agenzia di informazione internazionale del Vaticano, divenuta sotto la sua guida un autorevole organo giornalistico molto apprezzato dai media mondiali. Dal ’95 al ’97 ha insegnato all’università di Pechino (Beida) come docente di Storia della Civiltà occidentale. Collaboratore del quotidiano “Avvenire”, interviene come esperto di politica internazionale nei TG nazionali e in numerose trasmissioni televisive, fra cui “Porta a Porta” e “Otto e mezzo”.
Il podio celeste. Storia dell'educazione fisica e dello sport in Cina
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| 28 luglio 2008 | | Di Grazia Casagrande |
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