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RECENSIONE

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Titolo Le vie infinite dei rifiuti. Il sistema campano
Autore Iacuelli Alessandro
Dati 286 p., brossura
Prezzo € 12,00
Prezzo IBS € 12,00
Editore Rinascita
Collana Inchiesta
EAN 9788890325427
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Le vie infinite dei rifiuti. Il sistema campano di Alessandro Iacuelli

Prefazione di Ermete Realacci

"Circondato da amici che via via si sono ammalati di cancro, circondato da parenti che convivono con il cancro. Un giorno di primavera mi sono messo ad osservare una palazzina di quattro piani, con due appartamenti per piano. Otto famiglie in tutto; le conosco bene. Ho contato le finestre, ho contato quattro casi di cancro su otto appartamenti nell'arco di dieci anni. Fluttuazione statistica? Ho provato con la palazzina successiva: stesso risultato. Mi sono messo in macchina e sono andato all'ASL."

Nelle prime pagine di questo saggio ricchissimo di informazioni viene citato un episodio chiave: quello che vede protagonista Mario Tamburrino, un camionista italo-argentino che, partito con il suo camion da Cuneo, diretto verso un paesino della zona vesuviana, si fermò invece al pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli di Napoli respirando a fatica, con le mani ustionate e gli occhi di cui avrebbe perso l'uso di lì a poco.
Siamo nel 1991 e la diagnosi dei medici fu: "avvelenamento da sostanza sconosciuta".

Il camion di Tamburrino conteneva 571 fusti di rifiuti tossici prelevati da un'azienda piemontese "specializzata" nello smaltimento. Avrebbe dovuto lasciarli abusivamente in un'area extraurbana del comune di Sant'Anastasia, ai piedi del Vesuvio, così che i costi (elevati per smaltire i rifiuti tossici) per la ditta erano quasi nulli. Sbagliò invece strada e scaricò il camion nella zona a nord ovest di Napoli. Qualche fusto si danneggiò nello scarico e il camionista venne colpito in viso da una schiuma gialla e fumante.
Tutto ciò venne confessato da Tamburrino (che in realtà sapeva ben poco di quello che c'era dietro a quel trasporto) ai carabinieri, chiamati dai medici, dopo un lungo interrogatorio.


Venne fatta denuncia contro l'azienda di Cuneo, le indagini proseguirono fino al 1997 senza condanne e il procedimento giudiziario venne annullato per decorrenza dei termini. L'azienda e i singoli coinvolti, compresa l'azienda di Cuneo, poterono indisturbati continuare il loro lavoro!


Molti altri episodi ed esempi, di criminalità e di debolezza delle istituzioni, vengono qui raccontati, in particolare tutta la vicenda relativa alla discarica di Pitelli in provincia di La Spezia: manette, denunce, dossier del WWF che documentarono in 1.000 pagine come la Liguria fosse il crocevia di traffici illeciti, di rifiuti ma anche di armi.
Si parla poi di mare, il "mare nostrum", il più inquinato da idrocarburi del mondo, il  Mediterraneo, ricco di storia e di truffe.


L'ormai tristemente famoso clan dei Casalesi è oggetto di un intero capitolo seguito poi da un'analisi economica di quello che si guadagna e di quello che si paga con il ciclo dei rifiuti.
Acerra, Nola, Marigliano, è il "Triangolo della Morte": perché? da quando? questo saggio dà circostanziate informazioni e notizie a cui mai gli organi di stampa hanno dato il meritato rilievo. Eppure chiaramente i lettori di un saggio come questo sono un'élite rispetto a quelli di un quotidiano, quindi l'informazione non passa, non diventa mai di massa e non riesce a coinvolgere l'intero Paese.


Soffermiamoci un attimo sull'ultimo capitolo, "Esistono soluzioni?" perchè spesso  alle denunce (sacrosante) non seguono proposte costruttive.  Iacuelli indica prima di tutto la necessità di una soluzione legislativa per "tappare falle aperte dal 2001 ad oggi", grazie a una selvaggia deregulation a favore dei privati. Quindi una soluzione di tipo politico... Si parla poi di inceneritori, se ne sottolinea la tecnologia e le funzioni, si analizzano le alternative, senza preconcetti, ma con realismo

"Rifiuti zero": questo è l'obiettivo per il 2020 che si sono poste città come San Francisco (con un numero di abitanti pari a Napoli), Toronto e Camberra in Canada. Tappa intermedia il 2010 in cui il 75% dei rifiuti sarà recuperato. È interessantissimo questo discorso e richiederebbe un approfondimento a sè, rimandiamo così a questo e ad altri saggi chi ne fosse interessato. Comunque in città come San Francisco o Monaco di Baviera già oggi la raccolta differenziata supera il 75%.
Per approfondire questo tema si può leggere molto nel sito AmbienteFuturo.

E anche la recensione del saggio con dvd:
"Biùtiful cauntri. Il documentario shock sull'ecomafia in Campania" di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero >>>



Le prime pagine


Campania (in)felix

Si può dire che mio nonno è morto leggendo. Gli ultimi anni della sua vita li ha passati su una sedia a rotelle e i suoi movimenti, le sue passeggiate, le sue corse e i suoi viaggi sono diventati di carta. Ha sempre avuto una passione tutta sua per la carta stampata. Ogni sua nuova giornata doveva iniziare leggendo il principale quotidiano di Napoli, "II Mattino", in orari e modi da lui fissati come una cerimonia ineluttabile. Mio nonno è morto senza perdere il filo degli eventi, continuando ad analizzare quella realtà al fuori dalle mura di casa che ormai gli era diventata fisicamente irraggiungibile. Ricordo con piacere le pause dallo studio universitario. Le trascorrevo in compagnia del nonno, fra l'odore di caffè, il fumo di sigaretta e l'inchiostro. Discutevamo le notizie, commentavamo i fatti di cronaca e quanto accadeva in politica. Fu un giorno di febbraio, nel 1991, che sfogliando il giornale mi colpì una storia fra le pagine di cronaca regionale. Era la storia di Mario Tamburrino. Un piccolo personaggio che, quasi per errore, mi ha introdotto nel mondo infernale della vi¬cenda rifiuti in Campania. Certo, allora non immaginai che quindici anni dopo avrei ripreso quella notizia, l'avrei ripassata, scomposta, analizzata, ricostruita fino in fondo. Non pensai che avrei avuto la necessità di andare "oltre" la notizia di cronaca, per ricostruirne gli sviluppi, per smontare tutto per poi rimontarlo, dopo aver scambiato i pezzi, alla ricerca di quella visione di versa, l'unica possibile per una nuova chiave di lettura. Non pensai che sarei riuscito a capire quel che da una semplice notizia di cronaca non si può evincere: avrei dovuto affrontare l'incomprensibile per riuscire a comprendere, chiedermi di continuo come riordinare le cose, trovate sempre disordinate o isolate, come tanti pezzi sparsi di un puzzle da ricostruire.

La storia inizia proprio da Alano Tamburrino, un camionista italo-argentino; un piccolo personaggio, di bassa estrazione sociale, di scarsissimo livello culturale e di senso civico praticamente nullo. Egli, senza volerlo e per un banale incidente, ha scoperchiato l'apertura del baratro nel quale vive la Campania. Un baratro che ha portato Napoli ad essere la realizzazione di Leonia, la città raccontata magistralmente da Italo Calvino ne "Le città invisibili" nel 1972.
Nella notte del 4 febbraio 1991, al volante del suo mezzo, Tamburrino, partito da Cuneo, era diretto in un piccolo comune nella zona vesuviana. Quella destinazione non la raggiunse mai.
Sulla cronaca locale dei quotidiani del 6 febbraio 1991 apparve che un uomo si presentò al pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli di Napoli respirando a fatica, con le mani ustionate sugli occhi doloranti, dei quali ben presto avrebbe perso Fuso. La diagnosi dei medici fu: sintomi da avvelenamento agli occhi ed ai polmoni da sostanza sconosciuta. Cosa era accaduto quella notte lo lessi su "Il Mattino" del giorno dopo: Tamburrino aveva prelevato con il suo camion 571 fusti da un'azienda piemontese specializzata nello smaltimento di rifiuti tossici. Il suo compito sarebbe stato depositare abusivamente i fusti metallici in un'area extraurbana del piccolo comune di Sant'Anastasia, alle falde del Vesuvio. Lì  qualcun altro li avrebbe seppelliti rapidamente e alla meno peggio. Invece il camionista, giunto nel napoletano in piena notte, forse per stanchezza o per ordini ricevuti durante il tragitto oppure perché si era smarrito, condusse l'automezzo tra Qualiano, Villaricca e Giugliano, nella zona a nord ovest di Napoli, in via Bologna, una strada di campagna, e lasciò scivolare il carico dal suo mezzo ribaltabile. La fretta, le tenebre e l'incoscienza gli furono fatali: nell'operazione qualche fusto si danneggiò, lasciando fuoriuscire una schiuma gialla e fumante che lo colpì in viso. Tamburrino non diede pese) all'incidente, si ripulì alla svelta e ultimò lo scarico dei fusti, per poi rimettersi in marcia, ma i problemi alla vista e le difficoltà respiratorie lo colpirono ben presto. Spaventato, corse al pronto soccorso del Cardarelli, dove gli avrebbero salvato la vita, ma non la vista.

© 2008, Rinascita Edizioni

Alessandro Iacuelli – Le vie infinite dei rifiuti
286 pag., 12 € – Edizioni Rinascita 2008 (Inchiesta)
ISBN 978-88-90-32542-7


L'autore

Alessandro lacuelli è giornalista free lance. Fa parte della redazione della testata on-line Altrenotizie, per la quale ha curato, tra l'altro, inchieste sull'emergenza gas dell'inverno 2005/2006, sul nucleare in Italia e sui rifiuti tossici e le ecomafie nel mezzogiorno.
Di origine napoletana e laureato in Fisica, da anni si sta occupando a tempo pieno della particolare "emergenza" che vive la Campania. Da quasi 15 anni, segue la "sua" terra, il commissariamento straordinario dei rifiuti, le attività ecomafiose legate alla presenza camorristica e l'aspetto sanitario che sta provocando un aumento dei casi di cancro nella regione. Ha pubblicato il volume "Le vie infinite dei rifiuti" nel 2007.




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11 luglio 2008 Di Grazia Casagrande


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