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HOME | lunedì 13 febbraio 2012 |
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| Titolo |
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Biùtiful Cauntri. Con DVD |
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| Autore |
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Calabria Esmeralda; D'Ambrosio Andrea; Ruggiero Peppe |
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| Dati |
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90 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 19,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 14,63 |
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| Editore |
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BUR Biblioteca Univ. Rizzoli |
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| Collana |
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Senzafiltro |
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| EAN |
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9788817025300 |
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Biùtiful cauntri. Il documentario shock sull'ecomafia in Campania di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe RuggieroPrefazione di Luigi Ciotti
"È così che da vent'anni la camorra può gestire anche questo, tra i tanti filoni dell'impresa criminale. Da una parte c'è il fiume di denaro che scorre impetuoso, dall'altra, c'è la devastazione, la guerra in cui hanno perso tutti: i cittadini onesti, le diverse istituzioni, la politica, gli imprenditori onesti. vince solo l'organizzazione criminale, la camorra che è «forza di governo»."
Un film e un libro che presentano in modo diretto e senza mediazioni la drammatica situazione dei rifiuti in Campania. O meglio che comunica con forza quanto la camorra abbia "investito" in questo settore e come le risposte che sono arrivate dalle Istituzioni siano o insufficienti o addirittura colluse.
Immagini che colpiscono allo stomaco per la loro carica di denuncia e che fanno sentire tutta l'insufficienza declamatoria di chi annuncia ogni momento che l'emergenza è stata risolta.
Raffaele Del Giudice è colui che ci accompagna in questo viaggio attraverso il "biùtiful cauntri". Raffaele è un educatore ambientale e uno dei maggiori conoscitori dei luoghi dove sono concentrate le discariche abusive, "conosce le modalità di sversamento dei rifiuti tossici, gli orari in cui avvengono queste operazioni". Lo si vede nel film discutere in tante occasioni facendo da conduttore dell'inchiesta e nel libro si può vedere come il percorso sia da lui guidato. Un passaggio molto forte è quello che mostra gli agnellini morti e chiusi in sacchetti di plastica dal pastore che vengono presi da chi raccoglie i rifiuti e gettati in discarica: ma che cosa provoca la morte degli agnelli? il latte delle pecore contaminato dalla diossina.
E chi abita in quelle zone? quale può essere il loro destino? È possibile che si preveda la costruzione di discariche "ufficiali" in zone naturalisticamente rilevanti? Quali sono le radici dell'ecomafia? si chiedono gli autori e rispondono dando precise date e indicazioni. È stato il terribile terremoto che ha sconvolto I'Irpinia e la Basilicata il 23 novembre 1980 a dare l'avvio al tutto, a spalancare le porte a "decenni di malgoverno, di devastazione ambientale, frutto di un intreccio perverso di corruzione e mancata vigilanza".
Proprio nello scandalo del dopoterremoto si "rintracciano le radici profonde di quella che Legambiente ha ribattezzato come «ecomafia»" perché i veri beneficiari del dopo terremoto sono le organizzazioni criminali che si trasformano in vere holding imprenditoriali.
Vengono fatti nomi precisi di persone e di società, vengono circostanziate le accuse con precisione. Legambiente è l'altro punto di riferimento dell'inchiesta e il volume Rifiuti S.p.A., il libro-bianco su questo tema raccolto da Legambiente è un documento di grande valore e di grande rilevanza per capire appunto l'origine dell'ecomafia. Un nuovo personaggio entra come attore in questa inchiesta. È lo spezzino Ferdinando Cannavale, massone , titolare di una società che effettua trasporti marittimi e ferroviari, amicizie influenti. Fa davvero impressione leggere i numeri precisi dell'accordo tra camorra, imprenditori, politici collusi.
Faccendieri e imprenditori senza scrupoli. Intermediari ed esperti qualificati. Colletti bianchi funzionari pubblici corrotti. Titolari di aziende di trasporto e semplici camionisti. È un vero e proprio campionario di criminalità, soprattutto ambientale ed economica, ma sotto la regia di «mamma camorra».
La Campania è così contaminata che il magistrato della Procura di Santa Maria Capua Vetere, Donato Ceglie, l'ha paragonata a Cernobyl eppure la stampa nazionale parla solo di Napoli, dimenticando che è l'intera regione ad essere tragicamente contaminata in particolare dal cromo esavalente, di cui era saturo quello che era stato spacciato per compost, concime di qualità, e distribuito sui campi, disperso nelle acque dei fiumi, nelle buche di un metanodotto: "a rischio sono tutti gli alimenti inquinati dall'acqua". Una nuova forntiera dell'ecomafia è il rame che raccolto e rivenduto in Italia e illegalmente in Cina, ha raggiunto quotazioni da capogiro. "Nel 2006 dai binari sono sparite 1.231 tonnellate di trecce di rame, per un danno di circa 12 milioni di euro e 40 mila minuti di ritardi accumulati nei primi mesi del 2007." La diossina di Acerra non ha nulla da invidiare a quella che ha contaminato nel 1976 Seveso, conseguenza dell'esplosione alla ECMESA e che è stata al centro di processi e di condanne. Camion che giungono dal Veneto e non solo hanno scaricato qui quintali e quintali di rifiuti tossici. Il clan dei casalesi, il più violento, quello che Saviano ha denunciato nel suo Gomorra, detiene "il controllo delle attività illecite della maggior parte della provincia di Caserta con interessi nel nolano e nel basso Lazio e investimenti in Emilia romagna, Toscana, Lombardia e nel nord Europa", ha la sua sede operativa nei comuni di Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa, Casapesenna. È del tutto evidente che i rifiuti erano un affare d'oro per loro.
Il maxiprocesso alla camorra casalese si è chiuso nel settembre del 2005 con una sentenza durissima: 21 ergastoli, 750 anni complessivi di condanne per gli oltre 100 imputati. Eppure i mass media non hanno dato quasi nessun risalto a questo importante (uno dei pochi) colpo inferto alla camorra. La globalizzazione è arrivata anche per la criminalità: rifiuti tossici tutti campani invadono il mercato asiatico: "c'è una rotta che collega la camorra napoletana e casertana con la mafia cinese". Le navi che provengono dalla Cina sbarcano merce contraffatta e non ripartono vuote, ma cariche di rifiuti pericolosi.
Alla fine della visione del film, così come alla fine di questa lettura è lo sgomento il sentimento che prevale: ci sarà mai una strada per uscire da tutto ciò? c'è ancora la possibilità di un ritorno alla legalità e alla normalità? gli intrecci sono tali e tanti, gli interessi così diffusi che è difficile non farsi prendere dallo sconforto.
Per approfondire il tema leggi anche la recensione di:
"Le vie infinite dei rifiuti. Il sistema campano" di Alessandro Iacuelli >>>
Prefazione di Luigi Ciotti
Consola che, in mezzo a tanti reality che ci anestetizzano ogni giorno dallo schermo televisivo, ci sia ancora lo spazio e la possibilità per qualche documento-verità, come Biùtiful cauntri. Di spazio magari ce n'è poco: il sistema culturale e mediatico nel suo complesso, non solo quello televisivo, sembrano spesso refrattari a ospitare analisi e parole scomode, come sempre è scomoda la verità. Ma c'è la passione civile e il coraggio di chi quella possibilità la costruisce, faticosamente, ma con determi¬nazione. E anche nell'industria culturale c'è chi è disponibile a mettersi in gioco, a scommettere sul fatto che l'impegno civile non sia necessariamente un cattivo affare, che le esigenze dei conti e del marketing possano comunque incontrarsi con la forza della denuncia sociale, dell'inchiesta sul campo.
È così che un viaggio vero nel paese reale, come questo di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero, può essere conosciuto e circolare, informare, documentare e auspicabilmente scuotere coscienze un po' distratte e assopite.
Eravamo più di centomila, sabato 15 marzo 2008 a Bari, ad ascoltare e scandire i nomi delle vittime delle mafie durante la Giornata della memoria e dell'impegno, a testimoniare la prossimità verso i loro famigliari, a sollecitare la ricerca della verità, a manifestare concretamente un impegno che attraversa le generazioni e unisce le differenti aree del paese. Oltre 700 nomi, ognuno dei quali rimanda a storie, a vite interrotte, a famiglie amputate. Ma da quel terribile elenco mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare. Tra queste, vi sono anche quelle avvelenate e uccise dalla camorra dei rifiuti. Mangiate dal cancro o svuotate dalle leucemie.
La correlazione tra lo smaltimento illegale dei rifiuti in Campania e l'aumento dei tumori è ormai comprovata anche da studi scientifici. Come quello recentemente effettuato da Graziella Caselli, tra i maggiori esperti mondiali in materia, professore ordinario di Demografia alla Sapienza di Roma, componente del consiglio scientifico dell'Unione internaziona¬le per lo Studio scientifico della popolazione - e da Rosa Maria Lipsi, ricercatrice presso la stessa università, che ha preso in esame i tassi di mortalità dei comuni della Campania nel perio¬do 1982-2001. Relativamente alle province di Napoli e Caser-ta, le studiose rilevano tra l'altro: «Nel periodo in esame, a li¬vello provinciale la mortalità complessiva è diminuita del 12% a Caserta e del 20% a Napoli, mentre quella prodotta dai tu¬mori maligni ha subito un aumento rispettivamente del 29% e dell'8%. Tutto ciò si verifica quando per l'Italia la mortalità per queste cause diminuisce del 5% circa». Dati che appaiono di grande preoccupazione, anche riguardo gli sviluppi futuri. Chissà se saremo mai in grado di appurare davvero l'entità della strage invisibile e perfida, che intossica attraverso l'aria, l'acqua, la catena alimentare, causata dalle mani camorristiche sul ciclo dei rifiuti. Chissà se si riuscirà prima o poi, grazie all'importante lavoro di tanti magistrati e investigatori, a fare pagare a questi signori il reato di strage, insieme a quello di disastro ambientale.
Perché, oltre ai nomi e alle storie degli uccisi, bisogna ricordare che, prima ancora, le mafie assassinano il territorio, le città, i luoghi e la condizione stessa della vita. Una «mattanza ambientale, cinica, violenta, feroce, anche se non spara e non uccide», la definiscono gli autori. Proprio come avviene a Napoli e in Campania, ferite a morte non già dai rifiuti e dalla diossina, che avvelena uomini e animali, fiumi e campagne, ma dall'impresa criminale che li gestisce, che impedisce soluzioni razionali, efficaci e durature. Perché il malaffare, l'intreccio tra criminalità e cattiva politica, attecchiscono e ingrassano laddove i problemi vengono lasciati marcire, trasformati in emergenza. E l'emergenza è sempre una comoda coperta dietro cui mascherare illeciti e complicità, business e veloci arricchimenti, uno schermo che consente procedure d'urgenza, deroghe ai controlli, scarsa trasparenza, consulenti e stanziamenti. 114 anni di "emergenza infinita", cominciati con la nomina del primo commissario straordinario nel 1994, (l'attuale, Gianni De Gennaro, è il nono), in Campania hanno portato, si ricorda nelle pagine che seguono, circa due miliardi di euro, «spesi per finanziare un grande carrozzone politico. Maestranze, ingegneri, consulenti, tecnici, politici». Ma, viene giustamente osservato, se un'emergenza dura da 14 anni, non è più tale: è diventata "normalità". © 2008, BUR
Biùtiful Cauntri. Con DVD - Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio, Peppe Ruggero
90 pag., 19,50 € – Edizioni BUR 2008 (Senza filtro)
ISBN 978-88-17-02530-0
Gli autori
Esmeralda Calabria, montatrice, ha lavorato con Moretti, Placido, Piccioni e Archibugi
Andrea D’Ambrosio, regista documentarista, è l’autore di Pesci combattenti
Peppe Ruggero, giornalista, cura per Legambiente Campania il rapporto “Ecomafie”
Torna alla bibliografia-inchiesta sulle questioni più dibattute dell'Italia 2008 >>>
| 11 luglio 2008 | | Di Grazia Casagrande |
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