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HOME | lunedì 13 febbraio 2012 |
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| Titolo |
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Storia dell'Italia repubblicana (1948-2008) |
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| Autore |
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Di Michele Andrea |
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| Dati |
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488 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 17,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 14,88 |
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| Editore |
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Garzanti Libri |
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| Collana |
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Saggi |
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| EAN |
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9788811740742 |
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Storia dell'Italia repubblicana (1948-2008) di Andrea Di Michele"...L'ambientazione nelle grandi e ricche metropoli degli Stati Uniti e negli interni di altrettanto ricche e confortevoli case borghesi era sufficiente a presentare quel paese agli occhi degli italiani che lentamente uscivano dalla povertà come il modello da perseguire, il sogno da trasformare in realtà."
Una sintesi dell’evoluzione della politica, della società, dell’economia e del costume italiani a partire dal 1948, anno in cui entrò in vigore la nostra Costituzione, fino all’ultima tornata elettorale.
Storia di trasformazioni, di una vera e propria metamorfosi sociale ed economica di un Paese uscito a pezzi dalla Seconda guerra mondiale e che già negli anni Ottanta era diventato una delle maggiori potenze industriali del mondo.
Si parte dal 1948 perché quell’anno ha segnato anche la fine del clima di unità nazionale legato ancora alla guerra di liberazione, e rappresenta l’ingresso dell’Italia nella realtà della guerra fredda con un sistema politico bloccato (con l’impossibilità per il Partito Comunista di entrare nel Governo). Quel quadro politico implose poi nel 1992 e la transizione non sembra ancora conclusa.
 | Anni Cinquanta
 | Si parla poi degli anni delle migrazioni interne (gli anni Cinquanta e Sessanta). E poi lo sviluppo “travolgente e rapidissimo” del boom economico che la politica non seppe governare così da produrre due Italie: quella ricca del Nord e quella “migrante” del Sud.
I massicci spostamenti di popolazione dal Sud al Nord (tra il 1955 e il 1971 furono più di nove milioni i migranti interni) provocarono anche un grande rimescolamento sociale e culturale con un progressivo abbandono della cultura contadina e l’approdo alla cultura urbana e industriale. Il miracolo economico, fondato sul modello fordista-taylorista, cioè sulla resistenza fisica alla lavoro, finì con lo sfavorire le donne che si ritrassero dalla fabbrica, anche per la mancanza di adeguati servizi per la famiglia (asili nido, scuole materne, ecc…)
Lo sviluppo, basato “sull’individualismo, sul consumismo, sull’arricchimento personale libero da condizionamenti e da regole indebolì il “già fragile senso civico degli italiani e la loro identificazione nelle istituzioni, gettando sugli sviluppi futuri un’ombra destinata a estendersi fino ai nostri giorni”.
Si giunge al ’68, e alle conquiste dei lavoratori, in particolare allo Statuto dei Lavoratori del maggio 1970, a una serie di interventi legislativi a favore del mondo del lavoro e ad alcune conquiste “civili” come la legge sul divorzio e quella sull’interruzione volontaria della gravidanza. Tutto ciò però non nasce da una coerente visione riformista, ma è una risposta frammentata alle esigenze del paese. La cosiddetta “strategia della tensione”, i servizi segreti deviati, le ingerenze americane ai processi politici in atto, minacce e prove di colpi di stato, la fine del fordismo, l’idea berlingueriana del “compromesso storico", la P2, l’insorgere del terrorismo: ecco gli anni Settanta e Ottanta.
 | Gli anni Sessanta
 | Il capitolo intitolato “Tra debito pubblico e deficit etico (1980-1992)" racconta gli anni del craxismo e le relative trasformazioni del mondo del lavoro e della prassi politica, così come una sempre più forte relazione tra politica e affari.
Tangentopoli, Mani pulite: nel dopo Tangentopoli inizia quella che Di Michele chiama “la ricerca della seconda repubblica”. Consiglio ai lettori di approfondire proprio questa parte finale, perché riesce a dare ordine a una serie di informazioni che tutti hanno, ma che spesso hanno la frammentarietà degli articoli letti qua e là nel tempo, l’autore invece riesce a dare un quadro chiaro e organico ai processi tuttora in atto.
Questa sommaria sintesi del volume, che appare nell’Introduzione, indica già chiaramente quanto il volume sia interessante per capire meglio i problemi odierni.
Tanti germi infatti che rendono difficile un autentico sviluppo culturale del Paese, un’omogeneità di crescita nazionale e la capacità di essere veramente moderni e democratici e non solo consumatori di nuovi prodotti, erano già presenti nel passato.
In chiusura, ricorderei, per chi lo avesse dimenticato, che fino al 1961 rimase in vigore una legge che considerava “clandestini” tutti i cittadini italiani che fossero migrati in città senza avere già un lavoro stabile, né potevano avere tale lavoro se non dimostravano di avere residenza laddove questo c'era: come si suol dire, un gatto che si morde la coda. Chiaramente tutto ciò diede un impulso notevole al “lavoro nero” e creò un esercito di “lavoratori fuorilegge”. Tutto ciò ci ricorda qualcosa?
 | Gli anni Settanta
 | Un’altra riflessione sorge spontanea: come gli italiani degli anni Cinquanta vennero affascinati dal “sogno americano”, cioè dagli stili di vita che la cinematografia statunitense presentava, o più semplicemente dal consumismo, nello stesso modo oggi popolazioni a noi vicine che vedono le nostre trasmissioni televisive restano stregate dalla ricchezza e dal benessere presentato come a portata di mano.
In conclusione la domanda che si pone l’autore e che tanti italiani si pongono in questo periodo è la stessa: siamo un paese in declino? La risposta è prudente, oggi sembra di sì, ma il destino della nazione non è ineluttabilmente segnato.
Sulla storia italiana dei medesimi anni leggi anche la recensione di:
"Il lungo intrigo. Dal 1943 a oggi: per una storia segreta d'Italia" di Alfio Caruso >>>
INTRODUZIONE
Raccontare i sessantenni che vanno dal 1948 al 2008 significa narrare una storia di grandi trasformazioni. L'Italia di oggi è radicalmente diversa da quella di sessant'anni fa; ha conosciuto enormi modificazioni sociali, economiche, culturali, politiche.
L'Italia che usciva dalla seconda guerra mondiale era un paese prevalentemente agricolo, economicamente arretrato, con bassa scolarizzazione e ampie sacche di analfabetismo. Le difficoltà economiche e sociali, particolarmente drammatiche nel 1945 - anno in cui la produzione industriale crollò al 29% di quella del 1938 -, perdurarono anche oltre i pri-missimi anni di ricostruzione: il quadro complessivo del tessuto sociale e dell'economia continuò a caratterizzarsi per l'evidente arretratezza dell'Italia rispetto ai più avanzati paesi europei. Pur con molte contraddizioni e debolezze, l'Italia è oggi un paese moderno, tra i più ricchi del pianeta, trasformatesi da nazione di emigranti a destinazione dei nuovi flussi migratori, da paese agricolo a realtà caratterizzata dalla prevalenza di terziario e industria.
 | Gli anni Ottanta
 | La storia di questi sessant'anni è dunque, prima di tutto, la storia della metamorfosi sociale ed economica di un paese che nel 1951 vedeva il 43,9% dei lavoratori occupati nel settore agricolo ma già a partire dagli anni Ottanta rappresentava una delle maggiori potenze industriali del mondo. Questo libro ricostruisce le complesse vicende dell'Italia repubblicana riservando eguale attenzione ai profondi mutamenti sociali, alle parallele dinamiche economiche e al quadro politico-istituzionale. Il 1948 e il 2008 sono gli estremi cronologici al cui interno si colloca questo libro. Il 1948 è l'anno in cui entrò in vigore la Costituzione e in cui si tennero le prime elezioni politiche che segnarono il trionfo della Democrazia cristiana e l'inizio del suo predominio nella vita politica nazionale.
La decisione di non partire dalla fine della seconda guerra mondiale, nel maggio 1945, o dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946, che sancì formalmente la bocciatura della monarchia e la nascita della Repubblica, merita una spiegazione.
Da molti punti di vista, gli anni immediatamente successivi alla fine della guerra, quelli della cosiddetta «ricostruzione», paiono maggiormente legati alla fase precedente della liberazione piuttosto che alle successive vicende repubblicane.
 | L'Italia multietnica del terzo millennio
 | La presenza sul territorio nazionale di truppe straniere, il perdurare dello stato di guerra fino alla firma del trattato di pace, la collaborazione interpartitica all'interno di governi di unità nazionale al fine di definire l'assetto costituzionale dello Stato, l'eccezionaiità delle condizioni economiche, sociali e istituzionali, rappresentano elementi straordinari che disegnano un quadro molto diverso da quello futuro dell'Italia repubblicana. Ciò nondimeno furono anni fondamentali nel definire la cornice in cui si inscrissero l'impianto e lo sviluppo della Repubblica nei decenni successivi e per questo motivo trovano una sommaria ricostruzione nel prologo.
Decisiva nel determinare i caratteri della nostra storia repubblicana fu la situazione internazionale. La guerra fredda produsse in Italia (il paese occidentale con il più forte Partito comunista) conseguenze immediate e di lungo periodo, determinando l'impossibilità per il PCI di accedere al governo in quanto «quinta colonna» del blocco nemico. Ne risultò un sistema politico bloccato, in cui l'alternanza degli schieramenti alla guida del governo era di fatto preclusa. Nel 1992, dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, il sistema politico italiano implose, dando avvio a una incerta e lunga fase di transizione che perdura ancora oggi.
© 2008, Garzanti
Andrea Di Michele – Storia dell’Italia repubblicana (1948-2008)
488 pag., 17,50 € – Edizioni Garzanti 2008 (Saggi)
ISBN 978-88-11-74074-2
L'autore
Andrea Di Michele (1968) è storico e archivista presso l’Archivio provinciale di Bolzano. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia contemporanea all’Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni: L’italianizzazione imperfetta. L’amministrazione pubblica dell’Alto Adige tra Italia liberale e fascismo (2003, finalista del Premio ANCI Storia 2004). Ha collaborato alla cura di diverse opere collettanee, tra cui: Legionari. Un sudtirolese alla guerra di Spagna 1936-1939, pubblicato anche in Spagna con il titolo Italianos de Mussolini en la guerra de España 1936-1939 (2007); La memoria dei fascismi/Faschismen im Gedächtnis (“Storia e regione/Geschichte und Region” 2004/2); 1992. Fine di un conflitto. Dieci anni dalla chiusura della questione sud
Torna alla bibliografia-inchiesta sulle questioni più dibattute dell'Italia 2008 >>>
| 11 luglio 2008 | | Di Grazia Casagrande |
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