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HOME | sabato 20 marzo 2010 |
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| Titolo |
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La ragazza che giocava con il fuoco |
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| Autore |
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Larsson Stieg |
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| Dati |
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754 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 21,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 18,28 |
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| Editore |
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Marsilio |
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| Collana |
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Farfalle |
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| EAN |
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9788831794985 |
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La ragazza che giocava con il fuoco di Stieg Larsson"La notte in cui aveva compiuto tredici anni aveva deciso che non avrebbe mai più scambiato una sola parola con Peter Teleborian né con nessun altro psichiatra o neurologo. Era il suo regalo di compleanno a se stessa. E aveva mantenuto la promessa. Sapeva che questo avrebbe frustrato profondamente Teleborian contribuendo forse più di ogni altra cosa a farla imbrigliare notte dopo notte al suo giaciglio. Ma era un prezzo che era disposta a pagare."
Stieg Larsson c’è nuovamente riuscito. A fare quel miracolo squisitamente letterario di imprigionare i lettori con catene di parole, a tenerli avvinti a 754 pagine che diventano 1500, se aggiunte a quelle del primo volume di questa trilogia del “Millennium” che pare proprio avviata a diventare un caposaldo della narrativa del secondo millennio. Perché anche La ragazza che giocava con il fuoco, come il precedente Uomini che odiano le donne, è un romanzo ‘completo’ ed è per questo che ci soddisfa pienamente: è ricco di personaggi, di cui due giganteggiano sulla scena; ha una trama di indagine poliziesca con dei profondi risvolti etici e sociali; c’è amore, sesso, amicizia e ci sono anche tutti gli opposti di questi sentimenti, l’odio e il desiderio di vendetta, perversioni sessuali, slealtà e tradimenti. Per chi conosce Stoccolma non deve essere difficile seguire i percorsi dei protagonisti nelle varie zone della città, per chi non ha familiarità con i paesi nordici è divertente scoprire le abitudini di vita, quali cibi precotti mettano in freezer, che cosa bevano, come facciano il biglietto sul treno pagando con la carta di credito - tutti dettagli che Larsson lascia cadere con totale naturalezza e noncuranza, soliti per lui, insoliti per noi, un lieve piacere aggiunto alla lettura. Che si nutre di ben altro, perché Mikael Blomkvist, l’alter ego di Larsson (stroncato da un infarto a cinquant’anni, prima di riuscire a vedere pubblicata la trilogia), è una sorta di giornalista-angelo della Giustizia, un donchisciotte della stampa che crede nel potere e nel dovere di denuncia da parte dei mass media. E questa volta la bomba che si appresta a disinnescare è il traffico di prostituzione dai paesi dell’Est dell’Europa, rivelando i nomi di padroni magnaccia e anche- soprattutto- di insospettabili clienti. Che non saranno certo contenti di essere portati alla ribalta.
Eppure non è Mikael Blomkvist l’eroe di questo secondo romanzo - si parla di donne, donne maltrattate, violentate, oltraggiate, seviziate, uccise: non può essere che Lisbeth Salander la protagonista assoluta de La ragazza che giocava con il fuoco (il lettore scoprirà che il titolo non è solo un modo di dire), la venticinquenne che, se non fosse per i vari piercing e tatuaggi, sembrerebbe una bambina (all’inizio del libro scopriamo che è andata in una clinica di Genova per ‘farsi’ il seno), l’asociale che è stata internata nel reparto di psichiatria e che è fuggita da tutte le famiglie affidatarie, l’hacker brillante a cui nessun computer è precluso e che si diletta con il teorema di Fermat, dotata di una comprensione immediata di qualunque problema matematico. Qualcuno arriccerà il naso, forse, se, dopo aver definito Mikael ‘l’angelo della Giustizia’, definissimo Lisbeth ‘l’angelo vendicatore’ che sguaina non la spada ma una pistola elettrica. Perché non si può negare che Lisbeth sia violenta, eppure - come tutti concordano nel dire quando le tracce degli assassinii portano a lei - Lisbeth ha la sua morale. Lisbeth reagisce con la violenza solo quando è provocata. Allora diventa una furia spietata, lucidissima, incredibilmente forte per i suoi un metro e cinquanta più o meno di altezza. E noi non possiamo che essere dalla sua parte, come Mikael, del resto. Anzi, suscita in noi una fascinazione spaventata, il desiderio di saperla imitare, per difenderci.
È come se ci fossero due romanzi in uno, nel secondo volume di Millennium: il primo contiene la denuncia del trafficking e il secondo, che in un modo che solo superficialmente può apparire una strana coincidenza, diventa la storia di Lisbeth e di Tutto il Male che le è successo, cambiando la sua vita. Nel primo filone ci sono subito tre omicidi - e ci fa venire i brividi osservare quale oscura premonizione ci sia nel giornalista free-lance che muore senza riuscire a veder pubblicato il suo libro, proprio come avvenne a Larsson, quasi che Dag Svensson sia un inconsapevole alter ego dell’alter ego Mikael dello stesso Larsson. Nella seconda traccia, che prende l’avvio dalla prima, sarà Lisbeth a portarci dal colpevole degli omicidi, che è colpevole anche, e direttamente, nei suoi confronti. Con un finale da tragedia greca, un grandguignol degli orrori macabri, un ritmo serratissimo che ci fa salire il cuore in gola. Con sospiro di sollievo all’ultima pagina. Titolo originale: Flickan som lekte med elden Traduzione di Carmen Giorgetti Cima
Prologo Era legata con cinghie di cuoio a una stretta branda con il telaio in acciaio. Le cinghie tese sopra il torace premevano. Era stesa sulla schiena. Le mani bloccate all’altezza dei fianchi. Ormai aveva rinunciato da tempo a qualsiasi tentativo di liberarsi. Era sveglia ma teneva gli occhi chiusi. Se li avesse aperti si sarebbe ritrovata al buio, l’unica fonte di luce era una debole striscia che filtrava da sopra la porta. Si sentiva in bocca un sapore cattivo e non vedeva l’ora di potersi lavare i denti. Una parte della sua coscienza tendeva l’orecchio per cogliere il rumore di passi che avrebbe indicato che lui stava arrivando. Non aveva la minima idea di che ora della sera fosse, al di là del fatto che aveva l’impressione che cominciasse a essere troppo tardi perché venisse a trovarla. Un’improvvisa vibrazione della branda la indusse ad aprire gli occhi. Era come se un macchinario di qualche genere si fosse avviato da qualche parte all’interno dell’edificio. Ma dopo un paio di secondi non sapeva se fosse stata solo un’illusione oppure se il rumore fosse stato reale. Mentalmente spuntò un altro giorno sul calendario. Era il suo quarantatreesimo giorno di prigionia. Avvertì un prurito nel naso e girò la testa in modo da poterlo sfregare contro il cuscino. Sudava. Nella stanza l’aria era calda e soffocante. Indossava una semplice camicia da notte che le si era arrotolata sotto il corpo. Spostando l’anca riusciva ad afferrare l’indumento fra l’indice e il medio e a tirarlo giù da una parte un poco alla volta. Ripeté il procedimento con l’altra mano. Ma la camicia faceva ancora una piega sotto l’osso sacro. Il materasso era sformato e scomodo. Il totale isolamento faceva sì che ogni piccola impressione, che altrimenti sarebbe passata del tutto inosservata, si ingigantisse pesantemente. Le cinghie erano abbastanza lasche da permetterle di cambiare posizione e mettersi sul fianco, ma anche così era scomoda perché doveva stare con una mano dietro la schiena e questo le faceva intorpidire il braccio. Non era spaventata. Al contrario sentiva accumularsi dentro di sé una rabbia violenta. Ma era anche tormentata dai suoi stessi pensieri che si trasformavano costantemente in sgradevoli fantasie su ciò che le sarebbe successo. Odiava la sua impotenza coatta. Per quanto cercasse di concentrarsi su qualcos’altro per far passare il tempo e reprimere il pensiero della sua situazione, l’angoscia riusciva comunque a filtrare. Ristagnava intorno a lei come una nube di gas minacciando di infiltrarsi nei suoi pori e avvelenarle l’esistenza. Aveva scoperto che il modo migliore per tenere lontana l’angoscia era fantasticare di qualcosa che le desse una sensazione di forza. Chiuse gli occhi e richiamò l’odore della benzina. Lui era in macchina con il finestrino aperto. Lei gli si avventava contro, versava la benzina e accendeva un fiammifero. Questione di un attimo. Le fiamme si alzavano subito. Lui si contorceva dal dolore e lei sentiva le sue urla di terrore e sofferenza. Poteva percepire l’odore della carne bruciata e quello più aspro del rivestimento e dell’imbottitura dei sedili che si incenerivano. © 2008 Marsilio Editori Stieg Larsson - La ragazza che giocava con il fuoco 754 pag., 19,50 € - Edizioni Marsilio 2008 (Farfalle) ISBN 978-88-317-9498-5
| 25 giugno 2008 | | Di Marilia Piccone |
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