|
|
 |
|
| |
HOME | giovedì 24 maggio 2012 |
 |
|
|
|
|
|
 |
|
 |
 |
 |
|
 |
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
| Titolo |
 |
Durante |
 |
| Autore |
|
De Carlo Andrea |
|
| Dati |
|
440 p., brossura |
|
| Prezzo |
|
€ 18,00 |
|
| Prezzo IBS |
|
€ 18,00 |
|
| Editore |
|
Bompiani |
|
| Collana |
|
Narratori italiani |
|
| EAN |
|
9788845261039 |
 |
 |
 |
|
|
 |
Durante di Andrea De Carlo“Avrei voluto gridare che era tutta una storia insensata, fondata sulla messa in scena di Durante e sul loro bisogno di credere in qualcosa di più suggestivo di una semplice catena di reazioni chimiche…”
Ambientato nell’urbinate, dove lo scrittore vive e lavora, quest’ultimo romanzo di Andrea De Carlo propone alcuni temi sicuramente nuovi e altri che attraversano un po’ tutta la sua produzione letteraria e rappresentano in un certo senso il messaggio che desidera trasmettere ai suoi lettori e il suo maggiore interrogativo nei confronti della vita.
La vita di ognuno è sempre una scelta e proprio per questo rimane perenne l’insoddisfazione di ciò che non si è, di ciò che si perde, di ciò a cui si rinuncia. Ogni uomo ha una doppia aspirazione: la tranquillità, la stabilità affettiva ed economica e, in assoluto contrasto con questo, la voglia di libertà, il bisogno di non sentirsi bloccato né dalle cose né dalle persone. A incarnare quest'immagine di un sé senza catene De Carlo ha creato la figura di Durante, protagonista e titolo di quest’ultimo romanzo.
Pietro, il narratore e la sua compagna Astrid hanno scelto una dimensione apparentemente alternativa del vivere: sono andati ad abitare nelle colline marchigiane, tessono al telaio delle belle stoffe e le rivendono, curano l’orto e hanno discreti rapporti ma non vera amicizia con gli abitanti delle case vicine. Piuttosto schivi, amano fare lunghe passeggiate con il loro cane nelle pause di lavoro al telaio. Il lavoro però spesso incalza, i tempi di consegna vanno rispettati per cui non sempre possono godere della libertà che li aveva spinti in quel luogo e a quella scelta (di certo creativa) professionale.
Ma un giorno, improvviso come un temporale, arriva casualmente in quel borgo un po’ fuori dal mondo, un uomo che cambierà la vita di tutti gli abitanti di quelle case sparse sulla collina. È il suo modo d’essere che spiazza costantemente i suoi interlocutori: non segue nessuna regola d’opportunità sociale, usa la sincerità come una clava, ma ha nello sguardo nella pacatezza della voce, nel non essere tenuto da nessuna catena economica o interiore, un fascino sottile che conquista ogni donna (e ogni animale) che si avvicini a lui. Il suo nome è Durante possiede alcune doti rare, sa trattare i cavalli come pochi (si propone infatti come istruttore a un agriturismo della zona) e sa ascoltare, qualità che le donne apprezzano in modo particolare. Forse sa anche curare e far rivivere chi è dato per spacciato, c'è chi dice che sia un medico, chi un truffatore...
Ma questo suo modo d’essere, il suo dire sempre la verità senza cercare mediazioni, provoca turbamenti profondi anche negli uomini, in particolare nel narratore sempre più turbato e irritato da quella presenza così intrigante. Pietro scopre che la sua compagna gli sta sfuggendo, che le sue stesse scelte di vita non lo soddisfano più, che in realtà ha da sempre amato un’altra donna, la sorella di Astrid, e che forse l'insofferenza a Durante è l'insofferenza a se stesso....
La relazione tra Pietro e Durante inizia in modo molto conflittuale. Pietro sente un’immediata rabbiosa invidia per quel vagabondo che tanto successo riscuote con le donne (con le sue in particolare), ma l’evolversi della situazione, quando i due uomini saranno da soli in un viaggio attraverso l’Italia, in cui conoscerà meglio Durante e le sue tante vite, lo porterà a cogliere la magia di quell'intruso e ad accettare lo sconvolgimento interiore che quell’uomo e la sua libertà totale gli hanno provocato. Questa in modo molto sintetico e a grandissime linee la storia raccontata in questo romanzo. Chi abbia letto le opere precedenti di De Carlo potrà riconoscere alcuni motivi conduttori, primo fra tutto il tema dell’ambiguità e dell’ambivalenza delle nostre scelte e delle persone: si vorrebbe anche altro da sé, si vorrebbe poter racchiudere nella propria esistenza le tante diverse vite che ci attraggono tutte nello stesso modo e l’insoddisfazione fa parte del nostro essere individui limitati, circoscritti a una sola, castrante possibilità.
I luoghi in cui si vive hanno di sicuro un significato e un’influenza sulle singole vite, sui caratteri, sulle relazioni. Le Marche che De Carlo ci propone sono luoghi reali e luoghi dell’immaginario. Reale è il minor sfruttamento turistico e la maggiore verità di borghi e colline di quella regione che ha evitato, per ora, “l’effetto bomboniera” tipico di altre realtà del centro Italia, fa parte invece dell’immaginario del protagonista, oltre che dello scrittore, quel tanto di selvaggio, quegli spazi così ampi che certe pagine ci propongono. È indiscutibile però che nessun altro luogo in Italia avrebbe potuto con tanta coerenza essere stato scelto da Pietro per allontanarsi dal consumismo imperante e dalla spersonalizzazione del lavoro e soprattutto da Durante come sosta nel suo quasi profetico andare. Nella lettera che Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale di Bompiani, indirizza al suo autore nel risvolto di copertina si dice anche: “Chi legge non può fare a meno di chiedersi cosa direbbe di lui Durante”. Aggiungerei che chi legge può sentirsi molto minacciato delle domande che il modo d'essere di Durante pone, anche attraverso la pagina scritta. Ed ecco un’indicazione precisa di De Carlo stesso sul significato che attribuisce alla lettura e, quindi, alla comunicazione con il proprio pubblico e che conferma l’interazione che si è appena sottolineata: Un lettore contribuisce alla creazione di un romanzo quanto chi l’ha scritto. Se non investe tutta la sua immaginazione, i suoi sentimenti, i suoi ricordi nella lettura, le pagine stampate che ha davanti restano inerti, senza senso... Spero che ognuno abbia voglia di costruirsi la propria storia, unica e diversa da quella di chiunque altro. Del resto, leggere è una delle poche esperienze davvero personali che siano rimaste.
Le prime pagine
Il diciannove maggio alle quattro e venti del pomeriggio
Il diciannove maggio alle quattro e venti del pomeriggio ero seduto nel prato davanti a casa in una pausa dal lavoro, senza un solo pensiero attivo in testa. Il termometro appeso sotto l'arco tra la casa e il laboratorio segnava ventisette gradi all'ombra, ma al sole ce n'erano almeno trenta. La testa mi scottava, gli occhi mi facevano quasi male. L'erba già in parte secca mi pizzicava le piante dei piedi e le caviglie, mosche e api e altri insetti di varie dimensioni mi si posavano addosso o ronzavano intorno. Muovevo le mani a intervalli per scacciarli, respiravo lento. C'era anche una lieve brezza intermittente, che creava venature nell'aria densa e increspava l'onda tenue di blues elettrico che usciva dalle finestre. Cardellini e fringuelli e tortore dal collare cantavano melodiosi sugli alberi e tra i cespugli; la distesa delle colline tutto intorno era incantevole come sempre, benché i colori fossero un po' sbiaditi dal secco prolungato e dall'intensità della luce. Nell'insieme avrei potuto dire che le sensazioni negative e quelle positive si bilanciavano, con forse una debole prevalenza di quelle negative dovuta al caldo e alla noia ristagnante nel retroterra dei miei non-pensieri. Poi ho sentito il rumore di un'automobile che scendeva per la strada sterrata, sono saltato in piedi. Oscar il cane si è messo ad abbaiare: scoppi di suono profondo, percussivo. Astrid la mia ragazza si è affacciata da una delle finestre aperte, ha detto "Chi è?". "Che ne so!" ho detto, mentre incespicavo sull'erba per infilarmi gli zoccoli di sughero e lana cotta bucati dall'uso in corrispondenza degli alluci. ono andato al punto dove la stradina ripida scende al piano della casa, con le reazioni contraddittorie di uno che vive fuori dal continuo intersecarsi di persone e attività della società urbana: fastidio, allarme, curiosità, istinto di difesa del territorio. Oscar abbaiava più concitato, ai limiti della sua catena tesa. Una piccola macchina bianca è sbucata tra i viscioli e le rose canine e i finocchi selvatici e le erbe alte, si è fermata a qualche metro da me. Mi sono bloccato anch'io, con tutti i muscoli del corpo e della faccia contratti, improvvisamente consapevole del cattivo stato della mia maglietta verde militare e dei miei calzoni di tela nera, la testa già piena di gesti e frasi per negare e respingere.
© 2008, Bompiani
Andrea De Carlo – Durante 440 pag., 18 € – Edizioni Bompiani 2008 (Narratori Italiani) ISBN 978-88-45-26103-9
| 10 giugno 2008 | | Di Grazia Casagrande |
Condividi su: |
 |
|
 |
|
|
|
 |
|
 |
|
Copyright © 1996/2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
Wuz è un marchio registrato.
Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie
Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.
Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
|
Concessionaria di pubblicità MYads.it
Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
Dati audience certificati Audiweb
Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione
Alcune foto presenti su Wuz.it sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.
|
 |
| I siti del network: |
|
|
|
|