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HOME | martedì 16 marzo 2010 |
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| Titolo |
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Il migliore amico dell'orso |
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| Autore |
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Paasilinna Arto |
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| Dati |
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305 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 16,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 16,00 |
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| Editore |
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Iperborea |
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| EAN |
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9788870911626 |
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Il migliore amico dell'orso di Arto Paasilinna"Satanasso seguiva attentamente la disposizione di piatti, bicchieri e posate cercando di rendersi utile. Capitò che si rompessero delle stoviglie e che la zuppa si rovesciasse per terra, ma in quel caso l'orso ripuliva sempre il pavimento con la lingua e si rimetteva al lavoro. Sonja gli insegnò a tenere su una zampa per ogni evenienza un tovagliolo ripiegato, che gli dava l'aria di un perfetto cameriere. Dopo il pasto gli era consentito portare le stoviglie sporche in cucina e spazzare le briciole dalla tavola con il suo canovaccio. Con cui, a volte, si ripuliva anche il didietro."
Chi è il miglior amico dell'orso? Un pastore protestante, è ovvio! Se poi il pastore ha perso la sua vocazione religiosa e l'orso invece ha acquisito una spiritualità straordinaria, eccoci di botto scaraventati in una delle fantastiche storie di Paasilinna!
Solo un autore come lui può immaginare un incipit così drammatico e al tempo stesso umoristico come quello di questo romanzo: nelle prime pagine muoiono una simpatica organizzatrice di banchetti e l'affamata mamma orsa, in una sorte che le "accomuna" in modo davvero "fuori dal comune". Restano così orfani i due piccoli e teneri orsetti, mentre il paese dimentica immediatamente la nostra cuoca e decide di omaggiare l'amato pastore Oskari Huuskonen con un regalo inatteso: un bel cucciolotto d'orso.
Sistemato così l'orfanello (la femmina finirà in uno zoo) e risolto il problema del regalo per il compleanno del pastore, il paese riprende la sua vita. Ma non altrettanto accade a Oskari e alla moglie che, esasperata dalla presenza di questa bestiola ingombrante, esclama vedendo il contenuto della cesta-regalo: "Un orso, satanasso..." dando così un nome appropriatissimo al nuovo ospite: Satanasso, appunto. Ancora non sanno che Satanasso rivoluzionerà le loro vite completamente. Grazie a lui si separeranno, grazie a lui Oskari troverà la forza di lasciare il suo paese e gettarsi nell'avventura di un viaggio che lo porterà dalla Russia a Malta verso un nuovo destino, grazie a lui conoscerà altre donne, guadagnerà abbondantemente, perderà la già traballante fede, ascolterà le voci dallo spazio.
La straordinaria abilità di Paasilinna nel raccontare con semplicità e attendibilità cose davvero inverosimili, ci farà credere che Satanasso (detto confidenzialmente Satan), pur soffrendo di momentanei accessi di "bestilità" incontrollabile (che creano qualche problemuccio al nostro pastore), possa diventare un ottimo cameriere - una specie di maggiordomo -, che impari a stirare a meraviglia e riporre anche i vestiti, che apparecchi e sparecchi la tavola, che vada in bagno come un umano, pulendosi il didietro, che sappia pregare, dormire nei letti, si faccia anche regolarmente la doccia e regga da protagonista uno spettacolo di cabaret (che porterà non pochi guadagni) a fianco del suo padrone.
E noi lì, a leggere e credere che davvero un pastore protestante "spretato" possa essere il miglior amico dell'orso. Ma perché no?
Titolo originale: Rovasti Huuskosen petomainen miespalvelija Traduzione dal finlandese e Postfazione di Nicola Rainò
 | Arto Paasilinna con Massimo Cirri, Filippo Solibello e il suo editore finlandese allo Spazio IBS
della Fiera del Libro di Torino 2008 |
Le prime pagine
1 IL DESTINO DI MAMMA ORSA
"Satana come Icone ruggente si aggira in mezzo a noi!” Il reverendo Oskari Huuskonen s'appoggiò con le mani alla balaustra del pulpito e lanciò verso il basso un'occhiata severa. I parrocchiani di Nummenpää se ne stavano rattrappiti là nella navata sotto il peso delle loro colpe. La chiesa, fatta di tronchi incatramati, era dipinta all'esterno di ocra rossa, mentre all'interno era stata intonacata di un grigio cilestrino. Altare e pulpito erano di pino rosso lucidato a cera. In prima fila sedevano i notabili della parrocchia: l'agronomo Lauri Kaakkuri, il proprietario del cementificio Orini Haapala, il generale di brigata Cari Gustaf Emil Roikonen, il dottor Seppo Sorjonen, il farmacista, vari maestri, l'ispettore di cantiere, il capo dei pompieri... e la consorte del reverendo, Saara Huuskonen, una donna bella e altezzosa con l'aria d'esser perennemente angustiata dal dover ascoltare le omelie del marito. "Ma verrà il momento che la frusta divina andrà a sferzare il fondoschiena di Satana, sì che i peli svolazzino e gli escrementi gli colino nelle braghe!" Il reverendo Huuskonen era un predicatore veemente che, a differenza dei pastori più giovani, non risparmiava le sue pecorelle. Nei periodi di crisi ci voleva il pugno di ferro, e quello al reverendo Huu-skonen non era da meno. Quella stessa mattina nella parrocchia in questione una saggia mamma orsa insegnava ai suoi cuccioli l'arte di cavarsela nella vita, che è quel che è: meglio procurarsi di notte qualcosa da mangiare, quando gli umani, quei barbari, erano intenti a dormire, e di giorno sonnecchiare nel folto dei boschi. Passare gli inverni assopiti nella tana e d'estate condurre la vita libera ed errabonda delle creature sel-vatiche. Si era agli albori dell'estate. La bruna mamma orsa s'era ridestata dal letargo già da un mese e mezzo. E aveva due cuccioli, un maschio e una femmina, un figliolo e una figliola, dati alla luce durante l'inverno nella tana sotto la coltre di neve, ora grandi come cagnolini, due adorabili, tenerissimi peluche. H parto non aveva presentato difficoltà di alcun genere, era avvenuto senza complicazioni e paure di sorta. Le orse non hanno bisogno di levatrici, né che i maschi assistano al parto. Tutto avviene nel buio fitto della tana, dove la madre si risveglia quel tanto che basta per sfornare i pargoletti, piccoli come un gomitolo di lana. Un corpetto per accostarli alle mammelle è la cura parentale che sul momento le basta. Era una luminosa notte estiva di fine maggio. Tre palline di pelo girovagavano sotto le linee dell'alta tensione che attraversavano la parrocchia di Nummenpää, dove crescevano fitti boschi cedui di betulle e sorbi, inframmezzati nelle zone più secche da folte macchie di ginepri e giovani abeti. Il comune di Nummenpää, confinante con quelli di Sammatti e di Somero, si trova nella parte nord-occidentale della regione di Uusimaa, e le linee ad alta tensione che l'attraversano portano l'elettricità dalle centrali del nord verso la capitale, dove viene consumata più che altrove. Mamma orsa aveva la tana a una decina di chilometri dal borgo, all'interno di una fitta, ondulata abetaia, e tutta l'estate cacciava nei paraggi, spingendosi fino ai margini dei paesini isolati, abbattendo occasionalmente un alce o un cervo. Adesso insegnava ai piccoli come nutrirsi di uova di formica. C'era effettivamente un formicaio sotto la linea dell'alta tensione, e l'orsa, arrivata lì davanti, scoperchiò la cupola con una zampata, mostrando poi come bisognasse scavare abbastanza in profondità, con prudenza, fino a quando la zampa non arrivava al livello in cui pullulavano le uova col loro biancore. Dopo di che c'era solo da spalmarsi velocemente quel nettare sulla lingua, facendo attenzione a non inghiottire insieme troppi aghi di pino e altri detriti. Conveniva svuotare i nidi a notte inoltrata, quando le operaie dormivano e le larve erano sistemate in bell'ordine sul fondo. I cuccioli rovistavano nel formicaio estremamente interessati a delibare le squisitezze indicate dalla madre. Erano più buone delle ranocchie, e assai meno acidule della mortella sopravvissuta sotto la neve.
© 2008, Iperborea
Arto Paasilinna – Il miglior amico dell’orso 305 pag., 16 € – Edizioni Iperborea 2008 ISBN 978-88-70-91162-6
L'intervista a Paasilinna
| 12 giugno 2008 | | Di Giulia Mozzato |
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