Ricerca avanzata
Recensione

Sherlock Holmes contro Dracula copertina

Sherlock Holmes contro Dracula di John H. Watson a cura di Loren D. Estleman

“Temo, Watson, che nel narrare le mie piccole avventure abbiate fortemente sottovalutato il vostro contributo nel portare ciascun caso alla sua soluzione. Così come la lanterna più luminosa è inutile fintanto che non viene accesa, la presenza di un genio senza che ci sia qualcuno a stimolarne l’attività è davvero poca cosa. Cosa sarei senza di voi?”

Scritto nel 1978 e tradotto in 23 lingue, questo romanzo di Estleman è stato uno dei primi a giocare con personaggi e autori diventati ormai dei classici della letteratura di genere. Non a caso la dedica del libro è per Sir Arthur Conan Doyle e Bram Stoker, creatori dei personaggi immortali che Estleman decide di mettere uno di fronte all'altro.

Nel 1981 la BBC ne ha tratto un adattamento radiofonico che ha avuto un grande successo, tanto da essere stato ritrasmesso l'anno scorso (andando sul sito www.sherlockholmescontrodracula.it è possibile sentirlo, effettuando il downloading).

Il pretesto del ritrovamento di un manoscritto fa parte ormai di tanta letteratura e proprio la fedeltà alla tradizione ispira questo romanzo in po' in ogni sua pagina. Scritta in prima persona dallo storico assistente di Sherlock Holmes, l’ingenuo e fedelissimo dottor Watson, che nella finzione letteraria viene posto anche come autore del libro, questa specialissima avventura ha come premessa una lettera di Watson stesso datata 15 settembre 1897 in cui si certifica l’autenticità del resoconto che sta per essere narrato.

I fatti risalgono all’estate del 1890 e la loro conclusione arriva nell’ottobre dello stesso anno. Fin dalle prime pagine e dall'apparizione di Holmes viene messa in campo tutta la capacità deduttiva che ha reso famoso il personaggio di Conan Doyle: piccoli segnali di quella dote investigativa che tutto il romanzo esalterà.

Va sottolineato anche il fatto che frequenti sono i rimandi alle avventure che hanno costellato i tanti romanzi in cui Watson ha svolto la funzione di assistente e di narratore con una specie di ammiccamento costante al lettore che già conosce questi romanzi, ma che non preclude la lettura di chi invece è per la prima volta alle prese con Sherlock Holmes e con la sua capacità investigativa.


Così come non c’è alcun tradimento nel rappresentare i due londinesi, ritroviamo uguale fedeltà nella rappresentazione del personaggio più noto di Stoker: il Conte Dracula.
Sia l’aspetto fisico che le caratteristiche peculiari corrispondono perfettamente alla figura creata dallo scrittore irlandese e a tutta la tradizione fantastica dei vampiri. La luce del sole è il loro peggior nemico, così come il crocefisso o l’aglio, devono avere a disposizione sempre la terra in cui sono stati sepolti, e devono nutrirsi del sangue di esseri umani (preferibilmente donne e bambini) vivi. Ed ecco che tutto ciò viene rispettato dal Dracula di Estleman che, approdato in Inghilterra dopo aver sterminato l’equipaggio della nave che trasportava lui e le numerose casse contenenti terra della Transilvania, inizia la sua conquista di Londra.


Davanti al mistero di quella nave fantasma e all’orrore dipinto sul volto dell’unico morto che non è stato fatto sparire, il comandante della nave, anche Sherlock Holmes sembra trovarsi in una certa difficoltà. Ma, come ben sappiamo, non si perde certamente d’animo e dopo aver appurato che il nemico che ha di fronte non è un normale assassino, ma il Conte Dracula "in persona", le misure che adotterà saranno proporzionate all’avversario: tutto, deduzione dopo deduzione, fino alla  vittoria finale.

Sicuramente una delle pagine più belle del romanzo è quella che vede per la prima volta i due contendentii l’uno di fronte all’altro in un dialogo elegante ed esplicito, in cui ognuno mette sul tavolo le sue “armi” ed espone i suoi punti di forza. Una scena, direi, cinematografica perché è impossibile non avere negli occhi le figure di questi personaggi così come tanti film li hanno rappresentati. E penso che Estleman proprio questo volesse provocare nel lettore, in un omaggio non solo ai due scrittori che  hanno creato Sherlock Holmes e Dracula, ma anche a tutta la cinematografia che ha dato loro, penso soprattutto a Dracula, delle precise caratteristiche fisiche. 

Lo stile e il linguaggio utilizzati sono volutamente ottocenteschi e rimangono tali nella bella traduzione di Paolo De Crescenzo, così che il gioco dello scrittore (e del lettore suo complice) è molto raffinato e fa dimenticare rapidamente che si tratta di un romanzo scritto solo trent’anni fa. 

Qualche approfondimento sul sito del romanzo

Chiunque volesse approfondire il tema del valore degli apocrifi e della riscrittura in generale può leggere il breve saggio di Ornella de Zordo (ordinario di Letteratura Inglese all'Università di Firenze), "L'alchimia della riscrittura: lunga vita a SH", in Uno studio in Holmes


Le prime pagine

Prefazione

Prima di dare inizio al racconto, sento che è mio dovere mettere in guardia il lettore contro una certa quantità di affermazioni erronee di recente effettuate in merito agli accadimenti narrati qui di seguito. Mi riferisco in particolare a una monografia illegittima che ha riscosso una certa dose di popolarità fin dalla sua prima apparizione, avvenuta quattro mesi fa: è opera di un irlandese che risponde al nome di Brani Stoker, e si intitola Dracula.
Per cominciare, il libro, che si articola come una raccolta di lettere e diari scritti da alcuni dei principali personaggi coinvolti, ignora completamente il ruolo che Sherlock Holmes - e in misura minore io stesso - svolgemmo nel portare a compimento questa vicenda tra i picchi innevati della Transilvania. Anche se Holmes non è d'accordo, sono convinto che il Professor Van Helsing abbia indotto Stoker ad alterare deliberatamente i fatti ogniqualvolta la nostra linea di indagine incrociava la sua, al fine di costruirsi una reputazione come investigatore del soprannaturale, e a inventare interi episodi per spiegare le incongruenze. Che non muova tali accuse con leggerezza sarà dimostrato da quanto segue.

Un punto fra i tanti: nella ricostruzione di Stoker, l'amico del Professore Dr John Seward afferma che la "Bloofer Lady" (come fu chiamata dai giornali) 5 venne distrutta durante le ore diurne del 29 settembre. In realtà, fu nel corso della notte del 28 o, per esser più precisi, nelle prime ore del 29, che Lord Godalming affondò il paletto purificatore nel seno immondo della donna, liberandola così dalla maledizione vampirica. Un ulteriore esempio della doppiezza del suddetto autore e dello stesso Van Helsing è riscontrabile allorché il Professore accenna al fatto che la Czarina Catherina con a bordo il Conte salpò dal molo Doolittle di Londra diretta a Varna, sul Mar Nero, nel pomeriggio del 4 ottobre, laddove un esame anche sommario degli orari di partenza delle navi di quel periodo evidenzia in modo inequivocabile come non fu fino al mattino seguente che l'imbarcazione prese il mare, e che il porto di partenza fu Whitby, nello Yorkshire, e non Londra. Come spiegazione per questa alterazione dei fatti e per il racconto fantasioso con cui Stoker cerca di mascherare la propria sconsideratezza, posso soltanto ipotizzare che si sia trattato dell'ennesimo tentativo di screditare ogni rivendicazione che Holmes e io potessimo avanzare riguardo al forsennato inseguimento del vampiro lungo la notte del 4.

Affinché da queste pagine non appaia come un totale sprovveduto agli occhi dei miei lettori, è necessaria qualche spiegazione riguardo alla conoscenza del folklore vampirico in Inghilterra nell'ultimo decennio del secolo. Adesso che ognuno che si diletta a leggere un poco si è familiarizzato con il significato di cose come l'aglio, i paletti di legno e la presenza di piccole ferite sulla giugulare, immagino che il mancato riconoscimento da parte mia della reale natura di tali evidenze mi farà etichettare come un babbeo. Ma resta il fatto che, prima dell'apparizione dell'abominio di Stoker, cose simili erano estranee all'inglese medio non meno dei riti di adorazione degli alberi praticati da alcune tribù primitive. Oserei dire che meno di un londinese su cento avrebbe potuto - come fece Holmes - distinguere la verità, trovandosi ad affrontare un guazzabuglio di stranezze apparentemente scollegate.
Il resoconto che segue è l'unico corretto. Ho controllato e ricontrollato le copiose annotazioni che presi all'epoca degli eventi che mi accingo a descrivere, e sono ragionevolmente certo della loro accuratezza. Per evitare al lettore interessato a seguire la mia narrazione di incorrere in qualche tipo di confusione, ho abbandonato in questo caso l'usuale prassi di sostituire i veri protagonisti con nomi di fantasia, e ho evitato di omettere qualsiasi fatto pertinente, tanta è la mia indignazione di fronte all'ingiustizia perpetrata in nome dell'arte da qualche preteso cronista. In quanto a coloro che difendono Stoker, li rinvio alla sezione del suo libro in cui tratta della "Bloofer Lady", nella quale non riesce a decidere se il colore del vestito della suddetta signora sia nero o bianco. Si tratta di una distinzione che entrambi, l'autore e Van Helsing, sembrano avere qualche problema a effettuare.

John H. Watson
Londra, Inghilterra
15 settembre 1897

© Gargoyle Books

John H. Watson - Sherlock Holmes contro Dracula
251 pag., 13 € – Edizioni Gargoyle 2008
ISBN 978-88-89-54126-5


L’autore

John H. Watson, medico-chirurgo, nacque in Inghilterra nel 1852 e fu amico, confidente e biografo del grande detective Sherlock Holmes, le cui imprese hanno ispirato generazioni di investigatori dilettanti in ogni parte del mondo sin dalla loro prima pubblicazione, apparsa su The Strano Magazine alla fine dell'800. Nel 1878 si laureò in Medicina all'Università di Londra e poco dopo prestò servizio in Afghanistan come aiuto-chirurgo nel Quinto Reggimento Fucilieri Northumberland. Trasferito al reggimento del Berkshire, venne gravemente ferito nella battaglia di Maiwand. Congedato, fece ritorno a Londra, dove ebbe inizio il suo lungo sodalizio con Sherlock Holmes, cui dedicò oltre 60 tra libri e articoli. Il Dr. Watson morì nel 1940.

Il curatore


Dall'apparizione del suo primo romanzo nel 1976, Loren D. Estleman ha pubblicato 60 libri e centinaia di racconti e articoli. Considerato una vera e propria autorità in due generi letterari, il western e la detective-story, ha collezionato 17 vittorie e decine di nomination nei più importanti premi "dedicati", compreso il National BookAward e il Mystery Writers of America EdgarAllan Poe Award. Appassionato fan di Conan Doyle e membro della Società holmesiana Gli Irregolari di Baker Street, ha dedicato al grande detective due romanzi in cui lo contrappone a quelli che definisce "i più famosi super-cattivi della letteratura vittoriana": Dracula e il Dottor Jekyll (anche questo secondo titolo verrà pubblicato prossimamente da Gargoyle). Sherlock Holmes contro Dracula è stato tradotto in 23 lingue e continuamente ristampato dall'anno di prima pubblicazione (1978).

Intervista a Giorgio Faletti
Pochi inutili nascondigli
"Duma Key" di Stephen King
Sherlock Holmes dalla carta allo schermo
Il Conte Dracula e i suoi tanti volti


09 giugno 2008 Di Grazia Casagrande

Commenti



Non sono presenti commenti su questo documento. Vuoi essere tu il primo a scriverne uno?
Già iscritto?
Iscriviti