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HOME | giovedì 17 maggio 2012 |
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| Titolo |
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La figlia dell'eretica |
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| Autore |
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Kent Kathleen |
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| Dati |
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321 p., rilegato |
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| Prezzo |
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€ 17,60 |
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| Prezzo IBS |
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€ 7,92 |
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| Editore |
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Longanesi |
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| Collana |
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Biblioteca di narratori |
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| EAN |
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9788830425484 |
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La figlia dell'eretica di Kathleen Kent “Pare che ci sia una sola vera prova per verificare se una persona è una strega: la si getta nel fiume. Se annega, la sua innocenza è dimostrata. Se galleggia è una strega, e allora la si tira fuori e la si impicca.”
La nonna, per farla addormentare, le raccontava di un’antenata impiccata come strega a Salem nel 1692, e Kathleen Kent fin da bambina si è ripromessa di fare luce sulla vicenda e riabilitare il nome di Martha Carrier, soprannominata dal giudice “Regina degli Inferi” per l’orgogliosa insolenza con la quale durante il processo si proclamò innocente, firmando così la propria condanna, perché a chi ammetteva di aver intrattenuto rapporti col diavolo e si dichiarava pentito veniva risparmiata la vita.
La figlia dell’eretica è un romanzo, ma si basa sui documenti dell’epoca: i verbali dei processi di Salem sono stati pubblicati negli anni ’80, inoltre l’autrice ha consultato cronache ed epistolari per ricostruire la vita di quelle comunità puritane, infine ha potuto attingere ai racconti tramandati in famiglia.
Ne è sortita una ricostruzione accurata fin nei dettagli, che fornisce nuovi spunti per comprendere come sia potuta succedere una simile esplosione di follia collettiva.
In effetti, ancora oggi parliamo di “caccia alle streghe” per indicare delle persecuzioni emotive e irrazionali, e nell’immaginario collettivo tutte si riassumono in un nome esecrato, Salem, il villaggio del New England dove nel 1691 furono imprigionate decine di persone, soprattutto donne e anche parecchi bambini, e venti morirono sul patibolo.
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Eppure tutto incominciò con un gioco di ragazzine che per passare il tempo cercavano di prevedere il loro futuro con rituali cui attribuivano poteri magici. Suggestionate, si comportavano in modo strano, come fossero invasate. Se giudichiamo con i criteri odierni appare chiaro che si trattava di fenomeni isterici, ma bisogna inquadrarli nella mentalità del tempo, plasmata dall’ignoranza, dall’intransigenza della morale puritana, dall’isolamento culturale, dal terrore ispirato dagli indigeni. Le tribù pellirosse circondavano la zona, e spesso avvenivano eccidi e rapimenti. È significativo che il diavolo, nelle testimonianze processuali, fosse spesso descritto con la pelle scura, rossastra. Si trattava di fantasie stimolate dalle minacce esterne cui quelle comunità erano realmente esposte.
La voce narrante del romanzo è “la figlia dell’eretica”, cioè Sara, che a nove anni visse mesi di duro carcere soltanto perché sua madre pervicacemente si ostinava a non chiedere pietà, anzi accusava i giudici di vergognosa superstizione.
Imperniare il romanzo su Sara, che sopravvisse alla traumatica prigionia, non solo ha permesso all’autrice di raccontare le vicende seguite all’impiccagione di Martha, ma assicura forti emozioni nel lettore che una storia tanto tragica e ripugnante riviva nelle parole di una bambina.
Anche il marito di Martha, Thomas, è una figura storica: nel libro si accenna che è fuggito dall’Inghilterra in seguito all’assassinio del re Carlo I, in cui era in qualche modo coinvolto. Sarà lui il protagonista del prossimo libro, che la Kent sta già scrivendo.
Tittolo originale: The Heretic's Daughter
Traduzione di Laura Cangemi
Le prime pagine
Colchester, Connectìcut, 17 novembre 1752
Alla signora Lydia Wakefield
New London, Connectìcut
Mia cara Lydia,
ho appena avuto notizia delle tue nozze e ringrazio Dio per averti concesso un marito degno della tua mano e dotato di mezzi adeguati ad avviare una vita familiare agiata e sicura. Non è necessario che ti dica, carissima, che sei sempre stata la mia nipote prediletta.
Sono trascorsi molti mesi dall'ultima volta che ti ho vista e desidererei con tutto il cuore starti accanto per condividere la tua gioia. Da troppo tempo i malanni mi tengono lontana dai miei cari e spero di essere presto in grado di viaggiare per venire a trovarti. So che sei una donna adulta, ormai, ma nella mia mente rimani ancora la dodicenne fresca e vivace venuta per un periodo a stare con me per alleviare il peso degli anni. La tua presenza ha sempre portato con sé la fragranza del verde in boccio, spazzando via la desolazione delle mie stanze. Prego di poterti rivedere ancora una volta prima della mia morte, ma la mia presa su questo mondo e ormai sfuggente, se non peggio; così, sento con urgenza che e giunto il momento di consegnarti un regalo più prezioso di qualsiasi servizio di stoviglie. Quello di cui ti faccio dono e un tesoro che abbraccia diverse generazioni e unisce il vecchio e il nuovo mondo, valicando l'oceano che li separa.
 | la lapide di Martha Carrier
 | Oggi è il mio compleanno: ringraziando la divina misericordia, ho settantun anni. Un arco di tempo stupefacente, pur in quest'epoca di meraviglie e, oserei dire, di eventi magici. Come saprai di certo, nel settembre di quest'anno menti più accorte delle nostre hanno deciso che dal calendario dovessero essere cancellati undici giorni. Per quale ragione, non riesco a capirlo. So solo che sono andata a dormire un mercoledì, il 2 settembre dell'anno del Signore 1752, e mi sono svegliata il giovedì 14 settembre dello stesso anno.
Lo chiamano Calendario Gregoriano, questo nuovo sistema. Il Calendario Giuliano è stato abbandonato. Abbiamo sempre calcolato il tempo nello stesso modo, almeno credo, dalla nascita del buon Gesù. E mi sai dire dove sono andati a finire quegli undici giorni? Poiché tu sei ancora giovane, queste cose probabilmente ti sembrano naturali. Io invece sono legata al passato e gli eventi come questo mi colmano di apprensione. Vivo da un tempo sufficientemente lungo da ricordare un 'epoca in cui un progresso di tal fatta sarebbe stato visto come stregonerìa e magia nera, portando con sé una terrìbile sentenza da parte dei Padri della Città per aver avvicinato troppo la mano alle invenzioni del Cielo.
© 2008, Longanesi & C.
Ascolta la lettura delle prime pagine su RadioAlt
Kathleen Kent - La figlia dell’eretica
321 pag., 17,60 € – Edizioni Longanesi 2008 (Biblioteca di narratori)
ISBN 978-88-30-42548-4
L'autrice
Kathleen Kent è una diretta discendente di Martha Carrier, una delle prime donne processate a Salem, nel 1692, con l’accusa di stregoneria.
La figlia dell’eretica, basato sui racconti familiari passati di generazione in generazione e su anni di ricerche, è il suo primo romanzo.
Vive a Dallas.
| 16 maggio 2008 | | Di Daniela Pizzagalli |
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