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RECENSIONE

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Titolo Ve lo do io Beppe Grillo
Autore Scanzi Andrea
Dati 260 p., brossura
Prezzo € 15,00
Prezzo IBS € 7,50
Editore Mondadori
Collana Ingrandimenti
EAN 9788804577621
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Ve lo do io Beppe Grillo di Andrea Scanzi


"Quello che lascia il segno, vedendo decine di migliaia di cittadini mobilitarsi attorno a Grillo, alle sue drastich parole d'ordine, al suo ringhio esasperato, perfino alla sua presunzione di Unto dalla Rete, è constatare, piaccia non piaccia, che un uomo famoso ma isolato, popolare ma ex televisivo, antimediatico suo malgrado o fors'anche per sua scelta, sia in grado di mobilitare una folla che molti dei piccoli partiti, pur radicatissimi nei telegiornali e sui giornali, neanche si sognano." (Michele Serra)

Un libro che sicuramente interesserà moltissimi italiani: i "grillini", cioè gli appassionati seguaci del nuovo guru genovese e gli "antigrillini", cioè quelli che vedono come il fumo neglio occhi i vari V-Day e le lunghe invettive di Grillo nelle affollatissime piazze in cui raduna i suoi blogghisti.

Si tratta infatti non solo di un'analisi del successo di quest'uomo di spettacolo passato alla politica, ma anche una biografia (non ufficiale, ma autorizzata) che fissa alcuni momenti cruciali della carriera di Beppe Grillo. Forse è una specie di omaggio per il suo sessantesimo compleanno, forse la necessità di fare il punto su un fenomeno di grandi dimensioni, un femomeno sociale prima ancora che politico, forse è il bisogno di chiarire quello che per l'autore questo terremoto ha rappresentato nello stanco panorama politico italiano.
Questa inchiesta si basa su di un punto di vista: Grillo è stato un bravo rabdomante, ha cioè saputo raccogliere degli umori sempre più diffusi nella società italiana e a convogliarli in un filone di protesta preciso diventandone il portavoce. In più rappresenta una forma di "appartenenza" per chi non ne trova altre o per chi si è sentito in un certo senso orfano.

"Grillo non è un santone, non è il Salvatore non è l'Unto della Rete. Forse lui un po' ci crede, e con lui i fedelissimi (che sanno essere odiosissimi), ma la maggioranza no. Se volessi citare Hegel - ma anche Giovanni Allevi, tanto per volare un po' più bassi - direi casomai che quando un'opera risulta destabilizzante le possibilità sono due: o quell'opera (cioè quella persona) vince e apre una strada, o viene allontanata quale minaccia per il vecchio ordine prestabilito."
Scanzi definisce Grillo "Il portatore sano dell'indignazione italiana", ma vediamo come c'è arrivato. Prima di tutto il mezzo usato: il blog da qualche anno è uno strumento in cui chi non ha voce può farsi ascoltare, in cui si aprono dibattiti accesi (i toni sono sempre un po' eccessivi, in particolare in questo specifico blog) in svariati ambiti culturali e politici. Ed ecco che il blog di Beppe Grillo è uno dei più frequentati del mondo, in cui scrivono lettori indignati, e vogliosi di partecipare, con la rabbia di chi si è sempre sentito impotente e che finalmente crede di aver trovato uno sbocco.

Si parla di antipolitica, e in effetti questo sparare su tutto e su tutti può generare qualche preoccupazione di qualunquismo.  Anche Scanzi non condivide tutto né nei contenuto né nel merito, ma segnala un fatto significativo all'interno della comunicazione politica e dell'umore nazionale: e questa è già una gran cosa perché, tranne Annozero di Santoro, il silenzio della stampa è stato davvero clamoroso. Santoro ha dedicato un'intera puntata della trasmissione al primo dei due V-Day e ora, in occasione del secondo, ne ha mostrato ampi stralci dovendo poi subire delle reprimende ufficiali.

Denunce infuocate contro il malaffare diffuso, risposte altrettanto infuocate: insomma i post di Grillo non passano indifferenti attraverso le stanze del potere, eppure... Eppure non sembra che siano giunte a segno le indicazioni e gli strali: gli inquisiti non sono spariti dal nostro Parlamento e  anche certi abusi non sembra siano stati sanati.


Vengono poi ripercorsi gli esordi del comico genovese, si parla della sua famiglia e del diploma da ragioniere, della televisione e degli anni Ottanta, della sua cacciata dalla Rai dopo l'attacco ai socialisti di Craxi, quindi si giunge alla svolta comico-ecologista che preannuncia molti dei temi odierni.

Ma se negli anni Novanta Grillo considerava gli italiani complici di quello che avveniva a Palazzo eccolo oggi invece chiamarli a raccolta come le vittime che devono ribellarsi e richiedere un cambio radicale di rotta. Se leggerete il libro di Scanzo vi potrete trovare moltissimi fatti relativi alla storia del personaggio in esame, ma in generale alla nostra storia recente. Inoltre vengono riportate le tre interviste che l'autore gli ha fatto oltre alle numerosissime pagine che, soprattutto per stroncarlo, sono state scritte sul suo "caso" davvero straordinario.
Essere d'accordo o simpatizzare come fa l'autore, o essere in totale disaccordo non significa in ogni caso fingere che il fenomeno Grillo non esista. Insomma questo primo saggio su di lui è di grande aiuto per capire meglio quello che sta succedendo nella società italiana.

Le prime pagine

Questo libro

Di Beppe Grillo si parla molto, moltissimo. Cioè, no: se ne parla (in apparenza) poco, perché l'informazione canonica lo detesta e lui è bravissimo a farsi detestare. Ogni tanto lo si fa passare per una meteora dell'agorà politica e la domanda di rito che ricorre è "Che fine ha fatto Beppe Grillo?". Basta però un'elezione anticipata, un'apparizione inattesa - a Bruxelles, a Napoli, oppure ovunque - per farlo tornare al centro dell'attenzione.
Quando si parla di lui è tutto un cicaleccio in sottofondo, come la scia finale de La domenica delle salme di Fabrizio De Andre. Ci si dà di gomito, lo si nomina sottovoce, si ragiona per sentito dire. Si prendono per buone le dotte elucubrazioni dell'editorialista di riferimento, pronto a spiegarvi che cosa pensate e a rivelarvi, con toni netti di chi solo sa, che quell'uomo è un populista, un qualunquista, un poujadista e, già che ci siamo, un quasi terrorista.
In Italia nessuno è detestato come il non allineato. Quello che sarebbe di sinistra, ma che - com'è tipico degli amanti traditi - ce l'ha anzitutto con la Sinistra. Gli artisti così sono stati quasi sempre isolati, per poi ricevere puntualmente la santificazione post mortem. Penso a Pier Paolo Pasolini, ma anche a Giorgio Gaber.
Come si fa a paragonare Gaber a Grillo? Facile: non si fa. Grillo è un pasdaran molto più istintivo e molto meno "pensato". Eppure l'imbarazzo, il fastidio e l'odio che molte parti radicalchic della Sinistra hanno riversato addosso a Grillo, invece di usarlo come spunto per un'autocritica che era e resta tardiva, ricordano gli ultimi anni di Gaber, dimenticato anzitutto dalla parte politica a cui era naturalmente più vicino. Come per Gaber, cristallizzato ai tempi di Non arrossire, uno dei metodi per disinnescare Grillo è quello di ricordarlo soprattutto per le sue battute televisive; dire che "è solo un comico", screditando - con ciò - tutto quel che fa. E non è impossibile trovare punti di contatto negli obiettivi delle loro analisi: l'attenzione - pasoliniana - al mercato fagocitante, l'effetto rincoglionente dei media, il ritenere superata la distinzione tra Destra e Sinistra.
La mia sensazione, quando si parla di Beppe Grillo, è che lo si faccia troppo spesso per sentito dire. Non si sa chi sia (oggi) Grillo, che cosa abbia fatto Grillo, di cosa parli Grillo e come sia arrivato ai V-Day. Ma se ne parla. Male e sottovoce, ma se ne parla. Come se, fino all'8 settembre 2007, Grillo si fosse girato i pollici e nascosto dal mondo in attesa di sparare sul mondo generici, biliosi e apparentemente immotivati strali.
C'è il bisogno di una contestualizzazione, di un contrappunto, di un ripasso. Di una rilettura, il più possibile completa.

Principalmente per questo è nato Ve lo do io Beppe Grillo. Per capire di chi stiamo parlando. Per analizzarne gli snodi, le fiammate, le curve. 1 testacoda (e ce ne sono, e ce ne saranno). Per farsi un'idea: la vostra.
Ve lo do io Beppe Grillo è un tentativo - organico, accurato, accorato - di analisi. Di comprensione.
Come è stato possibile che un comico, da solo e contro tutti, abbia (momentaneamente, ciclicamente) messo in scacco un'intera classe politica? Qual è la strada che conduce dal Festival di Sanremo al pulpito cibernetico, dalle battute nazionalpopolari su Jovanotti alle invettive contro i potenti?



© 2008, Arnoldo Mondadori Editore

Andrea Scanzi – Ve lo do io Beppe Grillo
260 pag., 15 € – Edizioni Mondadori 2008 (Ingrandimenti)
ISBN 978-88-04-57762-1


L'autore


Andrea Scanzi (Arezzo, 1974), dopo aver a lungo lavorato per "il manifesto", scrive oggi per "La Stampa" di sport e cultura. È autore di diversi libri, tra cui della biografia di Ivano Fossati (Giunti 2005) e dei testi del libro di Roberto Baggio Una porta nel cielo (Limina, 2002). È sommelier professionista.


05 maggio 2008 Di Grazia Casagrande


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