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HOME | giovedì 18 marzo 2010 |
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| Titolo |
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Il caso Jane Eyre |
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| Autore |
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Fforde Jasper |
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| Dati |
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378 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 17,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 17,00 |
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| Editore |
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Marcos y Marcos |
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| Collana |
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Gli alianti |
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| EAN |
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9788871684369 |
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Jasper Fforde
Il caso Jane Eyre 1985. I libri sono al centro del mondo. C'è chi ha inventato uno strumento che permette di entrare e uscire (fisicamente!) da un'opera letteraria. Ma la scoperta cade nelle mani sbagliate. Dopo alcune avvisaglie, e la sparizione di personaggi minori, ecco la scomparsa di Jane Eyre: iniziano febbrili le indagini perché "le mode e i governi vanno e vengono, ma Jane Eyre è per sempre.
La prima ad apparire in questo straordinario romanzo è la narratrice e protagonista Thursday Next, di professione detective letteraria, figlia di un ex colonnello della CronoGuardia, simpatico disertore in lotta contro i burocrati dell'Ufficio per la Stabilità Temporale. Vagabondo nel tempo "non apparteneva a nessuna epoca ma a tutte insieme".
Thursday Next non fa parte della CronoGuardia, nonostante i vantaggi che la cosa comporta, come ad esempio un "biglietto di sola andata per il tempo e il luogo che si preferisce". Quando avviene un incredibile furto, è stato cioè sottratto un prezioso manoscritto tanto ben protetto da apparire inaccessibile, è però lei la prima ad essere coinvolta nelle ricerche. Le modalità dell'impresa criminale lasciano senza parole: i ladri hanno avuto solo venti secondi a disposizione, il vetro dal quale il "tesoro" era protetto risulta intatto, nessuna impronta digitale, nessuna traccia rilevata dalle telecamere. Ma come hanno fatto? Intanto morti ammazzati, trasformazioni misteriose, fughe indietro nel tempo e per la nostra protagonista un trasferimento (nella città in cui è nata) e un ingresso in un reparto d'indagine altamente specializzato. Ma è una macchina incredibile, inventata dallo zio della nostra detective, che permette di aprire un grande portale e di ritrovarsi fisicamente all'interno di un libro: la prima straordinaria "fantasia" che colpisce il lettore. Il libro inizia così a diventare una bellissima metafora, un sogno che materializza desideri e modi di dire: sono entrato in quel libro, in quel personaggio ed ecco, è proprio così. Ma questo prodigio può far gola anche ai criminali: a sparire ben presto sono gli zii di Thursday, l'inventore e la moglie. È stato il perfido Acheron Hades, il nemico pubblico numero uno, fintosi morto e carbonizzato, l'autore di quel rapimento? è proprio così, infatti lo ritroviamo ad estorcere con ogni mezzo il segreto dello zio inventore. Intanto in città succedono cose strane: Thursday è consultata dal professor Spoon, un docente di letteratura inglese, perché un personaggio secondario è misteriosamente sparito da un romanzo, personaggio trovato “cadavere” (sì proprio cadavere) nel bagagliaio di una macchina. Qualche mese prima poi una figura minore della Bisbetica domata (lo stagnaro ubriaco presente solo con qualche battuta nel primo atto) era stato visto vagare nelle campagne in stato confusionale, incapace di capire che si trovava fuori dal suo dramma. Insomma le barriere tra realtà e letteratura sono infrante. Ed ecco che arriva puntuale la richiesta di riscatto, la consegna del denaro avviene in uno scenario da film con aerei, sparatorie e inseguimenti. Ma Acheron, che ne esce sconfitto, inizia col distruggere il manoscritto rubato e prosegue architettando un altro più sconvolgente rapimento: quello del manoscritto di Jane Eyre. Bisogna salvare quella ragazza, la dolce protagonista del romanzo di Charlotte Brontë, a tutti i costi, perché "le mode e i governi vanno e vengono, ma Jane Eyre è per sempre".
Divertente, scoppiettante, appassionante come un vero giallo, curioso per la sua aria da romanzo di fantascienza, collocato in un recente passato piuttosto che in un lontano futuro, molto cinematografico in certe scene, e molto letterario in altri passaggi. Vero contrappasso al Bradbury di Fahrenheit 451: qui il libro è il bene più prezioso da conservare gelosamente, là il pericolo da eliminare. Ma interessante è anche il tema della guerra. Falchi e colombe contrapposti: chi dichiara che i "nostri morti" sarebbero caduti invano se non si proseguisse la guerra ad oltranza, e chi invece giudica che sia più responsabile non provocarne altri. Un messaggio neppure troppo nascosto lanciato dall'autore nel 2001, anno in cui il libro è uscito in Inghilterra, e giunto in Italia oggi quando il dibattito sulla guerra è apertissimo. Un'ultima notazione. Fforde ha nel suo immaginario tanto cinema, e si nota, ed è stato davvero premonitore mettendo tra le tante fantascientifiche invenzioni quella che cancella selettivamente i ricordi dolorosi: come non pensare al geniale Se mi lasci ti cancello di Michel Gondry?
Uno scoppiettante romanzo, un successo internazionale, la dimostrazione che per far riflettere non è necessario annoiare.
Le prime pagine
1
Una donna di nome Thursday Next
...La Divisione Operazioni Speciali fu creata per gestire servizi di polizia ritenuti troppo insoliti o troppo specialistici per le unità regolari. Si contavano in tutto trenta reparti, a partire dal più banale. Liti Condominiali (OPS-30), per arrivare a Detective Letterari (OPS-27) e Crimini Artistici (OPS-24). Le informazioni su tutto ciò che stava al di sopra dell'OPS-20 erano riservate, ma era risaputo che la CronoGuardia era l'OPS-12 e l'Antiterrorismo l'OPS-9, Si dice che l'OPS-1 fosse il reparto che si occupava dell'OPS nel suo insieme. Cosa facciano gli altri, è tutto da vedere. Di certo i singoli agenti sono per lo più ex-militari o ex-agenti di polizia, e lievemente squilibrati. "Se vuoi tare l'OPS" si usa dire "cerca di essere un po' strano..."
MILLON DEFLOSS Breve storia delle Operazioni Speciali
Mio padre aveva una faccia in grado di fermare gli orologi. Non voglio dire che fosse particolarmente brutto; era un'espressione usata dalle CronoGuardie per descrivere qualcuno che aveva il potere di ridurre lo scorrere del tempo a un rigagnolo ultralento. Papà era stato colonnello nella CronoGuardia e parlava molto poco del suo lavoro. Al punto che non sapevamo che avesse disertato, finché i suoi compagni cronoguardiani non fecero irruzione una mattina a casa nostra brandendo un mandato di Cattura e Sradicamento con le date in bianco, e ci interrogarono su dove fosse e quando. Papà è rimasto uccel di bosco da allora; quando in seguito ci venne a trovare apprendemmo che considerava l'intero organismo "moralmente e storicamente corrotto" e stava combattendo una battaglia solitaria contro tutti i burocrati dell'Ufficio per la Stabilità Temporale. Non capivo che cosa intendesse e non lo capisco tuttora; speravo solo che sapesse quello che faceva e non si mettesse nei guai facendolo. La sua capacità di fermare gli orologi se l'era guadagnata duramente ed era irreversibile: ora era un vagabondo solitario nel tempo, non apparteneva a nessuna epoca ma a tutte insieme, e non aveva altra casa che l'etere cronoclastico. Io non facevo parte della CronoGuarclia. Mai stata una mia aspirazione. Non è esattamente il massimo del divertimento, nonostante la retribuzione sia buona e il piano pensionistico non sia secondo a nessuno: un biglietto di sola andata per il tempo e il luogo che si preferisce. No, non faceva per me. Ero quello che si dice un agente di primo livello per l'OPS-27. il Reparto Detective Letterari della Divisione Operazioni Speciali, con sede a Londra. Molto meno fascinoso di quel che sembra. Dal 1980 le grandi bande criminali si erano buttate sul lucroso mercato letterario, e avevamo molto da fare e pochi fondi per farlo. Il mio capo area era Boswell, un omino rotondo che sembrava un sacco di farina con braccia e gambe. Quel lavoro era il suo pane: le parole erano la sua vita, la sua passione. Raggiungeva l'apice della felicità sulle tracce di un Coleridge contraffatto o un falso Fielding. Fu agli ordini di Boswell che arrestammo la banda che rubava e rivendeva prime edizioni di Samuel Johnson; in un'altra occasione smascherammo un tentativo di spacciare per autentica una versione palesemente inverosimile del dramma perduto di Shakespeare, il Cardenia. Era divertente finché durava, ma erano solo isolette di emozione in quell'oceano di banalità quotidiane che è l'OPS-27; ci occupavamo per lo più di traffici illegali, violazioni del diritto d'autore e frodi. Lavoravo con Boswcll e l'OPS-27 da otto anni e vivevo in un appartamento a Maida Vale con Pickwick, un dodo domestico rigenerato, residuo dell'epoca in cui l'estinzione inversa era l'ultimo grido e i kit per la clonazione domestica si vendevano vicino alla cassa. Avevo voglia, anzi avevo un disperato bisogno di un cambiamento, ma di trasferimenti neanche a parlarne e una promozione non si sapeva stesse di casa. Sarei potuta diventare ispettore solo se il mio immediato superiore fosse stata promossa o avesse mollato. Ma non succedeva mai; la speranza dell'ispettore Tur sposare un ricco Mr Uomo Giusto e lasciare il servizio rimaneva solo quello, una speranza, via via che Mr Uomo Giusto si rivelava Mr Bugiardo, Mr Alcolizzato o Mr Già Sposato.
Fforde Jasper - Il caso Jane Eyre 378 pag., 16,00 € - Edizioni Marcos y Marcos 2006 (Gli alianti) ISBN 9788871684369
| 03 maggio 2006 | | Di Grazia Casagrande |
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