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HOME | mercoledì 17 marzo 2010 |
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| Titolo |
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Kafka sulla spiaggia |
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| Autore |
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Murakami Haruki |
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| Dati |
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522 p., rilegato |
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| Prezzo |
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€ 20,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 20,00 |
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| Editore |
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Einaudi |
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| Collana |
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Supercoralli |
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| EAN |
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9788806186036 |
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Kafka sulla spiaggia di Murakami Haruki"Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia."
Ci sono scrittori che restano giovani tutta la vita. Murakami ha quasi raggiunto i sessant'anni e su di lui si può tagliare perfettamente questo abito mentale: la gioventù. Straordinariamente giovane è il suo sguardo, giovani le sue parole (che noi leggiamo nella bella traduzione di Giorgio Amitrano), infantili certe sensazioni irreali, adolescenziali i suoi sogni. Il contenitore di tutto è una mente adulta che mescola la capacità di immaginare con quella di vedere la realtà e che racconta le sue storie con una limpidezza rarissima.
Il romanzo racconta in parallelo la vita di due protagonisiti, un uomo maturo d'età ma ingenuo e immaturo nell'animo, Nakata, segnato nell'esistenza da un evento sconvolgente che Murakami ci racconta con la precisione di una cronaca dettagliata e documentata, e un ragazzo di quindici anni (Tamura Kafka, ma non è il suo nome) che fugge da casa per sfuggire a una profezia e alla sue visioni, allontanandosi così dal padre, unico elemento rimastogli di una famiglia smembrata che vorrebbe ritrovare. Lentamente le due vite parallele ci vengono descritte capitolo dopo capitolo. Raramente due storie che si sviluppano all'interno di uno stesso romanzo risultato sospese e appassionanti come queste. Al termine di ogni capitolo vorremmo trovare il seguito di quella vita, ma al tempo stesso siamo lieti di ritrovare l'altra che avevamo lasciato nel capitolo precedente con un'ansia di proseguire che pochi autori sanno regalare al lettore.
Alcuni elementi uniscono le due storie che ci appaiono come calamitate l'una all'altra: il sangue, "sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani"; il fallimento, quello di un bambino che a 9 anni perde la memoria e deve ricominciare da zero, e quello di un quindicenne che abbandona la scuola; l'isolamento e la paura che accompagnano la fuga; la meta, Takamatsu nel sud del Giappone; il mistero del proprio passato; la perdita momentanea di coscienza... Scrive Giorgio Amitrano che più di ogni altro lettore conosce quest'opera: "Mentre ci addentriamo incantati nel suo labirinto e ci perdiamo nei vertiginosi meandri della vicenda, abbiamo l'impressione che Murakami stia scoprendo la storia insieme a noi, viaggiando sulle tracce di Kafka e Nakata con la stessa nostra curiosità, stupore e sete di avventura. Si legge Kafka sulla spiaggia come il suo autore deve averlo scritto: con la sensazione di entrare a occhi aperti in un sogno visionario e risonante di profezie, dove le scoperte e le rivelazioni si susseguono, ma il cuore più profondo resta segreto e inattingibile." Lo scrittore più riservato e impenetrabile del Giappone contemporaneo, amatissimo in tutto il mondo, ancora una volta ci stupisce con la sua capacità di combinare la narrativa occidentale con la cultura giapponese, la filosofia greca con la visione claustrofobica di Kafka, il paranormale e la storia, shakerando il tutto per dare vita a un romanzo che molti hanno considerato il suo capolavoro, quello che lo rende degno candidato al Nobel per la Letteratura. Dopo quest'opera sono stati pubblicati in inglese anche Blind Willow , Sleeping Woman e After Dark, salutati dalla critica con altrettanto entusiasmo, e che speriamo di leggere presto anche in Italia. Nel frattempo potremo riprendere questo, perché si tratta di uno di quei libri che richiedono di essere letti una seconda volta per svelarsi, anche se forse mai capiremo davvero Nakata e Kafka - il loro legame e i misteri che li coinvolgono - sino in fondo, sin dentro le più intime pieghe del racconto. Titolo originale: Umibe no Kafuka Traduzione di Giorgio Amitrano
Il ragazzo chiamato Corvo - E così il denaro sei riuscito a trovarlo ? - chiede il ragazzo chiamato Corvo. Il modo di parlare è il solito, un po' strascicato. Come di uno che si è appena svegliato dopo una lunga dormita e ha i muscoli della bocca ancora intorpiditi. Ma il suo è solo un atteggiamento: in realtà è perfettamente sveglio. Come sempre. Io annuisco. - Quanto ? Rifaccio un'altra volta il calcolo a mente, quindi rispondo: - Circa quattrocentomila yen in contanti. Poi c'è ancora qualcosa che posso prelevare con la carta. Naturalmente non credo che basti, ma almeno per ora dovrei farcela. - Non è male, - dice il ragazzo chiamato Corvo. - Almeno per ora. Io annuisco. - Però questi soldi non li hai certo ricevuti da Babbo Natale, o sbaglio? - dice. - No, - rispondo. Il ragazzo chiamato Corvo si guarda intorno, storcendo leg-germente le labbra in una smorfia ironica. - Non sarà che provengono dal cassetto di qualcuno, qualcuno molto vicino? Non rispondo. Lui sa benissimo di chi è quel denaro, è ovvio. Non sta cercando di strapparmi una confessione. Mi sta semplicemente prendendo in giro. - Beh, pazienza, - dice il ragazzo chiamato Corvo. - Quei soldi ti servono. Ti servono davvero. Devi averli. Qualsiasi mezzo è lecito: chiederli, prenderli in prestito di nascosto, rubarli... In ogni caso sono soldi di tuo padre. Con quelli, almeno per ora, ce la farai. Ma quando avrai finito quei quattrocentomila yen, come hai intenzione di muoverti? I soldi non crescono spontaneamente nel portafogli come funghi di montagna. Avrai bisogno di mangiare, e di un posto per dormire. A un certo punto i soldi finiranno. - Ci penserò quando sarà il momento, - dico. - Ci penserò quando sarà il momento, - ripete il ragazzo, come soppesando le mie parole sul palmo della mano. Io annuisco. - Vuoi dire che cercherai un lavoro o qualcosa del genere? - Forse, - dico. Il ragazzo chiamato Corvo scuote la testa. - Ma quando imparerai qualcosa sulla vita? Come pensi che un ragazzo di quindici anni, in un posto lontano e sconosciuto, possa trovare un lavoro? Se non hai neanche finito la scuola! Chi ti darebbe un impiego? Arrossisco leggermente. Sono uno che arrossisce subito. - Mah, lasciamo perdere, - dice il ragazzo chiamato Corvo. - Non è il caso di fare un elenco dei problemi, prima ancora di cominciare. Ormai hai fatto la tua scelta. Adesso si tratta solo di metterla in pratica. E comunque sia, è la tua vita. Alla fine, sei solo tu a dover decidere. Sì, comunque sia, questa è la mia vita. - Ma d'ora in avanti, se non diventi più tosto non ce la farai. - Faccio del mio meglio, - dico. - Certo, - dice il ragazzo chiamato Corvo. - In questi ultimi anni ti sei rafforzato molto, non si può negare. Annuisco. Il ragazzo chiamato Corvo continua: - Resta però il fatto che hai solo quindici anni. La tua vita è appena cominciata. Il mondo è pieno di cose di cui non sai niente. Cose che tu nemmeno ti immagini. Siamo seduti come al solito l'uno accanto all'altro sul vecchio divano di pelle nello studio di mio padre. Al ragazzo chiamato Corvo questa stanza piace. Gli piacciono molto tutti i piccoli oggetti che ci sono. Adesso gioca con un fermacarte di vetro a forma di ape che ha tra le mani. Naturalmente, quando mio padre è in casa si tiene alla larga. - Però, qualsiasi cosa succeda, - dico, - devo andarmene di qui. Su questo non si discute. - Lo credo anch'io, - conviene il ragazzo chiamato Corvo. Posa il fermacarte sul tavolo, e incrocia le mani sulla nuca. - Però non pensare che questo risolverà tutto. Non per raffreddare il tuo entusiasmo, ma anche se vai più lontano che puoi, non è detto che riuscirai davvero a fuggire da qui. Secondo me è meglio non fare troppo affidamento sulla lontananza. Ci rifletto per qualche istante. Il ragazzo chiamato Corvo tira un sospiro, chiude gli occhi e si preme le palpebre con le dita. © 2008, Giulio Einaudi Haruki Murakami – Kafka sulla spiaggia 522 pag., 20 € – Edizioni Einaudi 2008 (Supercoralli) ISBN 978-88-06-18603-6
| 28 marzo 2008 | | Di Giulia Mozzato |
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