|
|
 |
|
| |
HOME | sabato 11 febbraio 2012 |
 |
|
|
|
|
|
 |
|
 |
 |
 |
|
 |
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
| Titolo |
 |
Afa |
 |
| Autore |
|
Angioni Giulio |
|
| Dati |
|
260 p., brossura |
|
| Prezzo |
|
€ 10,00 |
|
| Prezzo IBS |
|
€ 8,50 |
|
| Editore |
|
Sellerio Editore Palermo |
|
| Collana |
|
Il divano |
|
| EAN |
|
9788838922725 |
 |
 |
 |
|
|
 |
Afa di Giulio Angioni“Demoni tremendi si temono ancora qui da noi. Fanno paura perché servono a spiegare le nostre paure, gli smarrimenti del nostro modo di stare al mondo, qui, con tutte queste pietre. Si finirebbe prima di contare le figure di pietra o le paure che le nostre pietre ci fanno da millenni? Anche i nuraghi, che non esisterebbero se questa non fosse un’isola di pietra, i nuraghi ho imparato a temerli come case dell’Orco, così li sogno ancora, dove i gioielli favolosi delle fate nane sono custoditi dalla terribile musca macedda, che se viene fuori dal sarcofago di pietra sparge sulla terra ogni malanno.”
Un romanzo di Giulio Angioni è sempre un bell'appuntamento per il lettore e anche quest’ultimo libro, L’afa, non smentisce le attese. Quali i meriti, a mio avviso, da segnalare a chi per la prima volta affronta questo autore: prima di tutto la particolare scrittura, intensa, sobria, elegante, un vero piacere per chi ama la cura dello stile, e poi l’intreccio, semplice ma emozionante, con la equilibrata fusione di mito e attualità, di arcaismo e modernità, nota caratterizzante questo autore sardo che della propria terra e delle sue tradizioni e leggende è moderno traduttore.
La storia qui raccontata non ha un intreccio complesso, ma sono innumerevoli le implicazioni e i rimandi che sollecita. Un uomo qualunque, Josto Melis, direttore pro tempore di un giornale locale, trascorre le sue afose giornate estive tra la sede del giornale, il suo appartamento con terrazzo dalla vista impagabile e i pranzi essenziali di un uomo che è momentaneamente solo in città, dato che moglie e figlia sono in vacanza al mare.
Una cena di lavoro (il romanzo si apre proprio su questo episodio) si conclude in modo imprevisto: quando Melis sale sulla sua Punto bianca, sul sedile accanto al suo (la sera è molto buia e impedisce di vedere qualsiasi cosa) si siede una donna che lo aggredisce con una scenata di gelosia e poi se ne va senza rivelarsi.
È subito evidente, al protagonista e al lettore, che c’è stato un errore di persona, che non è lui il traditore contro cui quella giovane donna si è scagliata, ma il tintinnio dei suoi braccialetti e il suo profumo hanno lasciato un segno nella mente di Josto tanto che non riesce a toglierseli dalla testa. Inoltre stranamente la macchina non riesce a rimettersi in moto e così il tragitto a piedi verso casa, e la stessa solitudine dei giorni successivi a quell’incontro, non fanno che rendere più acuta la curiosità e più forte il collegamente mentale con antiche divinità femminili sotto la cui protezione il giornalista ha in un certo senso messo se stesso e la sua casa. Una telefonata anonima alla moglie in vacanza che denuncia i suoi incontri con una donna, fa quasi esplodere una crisi coniugale, ma la gelosia della donna, che dubita della fedeltà del marito così vago nelle risposte, è messa a tacere in nome della gestione comune della figlia Sara, una ragazza al suo primo amore. In quegli strani giorni di un'estate afosa Melis sente il bisogno ineludibile di un ritorno al paese natale e di un colloquio con don Agostino, un prete, un amico, un confidente. La gita improvvisata verso le sue radici si trasforma, per esigenze lavorative, in materiale giornalistico però non gli consente quell’incontro a cui teneva molto. Il rientro in città non interrompe il suo viaggio interiore tra passato e presente, tra ricordi e miti, tra suggestioni sorte dal mistero di quell’incontro e curiosità. La Punto bianca, che continua a non funzionare, è sempre nello stesso luogo, così Melis, come per un appuntamento mai fissato, si ritrova seduto in macchina e nel buio della sera la stessa donna, senza nome e senza volto, torna a sedersi accanto a lui per una breve conversazione, prima di dileguarsi di nuovo. Ha capito l’equivoco, ma non si rivela e il suo parlare è molto misterioso, così come il segno dell’antica divinità sul suo polso o il tintinnio degli immancabili bracciali. Nel frattempo proseguono le telefonate nervose tra Melis e la moglie, responsabile anche della figlia scalpitante davanti agli ostacoli e alle limitazioni, come ogni adolescente. L’autorizzazione a una gita in battello con il fidanzato verso le rosse rocce di Arbatax viene conquistata da Sara grazie anche a un intervento del padre, ma quel momento di allegria potrebbe trasformarsi in tragedia se… Anche se non è certo principalmente la trama ciò che seduce il lettore è comunque poco rispettoso proseguire nel raccontarla: l’elemento sorpresa è pur sempre una molla efficace nel gradimento di un libro. Solo chi legge deve avere la possibilità di conoscere la conclusione di un libro, in particolare di questo semplice, ma costanetemente intrecciato a elementi magici e misteriosi.
Le prime pagine
Pesante, anche un poco brillo, lascio la tavolata, farfugliando una scusa, su qualcuno o qualcosa che mi aspetta fuori. Pago per tutti e cinque e me ne vado. Fuori del ristorante non è meglio, nella nottata afosa in pieno agosto: «Qui fuori manca l'aria», mi dice un fumatore lì impalato. Si aspetta compagnia, ma lo deludo, me la svigno. È stata una cena di lavoro, con un esperto d'alberi, dendrologo, un esperto di Dio, teologo, un esperto di stelle, astronomo, un esperto di morte, tanatologo. Li devo intervistare e convincere a scrivere di cose loro sul giornale, persone serie e anche importanti, che lascio dentro a ridere di vecchie barzellette sulle corna, con aggiunte di mirto e di acquardente. Perché ci sono ricascato, di restare in città a dirigere il giornale. Moglie figlia e gatto sono al mare. Il resto dell'anno da capo redattore non faccio mai cene di lavoro.
Dove l'ho parcheggiata la mia vecchia Punto ? Mi fermo, spremo la memoria, mi assesto gli occhiali, guardo nei due sensi la prospettiva del viale alberato, a tratti quasi al buio. Troppo caldo perfino per tenere come al solito le mani in tasca. Eccola là, sotto i grandi alberi, fra un tronco enorme e un furgoncino grigio. E la mia Punto bianca, in uno strano folto, fitto e buio, sull'asfalto ingobbito da radici secolari. Trovo le chiavi in tasca con fatica. Là sotto, mentre apro la portiera, sento un fresco strano. E vecchia la mia Punto. Nella prossima macchina ci voglio il condizionatore. Ed è tutt'uno, sedermi alla guida, la portiera di destra che si apre e si richiude dietro una figura che si è già seduta, rapida, decisa, sull'altro sedile qui al mio fianco, penso che non è vero, che ho bevuto troppo, ma mi toglie la mano dalla chiave d'accensione: «Fermo». Una donna, una che mi stava davvero aspettando: «Fermo e zitto». Mi si preme addosso, toglie il mazzo di chiavi dalla toppa e se lo tiene lei, con una calma dura, che inquieta. Ma chi è? La conosco? No, non la conosco. Gli occhi non aiutano. Più che ombra, qui c'è buio, buio pesto, sotto gli alberi" fitti, i rami bassi. «Non te l'aspettavi, eh?». «No», provo a dire. O invece sì? mi viene da pensare. Per questo sono uscito, è per lei che ho lasciato gli altri al ristorante. Ma che mi dico ? «Stiamo calmi», dice lei. Sì, stiamo calmi: «Io però...». Lei ignora la mia voce: «Non avrai paura?». «Be' no», riesco a mormorare, la voce non mi viene. «Sì, invece, che ne hai». Mi muovo, mi dimeno. «Fermo lì. Non te l'aspettavi, eh?». E invece sì, dico tra me e me, e mi spavento, di me stesso e di lei, qui sul sedile a fianco, sbucata dal nulla, un'apparizione, ma invisi¬bile. A questo buio gli occhi non si abituano.
© 2008, Sellerio
Giulio Angioni - Afa 230 pag., 1o € – Edizioni Sellerio Editore Palermo 2008 (Il divano) ISBN 978-88-38-92272-5
| 21 marzo 2008 | | Di Grazia Casagrande |
Condividi su: |
 |
|
 |
|
|
|
 |
|
 |
|
Copyright © 1996/2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
Wuz è un marchio registrato.
Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie
Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.
Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
|
Concessionaria di pubblicità MYads.it
Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
Dati audience certificati Audiweb
Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione
Alcune foto presenti su Wuz.it sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.
|
|
|