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HOME | domenica 27 maggio 2012 |
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| Titolo |
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La solitudine dei numeri primi |
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| Autore |
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Giordano Paolo |
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| Dati |
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304 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 13,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 11,05 |
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| Editore |
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Mondadori |
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| Collana |
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Oscar grandi bestsellers |
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| EAN |
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9788804589655 |
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La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano Romanzo vincitore del Premio Strega 2008
"Mattia si stupì di avere ancora un istinto, sepolto sotto la rete spessa di pensieri e astrazioni che si era tessuto intorno. Si stupì della violenza con cui quell'istinto venne fuori e guidò i suoi gesti con sicuezza."
Un particolarissimo romanzo di formazione quello che Paolo Giordano nella sua opera prima offre ai lettori. Un romanzo impegnativo e con una partenza fulminante che ha, nelle oltre 300 pagine, qualche momento di stanchezza ma che complessivamente può essere considerato uno degli esordi più interessanti degli ultimi anni.
Conosciamo per prima Alice: è una deliziosa bambina soffocata da un padre molto competitivo che ha nei suoi confronti delle richieste altissime. Proprio per assecondarlo e ormai prossima all'esasperazione Alice osa sugli sci quello che sente per lei impossibile. Una brutta caduta e la lunga solitudine immersa nella neve in attesa dei soccorritori: come conseguenza avrà una gamba rovinata per tutta la vita.
Ecco poi l'altro bambino di cui seguiremo, nel corso del romanzo, le vicende: è Mattia e ha una gemella Michela. Quanto lui appare rapido nell'apprendere e fin da piccolo estremamente intelligente, la piccola Michela ha gravi problemi psichici, ha un handicap che condiziona tutta la famiglia e prima di tutto il fratellino che sente la derisione dei coetanei e la sua esclusione, per colpa di Michela, dai giochi e dalle feste degli altri bambini. Un giorno Mattia lascia sola la sua gemella in un parco, invitandola ad attendere il suo ritorno (sta andando a una festa di bambini e vuole evitare gli sguardi e la derisione della sorella). Ma la piccola sparisce, probabilmente è annegata nel fiume: il senso di colpa tormanterà Mattia per tutta la vita e la freddezza dei genitori, prima di tutto della madre, lo condizionerà in tutti gli affetti.
Un gioco del destino unisce i due bambini e poi i due ragazzi in un'amicizia fortissima, un affetto mai dichiarato ma profondo. C'è però sempre una barriera, qualcosa che entrambi hanno posto a propria difesa, che impedisce una solid Ma si cresce e ognuno porta dentro di sé i propri dolori inconsolabili, ognuno cerca una salvezza, una strada per sfuggire a quel tarlo che rende impossibile la vita, che rende diversi dagli altri.
L'anoressia mina costantemente la salute e l'equilibrio di Alice che cerca nel matrimonio un'ancora di salvezza, ma che non riuscirà ad annullare la propria diversità. La genialità, la capacità di penetrare tutti i misteri della matematica porterà Mattia a una brillante laurea e a una promettente carriera all'estero .
Basta un richiamo e il ragazzo, ormai un uomo, si precipita da Alice, ma ancora una volta nessuno dei due riuscirà ad annullare quella solitudine che è una condanna. Un romanzo doloroso e intenso che mostra una maturità superiore all'età anagrafica del suo autore e che stupisce per la lucidità della scrittura .
Alice Della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la gamba nervosamente, come a dire su, sbrigati. Odiava la calzamaglia di lana che la pungeva sulle cosce, le moffole che non le lasciavano muovere le dita, il casco che le schiacciava le guance e puntava con il ferro sulla mandibola e poi quegli scarponi, sempre più piccoli di un paio di numeri, che la facevano camminare come un gorilla. «Allora, lo bevi o no questo latte?» la incalzò di nuovo suo padre. Alice ingurgitò tre dita di latte bollente, che le bruciò prima la lingua, poi l'esofago e lo stomaco. «Bene. E oggi fai vedere chi sei» le disse suo padre. E chi sono?, pensò lei. Poi la spinse fuori, mummificata nella tuta da sci verde, costellata di gagliardetti e delle scritte fluorescenti degli sponsor. A quell'ora faceva meno dieci gradi e il sole era solo un disco un po' più grigio della nebbia che avvolgeva tutto. Alice sentiva il latte turbinare nello stomaco, mentre sprofondava nella neve con gli sci in spalla, che gli sci bisogna portarseli da soli, finché non diventi talmente bravo che qualcuno li porta per te. «Tieni le code in avanti, che altrimenti ammazzi qualcuno» le disse suo padre. A fine stagione lo Sci Club ti regalava una spilla con delle stelline in rilievo. Ogni anno una stellina in più, da quando avevi quattro anni ed eri abbastanza alta per infilare tra le gambe il piattello dello ski-lift, a quando ne compivi nove e il piattello riuscivi ad acchiapparlo da sola. Tre stelle d'argento e poi altre tre d'oro. Ogni anno una spilla per dirti che eri un po' più brava, un po' più vicina alle gare agonistiche che terrorizzavano Alice. Ci pensava già allora, che di stelline ne aveva solo tre. L'appuntamento era di fronte alla seggiovia alle otto e mezzo in punto, per l'apertura degli impianti. I compagni di Alice erano già lì, a formare una specie di cerchio, tutti uguali come soldatini, imbacuccati nella divisa e rattrappiti dal sonno e dal freddo. Puntavano i bastoncini nella neve e ci si appoggiavano sopra, ancorandoli alle ascelle. Con le braccia a penzoloni sembravano tanti spaventapasseri impagliati. Nessuno aveva voglia di parlare, men che meno Alice. Suo padre le diede due colpi troppo forti sul casco, manco volesse piantarla nella neve. «Stendili tutti. E ricorda: peso in avanti, capito? Pe-so-in-a-van-ti» le disse. Peso in avanti, rispose l'eco nella testa di Alice. Poi suo padre si allontanò, soffiandosi tra le mani chiuse a coppa, lui che se ne sarebbe presto tornato al calduccio di casa a leggere il giornale. Due passi e la nebbia se lo inghiottì. Alice lasciò cadere malamente gli sci a terra, che se suo padre l'avesse vista gliele avrebbe suonate lì, davanti a tutti. Prima di infilare gli scarponi negli attacchi, li batté sul fondo con il bastoncino, per far venir giù le zolle di neve appiccicate.
© 2008, Arnoldo Mondadori Editore
Paolo Giordano – La solitudine dei numeri primi 304 pag., 18 € – Edizioni Mondadori 2008 (Scrittori italiani e stranieri) ISBN 978-88-04-57702-7
| 03 marzo 2008 | | Di Grazia Casagrande |
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